Attenzione agli sconosciuti

I maggiori indiziati sono divani, poltrone, mobili di pelle e scarpe provenienti dalla Cina e da altri paesi extraeuropei dove è consentito l'uso del demilfumarato, una sostanza chimica che previene la formazione della muffa. Le persone che sono entrate in contatto con il demilfumarato, contenuto nelle bustine che accompagnano questi prodotti, hanno riportato problemi allergici, irritazioni cutanee, pruriti, arrossamenti, ustioni e in certi casi – a causa dei divani – anche difficoltà respiratorie.

 

Il caso è scoppiato in Francia, Finlandia, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito, ma l'allerta è stata estesa a tutta i Paesi Ue; per fortuna l'Italia, per quel che se ne sa, non è stata colpita, ma non possiamo sentirci comunque al riparo da questo pericolo. Alcuni distributori, come Conforama, hanno dimostrato trasparenza e prontezza di riflessi, non solo avvertendo del pericolo i loro clienti, ma chiamandoli uno per uno per proporre restituzione o cambio del prodotto pericoloso. Tuttavia la prevenzione del problema, o la sua risoluzione, non può essere affidata alla buona volontà delle aziende. In Europa una direttiva vieta l'uso del demilfumarato nella produzione, ma non l'importazione di beni che lo contengono. Francia e Belgio, dopo l' allerta, hanno vietato per decreto l'importazione e l'immissione sul mercato di articoli contenenti demilfumarato. A fine gennaio 2008 l'Ue ha annunciato che prenderà una misura del genere a livello comunitario. I controlli saranno efficaci?

I biocidi sono ovunque

Il demilfumarato è un biocida tra i più pericolosi. Quella di biocida (letteralmente “che uccide la vita”) è una parola non ancora entrata nell'uso comune. Ma le sostanze chimiche raccolte sotto questo nome sono contenute in molti prodotti di larghissimo consumo: dai disinfettanti per la casa agli insetticidi, dai detergenti antibatterici ai disinfestanti (vedi anche TS 67, aprile 2007).

I biocidi sono principi attivi in grado di distruggere o rendere innocui organismi ritenuti nocivi. Dopo che la pubblicità ci ha resi maniaci del pulito, se ne fa un uso sempre più massiccio, dimenticando che si tratta di sostanze quanto meno irritanti e sensibilizzanti. Attualmente entrano nel mercato o come presidi medico chirurgici (definizione che induce fiducia) o come prodotti di libera vendita (espressione che sottintende una mancanza di rischi). Una direttiva europea prevede una procedura di revisione dei principi attivi biocidi presenti sul mercato e un'altra di iscrizione di quelli nuovi. Tocca al ministero del Welfare (che ha inglobato il ministero della salute), dopo aver esaminato i dossier presentati dai produttori, dare il via libera o meno. Il periodo di transizione, in cui coesisteranno sul mercato prodotti che seguono la normativa nazionale e quelli che si rifanno a quella europea, terminerà nel 2010.

Animali nel mirino

Un altro problema legato ai biocidi:abbiamo ricevuto molte segnalazione da parte dei nostri soci a proposito delle avvertenze – inadeguate, errate o non abbastanza visibili – presenti sulle confezioni di alcuni antiparassitari. Daniele racconta di aver perso il suo gatto, perché ha utilizzato un prodotto che conteneva permetrina (un biocida molto tossico per i gatti): sulla confezione non venivano evidenziate queste controindicazioni. Alcuni produttori si spingono perfino a consigliare antiparassitari a base di permetrina sia per cani sia per gatti, come fa Repelt, rafforzando il concetto con una foto sulla confezione che ritrae insieme i due animali. Bio Kill, il cui nome strizza l'occhio al concetto di “bio” (mentre di naturale non ha nulla), riporta sul sito ciò che in etichetta non può dire (come nel caso raccontato dalla nostra socia). Bene invece fa l'antiparassitario Friskies, che non solo evidenzia in rosso “non usare sui gatti” ma usa anche un simbolo inequivocabile, il profilo di un gatto sbarrato con un segnale di divieto, sempre in rosso.

