Amore e sesso, il matrimonio è salvo

Intervista a Giampaolo Fabris, ordinario di Sociologia dei consumi L'amore può sconfiggere tutto. Anche il matrimonio. Sembra un paradosso, ma nel terzo millennio a resistere sarà solo il matrimonio fondato sul vero amore. Così per Giampaolo Fabris, ordinario di sociologia dei consumi all'Università IULM di Milano e presidente del gruppo GPF e associati, i matrimoni diminuiranno.


di Melissa Bertolotti
Così non avremo più matrimoni di comodo, né di convenzione, ma pochi e veri?

“L'unica certezza è che rimarrà il legame di coppia e il matrimonio sarà visto come un'istituzione giuridica che norma i rapporti sociali”.
Se il matrimonio rimane un'istituzione fissa, come cambierà invece la coppia?
“Ci saranno diverse forme di famiglia: da quella formata da persone con precedenti esperienze matrimoniali, magari con figli, fino alla famiglia omosessuale. L'unica costante è che la famiglia è e resterà estremamente importante”.
E la differenza maggiore rispetto al passato?

“Ci sarà il matrimonio a termine per cui non ci si sposerà più “per sempre”, ma fino a quando si starà bene insieme. E così una famiglia potrà costruirsi più volte nel corso di una stessa esistenza”.
Come cambieranno i rapporti interni?

“La coppia sarà più paritetica e ci sarà una maggiore interscambiabilità dei ruoli, anche per la sempre maggiore autonomia economica della donna, che le permetterà di avere un diverso potere contrattuale all'interno della coppia”.
Che ruolo avrà la famiglia nella società?
“Sarà sempre più importante, ma sempre meno totalizzante. Prima il ruolo di padre e marito o di madre e moglie era esclusivo, caratterizzante e soffocante. Nel futuro la famiglia, pur essendo emozionalmente coinvolgente, avrà una crescente autonomia”. Quindi la morte della famiglia teorizzata negli anni '60 e '70 non si verificherà mai? “Mai. Anzi, assumerà un'importanza maggiore tornando ad essere un'unità di produzione oltre che di consumo. Grazie al telelavoro e ai sistemi informatici, ad esempio, la casa familiare tornerà ad essere un ambiente di produzione”.
Cosa comporterà questa nuova dimensione?
“Il matrimonio e la famiglia saranno ulteriormente valorizzati e la coppia starà tendenzialmente insieme per tutto il giorno”.

Ma così non si rischia l'insofferenza reciproca?
“Non mancheranno le tensioni e la necessità di inventare un modo diverso di rapportarsi con il sesso. La doppia morale vigente nella famiglia del passato per cui l'uomo aveva sempre l'amante nella versione borghese o si serviva della prostituzione come “valvola di sfogo” in quella di massa, sarà improponibile”.
Il matrimonio, quando ci sarà, sarà più vero?
“Ci sarà il passaggio dal conformismo alla spontaneità e quindi la coppia costituirà una famiglia forse più precaria, ma sicuramente più autentica”.
Saranno quindi i sentimenti veri a salvare il matrimonio del futuro?

“Gli elementi di attrito legati all'affitto e non all'affetto rimarranno, ma c'è anche l'apertura mentale nei confronti dei sentimenti. Tanto che la coppia omosessuale sarà accettata da tutti”.
E quindi anche i matrimoni tra omosessuali?
“Gli anatemi stanno per finire e presto due persone che hanno un progetto di vita in comune, al di là del loro sesso, verranno accettate dalla società”.
Quale sarà la famiglia che non potrà esistere?
“La famiglia allargata ipotizzata nel '68. E' utopico pensare che tante coppie possano vivere sotto uno stesso tetto mettendo in comune certe infrastrutture, ma senza la gerarchia e l'autoritarismo, la misoginia e il machismo tipici della società rurale”.
Qual è l'elemento della patologia nella famiglia moderna?
“La solitudine assoluta della coppia. E' una diade isolata dagli altri, con un rapporto spesso paronoideo nei confronti del sociale. In questo modo le tensioni raggiungono il culmine, mentre verrebbero calmate dalla famiglia allargata che, a sua volta, non è sostenibile senza gerarchie”.
Nemmeno se sono costituite da famiglie con precedenti esperienze matrimoniali? “No, perché storicamente non hanno funzionato. Da un punto di vista sociopsicologico sarebbe straordinario perché si avrebbero comunità in cui la solitudine, che è la metastasi maggiore della coppia di oggi, sarebbe spezzata e i bambini crescerebbero con più modelli parentali”.
Qual'è l'altra coppia che non funzionerà? “La coppia aperta. La famiglia si costituirà con una sorta di patto di esclusiva sui genitali dell'altro. Negli anni Settanta si sono istituiti rapporti aperti in cui le relazioni esterne alla coppia venivano comunicate all'altro, ma si sono create lacerazioni che fanno soffrire ancora oggi. Questo modello non potrà esistere anche se ognuno avrà le sue storie con più disinvoltura”.
Cosa potrà salvare il matrimonio del futuro?

“La rierotizzazione della coppia e una maggiore importanza attribuita alla vita sessuale. Dovrà finire il legame tra convenzione e ipocrisia, inadeguazione e misoginia su cui è storicamente basata la sessualità, così come il ricorso alla prostituzione dell'uomo e la frigidità e l'anorgasmia della donna”.
Perché un matrimonio funzioni ci dovrà essere più sesso e maggiore apertura verso l'esterno…

“Esattamente l'opposto di quello che gli anglosassoni chiamano il cocooning, la famiglia che si rimbozzola per difendersi dalle aggressività esterne. Bisogna partire dalla rierotizzazione della famiglia: è questa la vera ancora di salvezza”.
Secondo lei saranno superiori i matrimoni civili o quelli religiosi?
“Credo civili anche se la Chiesa ha inventato riti che esercitano un fascino al quale è difficile rinunciare. Fino a quando non ci saranno grandi feste laiche che sostituiranno quelle religiose, com'è avvenuto con la Rivoluzione francese, la religione, anche se non partecipata, continuerà a svolgere un ruolo importante”.
E le unioni di fatto?
“Ci saranno, ma rimarrà il desiderio di sposarsi per normare un rapporto e per proteggere i soggetti più deboli, quali donne e bambini, anche in vista di un legame che può sciogliersi”.
Quindi non prevede una società in cui venga rifiutata l'imposizione di una regola su un rapporto fatto di sentimenti? & lt;/B>”L'accettazione delle regole avviene nell'interesse di tutti. D'altronde la società è fatta di regole e non possiamo sottrarci a queste. Finora la famiglia era caratterizzata solo dal matrimonio, mentre in futuro sarà solo una delle tante modalità che normeranno la coppia”.
Sarà così in tutte le classi sociali?
“Credo di sì. E penso che se rimarrà qualche residuo di famiglia patriarcale non sarà altro che un fenomeno di arretratezza culturale”.
E i divorzi?
“Aumenteranno, ma con inerzia. D'altronde i rapporti patrimoniali, i bambini, gli interessi in comune e la lacerazione sentimentale sono elementi che caratterizzeranno sempre il distacco tra due persone”.

Fonte:Il nuovo

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