APPELLO A TUTTI I GENITORI

Stanchi di pagare troppe tasse come genitori? Giusto, sono ''incostituzionali''! Vieni anche tu a testimoniare, magari con un passeggino VUOTO, la mancanza di una politica fiscale che sostenga i genitori nella crescita dei figli.



Ti aspettiamo per un sit-in, anche se piove, mercoledi' 24 novembre
dinanzi al Senato, in corso Rinascimento , dalle ore 10,30 alle 12,30 per
dire no all' attuale sistema fiscale per i genitori, chiaramente
incostituzionale, e dire si al quoziente familiare promesso dal governo
LA PRESENZA DI OGNUNO E' FONDAMENTALE,
PASSA PAROLA!!!

Il Parlamento sta discutendo la legge finanziaria e la riforma delle
aliquote fiscali, vieni anche tu per chiedere di inserire il quoziente
familiare, come nel modello francese

Da decenni le famiglie italiane pagano questa ingiustizia fiscale:
E' la Corte Costituzionale, che parla chiaramente di sistema fiscale
'incostituzionale' a cui i genitori italiani sono sottoposti da decenni,
senza che il Governo intervenga.

SENTENZA N.12 ANNO 1998
La Corte, pur riconoscendo che “l'attuale trattamento fiscale della
famiglia penalizza i nuclei monoreddito e le famiglie numerose con
componenti che non producono o svolgono lavoro casalingo”, ha ritenuto che
i rimedi per il necessario ristabilimento dell'equità fiscale in materia e
la tutela della famiglia sotto questo aspetto non potevano essere
apprestati dal giudice delle leggi mediante l'accoglimento della questione
nei termini in cui era proposta.
Nella presente materia, questa Corte, fin dalla sentenza n. 179 del 1975,
con cui ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del cumulo dei
redditi dei coniugi – pur invitando più volte il legislatore ad evitare le
sperequazioni, che dal sistema della tassazione separata di tali redditi
potevano derivare “in danno della famiglia nella quale uno solo dei
coniugi possegga reddito tassabile”, e sottolineando poi che, a causa
della perdurante mancanza di tali interventi, “l'attuale trattamento
fiscale della famiglia penalizza i nuclei monoreddito e le famiglie
numerose con componenti che non producono o svolgono lavoro casalingo” -
ha sempre rilevato come esista al riguardo una pluralità di possibili
rimedi, la cui scelta è rimessa alla discrezionalità del legislatore”.

ITALIA, FANALINO DI CODA IN EUROPA
“L'Italia dedica appena lo 0,9% della ricchezza nazionale alle politiche
familiari. Tutti gli altri Paesi dell'Unione a 15 spendono molto di più
per la famiglia, a partire dal Portogallo e dai Paesi Bassi che destinano
l'1,2% del loro Pil alle politiche familiari. Seguono (in ordine
crescente): Irlanda 1,9%, Grecia 2,1%, Regno Unito 2,4%, Belgio 2,6%,
Austria 2,9%, Francia e Germania 3%, Lussemburgo e Finlandia 3,4%, Svezia
3,5%, Danimarca 3,8%. L'Italia è pertanto abbondantemente al di sotto
della media dell'Unione Europea, che è pari al 2,3%. (fonte EURISPES 2003)

LE AGEVOLAZIONI PER LE FAMIGLIE IN EUROPA
L'Italia è tra i Paesi europei che, sul piano fiscale, prevedono meno
agevolazioni per la famiglia e, in particolare, per quelle numerose. Basti
pensare che, se si considera un reddito medio di 30 mila euro l'anno, un
nucleo con due bambini arriva a versare solo 1.000 euro in meno di tasse
rispetto a una coppia senza figli. Mentre la differenza è molto più
consistente in Paesi come la Francia, dove ammonta a 3.000 euro, e la
Germania, dove raggiunge addirittura i 6.000 euro. I sistemi fiscali
prevedono meccanismi diversi di imposizione e di deduzione dei carichi
familiari. Se la Francia ha adottato da tempo il quoziente familiare,
esistono poi metodi parzialmente diversi, come lo 'splitting', applicato
in Germania, Irlanda, Portogallo e Belgio.

DICHIARAZIONE DEL MINISTRO DEL WELFARE POLITICHE FAMILIARI MARONI, MAGGIO
2004:
“E' tuttavia la riforma fiscale la sfida che ci attende. Il titolo di
questo convegno chiarisce in maniera puntuale che un sistema fiscale equo
è uno strumento imprescindibile per il raggiungimento della coesione
sociale.
Il Libro Bianco sul Welfare ha evidenziato come in Italia, a differenza
di quanto avviene in molti paesi europei, il sistema fiscale non sembra
riconoscere che la capacità contributiva delle famiglie è influenzata
dalla presenza di figli a carico e dall'eventuale scelta di uno dei due
coniugi di dedicare parte del proprio tempo a curare, crescere ed educare
i figli”.

Il quoziente familiare – ha spiegato il ministro del Welfare – è una
misura che va inserita nella prossima riforma fiscale. E' questo il
compito del governo, e spero che ci sia il sostegno del sindacato e
dell'opinione pubblica”. Del resto, ha sottolineato Maroni, “questa è
l'impostazione contenuta nel programma della Casa delle Libertà del 2001.

DA “IL PROGRAMMA DI GOVERNO BERLUSCONI, PRESENTATO AGLI ELETTORI PER LE
ELEZIONI POLITICHE 2001″:
La famiglia è oggi un soggetto penalizzato dal punto di vista fiscale,
perché è chiaro che chi vive da solo e fruisce di un certo reddito è più
ricco ed ha una capacità contributiva maggiore di chi ha lo stesso reddito
ma deve mantenere più persone: occorre invece che soggetto del reddito
imponibile sia considerata la famiglia stessa più che la singola persona.

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