Dove non te l'aspetti

Che la chimica sia dappertutto non è un mistero, ma quando sono presenti biocidi dovrebbe essere espressamente detto. I produttori spesso adottano formule che non brillano per trasparenza. Per esempio, su un cuscino antiacaro si dice in maniera criptica “100% cotone antiacaro Aegis”, senza spiegare cosa questo significhi. L'Aegis non è altro che un trattamento chimico. Sarà pure certificato dal marchio “Fiducia nel tessile”, di cui abbiamo altre volte appurato la serietà, ma perché tanta segretezza, tanto più se le sostanze biocide sono controllate e non nocive? Stessa mancanza di trasparenza per il copriguanciale antiacaro, la cui etichetta recita: “Protected with Ultrafresh”. Anche Ultrafresh è un marchio registrato per un trattamento chimico con biocida. La legge purtroppo non obbliga a dichiarare che questo tipo di prodotti contiene sostanze chimiche, perché la funzione biocida non è quella principale.

Ma a parte tutto, chi è allergico agli acari trae beneficio dall'uso di biocidi? Non proprio, perché è vero che uccidono gli acari, ma non eliminano né gli allergeni né gli acari morti. E poi hanno breve durata e agiscono solo a livello superficiale. Una cosa al contrario è sicura: chi è allergico agli acari è probabilmente più vulnerabile anche agli effetti tossici dei biocidi.

Consigli utili. Accorgimenti indispensabili per combattere gli acari

Le particelle allergizzanti degli acari sono i loro escrementi che, liberatisi nell'aria, vengono facilmente inalati. Per questo gli antiacari a base di biocidi (tipo Vape), che uccidono gli acari, ma non eliminano né quelli morti né i loro escrementi, non risolvono completamente il problema. Meglio adottare accorgimenti naturali.

·        Agli acari piacciono condizioni atmosferiche calde e umide. Per combatterli, cercate di avere in casa una temperatura inferiore ai 20° e un'umidità inferiore al 50%. Regolate i termosifoni ed evitate l'uso di umidificatori quando non necessario. Al contrario, il deumidificatore non serve: abbassa il grado di umidità, ma non riduce la concentrazione degli acari. Arieggiate spesso la casa (soprattutto le camere da letto), anche in inverno.

·        Cuscini, lenzuola, coperte e, quando è possibile, anche il materasso vanno esposti all'aria e al sole: gli acari temono la luce.

·        Lavate frequentemente la biancheria del letto a 60° C: ciò permette di uccidere tutti gli acari. Il lavaggio a secco non riesce a eliminare bene le particelle allergizzanti.

·        Pulite regolarmente la casa con l'aspirapolvere, meglio con i filtri Hepa e con sacchetto. Le pulizie vanno fatte con le finestre aperte e in assenza della persona allergica. L'impiego dei pulitori a vapore è controproducente: emettendo calore e umidità, anziché eliminare gli acari, ne stimolano la proliferazione. Usate un panno umido per eliminare la polvere.

·        Non usate materassi e cuscini in materiali naturali (kapok, canapa, crine vegetale, fieno, paglia, lana, piume, cotone, iuta…): diventano più facilmente ricettacolo per gli acari. Preferite il lattice, la gommapiuma e il poliuretano.

Cosa fare. Le giuste precauzioni

·        I biocidi vanno acquistati in minima quantità e solo se necessario, evitando di tenere riserve e stock in casa. Sono sostanze tossiche.

·        Non rimuovere l'etichetta originale, leggere attentamente le istruzioni, i dosaggi e le informazioni sulla pericolosità. Non danneggiare il tappo di sicurezza e chiudere bene dopo l'uso.

·        Non travasare in altri contenitori, in particolare in bottiglie di acqua minerale.

·        Non acquistare prodotti destinati a un uso professionale e non fare miscele di più prodotti.

·        Tenere i prodotti biocidi in posti sicuri, lontano dalla portata dei bambini: in alto, meglio in un armadietto chiuso a chiave e lontano da cibi e bevande. Non tenere nel sottolavello.

·        In caso di intossicazione, chiama subito il più vicino centro antiveleni. Sbagliato indurre il vomito.

Fonte. www.altroconsumo.it

Condividi questo articolo