Asvis, solo 9% degli italiani sa cos’è l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

Cambiare modello di sviluppo e cercare di risolvere problemi come povertà, disoccupazione, disuguaglianze economiche, sociali e di genere, degrado ambientale: è l’impegno che l’Italia ha assunto, insieme agli altri paesi del mondo, sottoscrivendo il 25 settembre 2015 l’Agenda 2030 dell’Onu per evitare il collasso ambientale e dei sistemi economici e sociali. Lo sviluppo sostenibile deve quindi entrare nelle decisioni politiche. Così Enrico Giovannini, Portavoce dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che ha organizzato la Conferenza “ITALIA 2030: Governo, imprese e società civile di fronte alla sfida dello sviluppo sostenibile”, evento che apre la Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile.

“Tutti abbiamo la responsabilità di cambiare l’attuale modello di sviluppo e diffondere, a ogni livello, consapevolezza e cultura della sostenibilità”, aggiunge l’ex Ministro del Lavoro. Per questo l’ASviS, organizzazione che riunisce oltre 100 dei più importanti soggetti dell’economia e della società italiana, ponendo il tema al centro del dibattito politico ed economico, chiede a Governo, imprese e società civile un impegno forte per raggiungere i 17 Obiettivi e i 169 Target dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals – SDGs), su cui anche l’Italia ha preso precisi impegni.

“Ogni anno che ci avvicina al 2030 – conclude Giovannini – rappresenta il 7% del tempo che ci siamo dati per salvare il mondo. Poiché cambiare certi processi richiede tempo e visto che alcuni obiettivi devono essere raggiunti già entro il 2020, come per esempio la riduzione della povertà e degli oltre 2 milioni di NEET, non c’è tempo da perdere. Perciò l’ASviS si impegnerà affinché questi temi siano messi al centro del dibattito pubblico, anche in vista delle elezioni generali del 2018”. E sarà una dura sfida.

“In Italia la distanza dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile varia molto da settore a settore”, sottolinea Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS e del Gruppo Unipol. “Ci sono alcuni punti di forza, come l’elevata aspettativa di vita in buona salute, una elevata quota di energia rinnovabile, e, purtroppo, molti punti di debolezza, tra cui l’alto livello di percezione della corruzione del settore pubblico, l’alto tasso di disoccupazione, le scarse competenze in lettura, matematica e scienze, l’alto abbandono scolastico, significative disuguaglianze di genere, elevati rischi ambientali. Per questo è indispensabile avere e diffondere una visione integrata degli Obiettivi e far sì che il loro raggiungimento sia un impegno ampiamente condiviso”.

In occasione della Settimana Europea sullo Sviluppo Sostenibile, Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, promotrice, insieme alla Fondazione Unipolis, dell’ASviS, sottolinea l’importanza di un nuovo modello culturale e dell’educazione delle giovani generazioni. “La nostra Università è impegnata in programmi concreti, nonché in una vasta campagna di comunicazione per sensibilizzare tutta la Comunità Universitaria e i nostri stakeholder, a partire dal territorio in cui operiamo. Le università, e in generale il mondo della formazione, hanno una grande responsabilità in merito alla diffusione del paradigma dello sviluppo sostenibile e all’elaborazione di soluzioni reali per la sostenibilità.Per questo – primi in Italia – abbiamo anche previsto l’istituzione di due Cattedre per  ricercatori in sviluppo sostenibile”.

La Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile (European Sustainable Development Week – http://www.esdw.eu), che quest’anno si svolge dal 30 maggio al 5 giugno, prevede la mobilitazione degli stakeholder presenti in ciascuno dei 38 paesi europei aderenti affinché organizzino attività, progetti ed eventi che promuovano lo sviluppo sostenibile e, da quest’anno, anche iniziative collegate ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) dell’Agenda 2030. La ESDW, che si svolge già da diversi anni in Francia, Germania, Austria, ha consentito di dare grande visibilità all’impegno degli enti locali e della società civile sul tema dello sviluppo sostenibile. Presentata a tutti i paesi UE durante la Presidenza italiana nel 2014, ha oggi raggiunto una grande rilevanza a livello europeo.

Ad oggi, già più di 3700 iniziative sono state registrate in 38 paesi europei, 24 delle quali in Italia, tra cui l’evento realizzato dall’Asvis il 30 maggio a Roma (http://www.esdw.eu/country/italy).

L’iniziativa è coordinata dall’European Sustainable Development Network (ESDN), una rete informale di soggetti istituzionali (tra cui Commissione Europea, UNEP, Ministeri, ecc.), associazioni ed esperti che si occupano di politiche e strategie di sviluppo sostenibile. La ESDN opera dal 2003 ed è attualmente la più grande rete di scambio su strategie e politiche per lo sviluppo sostenibile e di buone pratiche in Europa. Ha circa 200 membri provenienti da 38 paesi, tra cui tutti i 28 Stati membri dell’UE. Asvis fa parte degli Associated Partner dell’ESDN.

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