Artrite reumatoide Colpiti 400mila italiani Diagnosi in ritardo

Un ritardo pericoloso, secondo i reumatologi, se si considera che questa malattia ruba 4-6 anni di vita Articolazioni di mani e polsi gonfie, dolore e rigidità mattutina. Sono alcune delle avvisaglie dell'artrite reumatoide, una malattia che colpisce circa 400mila italiani, soprattutto donne, di tutte le età, bambini compresi.

“Nonostante l'artrite sia così diffusa, la diagnosi troppo spesso arriva tardi: in media dopo due anni dall'insorgenza”, sottolinea Luigi Sinigaglia, direttore dell'unità operativa complessa di reumatologia del Gaetano Pini di Milano che poi precisa: “Un ritardo pericoloso, se si considera che questa malattia ruba 4-6 anni di vita”. Il fattore tempo però non riguarda solo l'artrite reumatoide. ''Nel panorama delle artriti infatti sono incluse fino a 40 malattie diverse ” aggiunge l'esperto – e se in media vediamo un paziente con artrite psoriasica due anni dopo l'esordio della malattia, per chi soffre di spondilite anchilosante possono passare anche 10 anni prima di una diagnosi corretta''.
“Troppo tempo – sottolinea Gerolamo Bianchi, presidente del Collegio dei reumatologi ospedalieri italiani (Croi) – anche perchè oggi è stata dimostrata l'importanza di adottare una terapia efficace il prima possibile, entro sei mesi dell'esordio”.
Una diagnosi corretta in tempo è possibile. Per questo motivo è stato lanciato un appello ai medici di famiglia. ''Sono loro le vere antenne sul territorio – dichiara Bianchi – è importante che affinino l'intuito diagnostico davanti a queste malattie, che a volte hanno un inizio subdolo, e in caso di un sospetto di artrite reumatoide o spondilite anchilosante indirizzino al piu' presto i pazienti dal reumatologo''. Compito dello specialista, invece, quello di riconoscere i casi in cui essere più 'aggressivi' con il trattamento. ''E' stato dimostrato che quanto piu' precoce e' un trattamento aggressivo, maggiori sono i vantaggi. E questo grazie alle nuove armi che oggi abbiamo a disposizione contro queste patologie'& apos;, interviene Sinigaglia.
Gli esperti hanno poi sottolineano il ruolo dei farmaci biologici, anticorpi monoclonali che bloccano i mediatori che alimentano l'infiammazione e accelerano il danno osseo, ''incidendo sulla storia naturale della malattia''. Si tratta di medicinali nuovi, efficaci ma anche costosi, ammettono gli specialisti. ''Il problema di costi, però, si potrà superare nel momento in cui si dimostrerà, spero presto, che la remissione indotta con i farmaci biologici utilizzati in prima linea puo' essere mantenuta con le terapie tradizionali”, spiega Stefano Bombardieri, presidente della Societa' italiana di reumatologia.

Fonte: Tuoquotidiano

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