Antitrust, aperta indagine sul caro c/c

L'Antitrust si appresta ad effettuare “un'indagine conoscitiva sui costi dei conti correnti”. Lo ha affermato il presidente dell'Authority, Antonio Catricalà, intervenendo su Radio 24. Il Garante ha spiegato che “bisogna fare grande chiarezza in un settore che ne ha bisogno” e che questa sarà “la prima cosa” che i suoi uffici faranno dopo che la riforma introdotta dalla legge sul Risparmio ha assegnato all'Authority la vigilanza sulla concorrenza nel sistema bancario.

Il costo sui conti correnti è da sempre il terreno di battaglia tra le associazioni dei consumatori, che li denunciano come i più cari in Europa, e l'Associazioni bancaria (Abi) secondo cui, invece, l'importo rientra nella media con l'Unione europea, poiché il prezzo medio viene calcolato considerando anche la differente frequenza d'uso dei prodotti, come l'imposta di bollo, la contestazione del conto corrente e la remunerazione delle giacenze, tre fattori che appartengono solo al sistema bancario italiano.

Ma ora l'indagine conoscitiva – ha sottolineato Catricalà – servirà a capire i costi dei servizi bancari per poi intervenire. è necessario – ha proseguito – fare chiarezza in un settore dove spesso si hanno dati diversi e contraddittori. “Si va infatti dai 30 euro citati dall'Abi, ai 65 euro emersi dalle ultime rilevazioni, fino ai 200 euro denunciati dai consumatori”. E la stessa cosa – ha sottolineato il Garante – avviene per il trasferimento dei titoli e per la chiusura dei conti correnti, per cui le denunce segnalano costi fino a 100 euro, mentre le banche parlano di 35 euro”.

Catricalà ha anche notato che, malgrado le difficoltà dell'economia, le banche “vanno benissimo e hanno un'enorme massa di risparmio da gestire che le rende bocconi molto appetibili”. Motivo che – secondo il presidente dell'Antitrust – deve spingere le banche a potenziarsi “per creare economie di scala in modo che al cittadino siano resi i servizi più convenienti possibili”.

Stoccatina di Catricalà anche sulla cosiddetta “portabilità” dei conti correnti. L'Authority ha affermato che i costi “devono essere stabiliti prima, devono essere immutabili ed equi” e che la stessa cosa deve avvenire per quanto riguarda i tempi del trasferimento che devono essere “ridotti, soprattutto per i titoli.”

“La cosa strana – ha spiegato anche il presidente – è che le banche stanno andando benissimo mentre l'economia stenta”. “Bisogna stabilire i costi dei conti correnti prima, che questi rimangano immutabili per tutto il rapporto ed equi. Inoltre devono essere ridotti i tempi per il trasferimento, soprattutto sui titoli, che possono avere riflessi sul risparmio dei cittadini.

Quanto al passato, quando la vigilanza sulla concorrenza bancaria era di competenza della Banca d'Italia, Catricalà ha affermato di non voler dare giudizi, ma osserva che la preoccupazione per la stabilità del sistema ha messo “in secondo piano” quella per la competizione all'interno del settore. Però – ha concluso – “se la stabilità è una priorità per il sistema bancario, l'efficienza dipende dalla concorrenza e la concorrenza può prevedere anche il fallimento”.

Nel suo intervento, Catricalà ha anche detto che si concluderà entro la metà del prossimo mese l'indagine aperta dall'Antitrust per verificare l& apos;eventuale conflitto d'interesse del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in merito agli incentivi pubblici per i decoder per la tv digitale terrestre.
La vicenda riguarda un'azienda che produce decoder e i cui prodotti sono distribuiti da una società che fa capo al fratello del premier Paolo Berlusconi.
“Ci siamo dati il termine del 15 febbraio ed entro quel termine dovremo aver acquisito tutti gli elementi”, ha spiegato Catricalà. “Spero – ha concluso – che l'Antitrust riesca a mantenere questa data che dovrebbe fare chiarezza prima della contesa elettorale”.

Fonte: Miaeconomia

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