Aumenta canone dei conti correnti, CRTCU spiega come tutelarsi

In arrivo cattive notizie per i risparmiatori. Secondo molti quotidiani economici nazionali, gli istituti Unicredit, Banco Popolare e UbiBanca hanno applicato rincari di circa il 6% sul costo di mantenimento dei conti correnti. Il motivo di tale aumento è quello di “recuperare parzialmente i contributi versati al Fondo Nazionale di Risoluzione”, venuto di recente in soccorso delle crisi di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti.L’azione di modifica unilaterale dei costi dei contratti a tempo indeterminato è chiamata dalla legge Ius variandi, spiega il Centro di Ricerca e di Tutela dei Consumatori e degli Utenti (CRTCU). Si tratta di un diritto legittimamente riconosciuto alle banche ed è disciplinato dal Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993) all’art. 118.
Per esercitare questo diritto, vanno rispettate alcune condizioni: la banca deve comunicare in forma scritta al cliente la modifica con un preavviso minimo di due mesi dalla sua applicazione.

Il CRTCU, a disposizione per consulenza e assistenza sui conti correnti, spiega che di fronte alla proposta di modifica, il consumatore può andarsene gratuitamente, spostando tutto ad altra banca: la legge, infatti, gli riconosce il diritto di recedere dal contratto di conto corrente e trasferirlo ad altro operatore, senza nessuna spesa (Art. 118, D.lgs. 385/1993 e l.33/2015). Il consumatore deve inviare una lettera alla banca per rifiutare il rincaro del prezzo, comunicando il recesso e chiedendo il trasferimento del contratto di conto corrente. La banca ha, quindi, dodici giorni lavorativi per chiudere il conto, pena il rimborso al cliente di una somma per ogni giorno di ritardo.

Se al conto corrente sono legati alcuni servizi aggiuntivi (conti di titoli bancari, depositi ecc.) essi non seguono in via automatica il trasferimento/recesso dal conto principale; è infatti necessaria una specifica richiesta di trasferimento. Anche tale trasferimento, per legge, deve avvenire senza oneri per il cliente. Inoltre, anche in questo caso, la banca è vincolata al trasferimento entro il termine di dodici giorni, valido per le operazioni che riguardano il conto principale.

“Lo Ius Variandi può operare solo in presenza di un giustificato motivo, che nel caso in questione, lascia perplessi”, afferma il CRTCU. “I contributi di cui parlano UniCredit, UbiBanca e Banco Popolare sono, in effetti, anticipi portati al Fondo per il salvataggio degli istituti del gruppo Banca Etruria. Sembra molto strano che il prestito concesso da Unicredit, UbiBanca e Banco popolare venga rimborsato sia dal Fondo (che restituirà i soldi a chi li ha anticipati), sia dai correntisti. È importante sottolineare che il Fondo Nazionale di Risoluzione è stato creato proprio per far sì che le operazioni di salvataggio delle banche in difficoltà non gravino su contribuenti e correntisti”.

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