Antitrust, il consiglio di Stato conferma la multa a Telecom

Telecom Italia dovrà pagare la multa per abuso di posizione dominante inflitta nel novembre del 2004 dall'Antitrust, ma anziché 152 milioni di euro ne verserà 115 milioni. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha accolto in parte il ricorso presentato dal garante della Concorrenza e del mercato che si era visto cancellare dal Tar del Lazio, lo scorso 11 maggio, la sanzione comminata alla società telefonica.

Il consiglio di Stato ha dato quindi definitivamente ragione all'appello presentato dall'Antitrust, all'epoca presieduta da Giuseppe Tesauro, e dalle società Albacom, Colt Telecom e Tiscali, nonché gli appelli incidentali di Wind e Fastweb.

Tutto era cominciato nel giugno del 2003 dopo gli esposti di alcuni operatori alternativi che avevano chiesto al garante maggiori chiarezze sulle offerte di Telecom in relazione all'utenza affari e sulla gara Consip per i servizi di telefonia fissa alla pubblica amministrazione, vinta appunto dal colosso telefonico l'anno precedente. L'Antitrust decise quindi di aprire un'istruttoria per verificare eventuali comportamenti abusivi. Il lavoro fu lungo: prima ci fu un primo ricorso al Tar (poi respinto) da parte di Telecom, poi di rinvio in rinvio, si concluse con l'Antitrust che, in uno degli ultimi provvedimenti varati dall'ex presidente Giuseppe Tesauro, decise di infliggere a Telecom una sanzione complessiva pari a 152 milioni di euro; la multa più alta nei confronti di un'azienda.

Contro tale decisione, Telecom fece quindi ricorso alla giustizia amministrativa il 31 dicembre 2004. E nelle motivazioni della sentenza con cui venne annullata la multa, il Tar rilevò da parte dell'Antitrust “un difetto di motivazione in ordine alla gravità estrema dei comportamenti attribuiti a Telecom Italia”. I giudici, inoltre, argomentavano che non vi fosse “un intervento chiaramente volto all'illecito” poiché Telecom “non godeva di una posizione dominanza tale da consentire l'imposizione di clausole contrattuali”. L'ammontare della sanzione poi era “sproporzionata” rispetto ai comportamenti censurati.

L'Antitrust decise così di rivolgersi al Consiglio di Stato che, venendo ai giorni nostri, ha quindi deciso di dare torto a Telecom.

Cauto il commento che arriva dalla società telefonica. “La sentenza – ha sottolineato l'amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero – è stata riformata solo in parte. Non abbiamo ancora visto le motivazioni del dispositivo del Consiglio di Stato: quando queste verranno rese pubbliche, tutti, compresi noi, le potranno valutare”.

Soddisfazione arriva invece dalle associazioni dei consumatori che gridano vittoria.

Fonte: Mia Economia

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