Autorità energia: tempi certi per bollette di chiusura e nuovi indennizzi

Tempi certi per le bollette di chiusura di elettricità e gas. Autolettura potenziata. E una serie di indennizzi automatici ai consumatori in caso di inadempimenti del distributore o venditore: si potranno avere fino 57 euro per i casi più critici ( 22 se la fattura di chiusura viene emessa fuori tempo e 35 se il distributore non mette a disposizione la lettura in tempo utile perché il venditore possa emettere la fattura di chiusura). Sono i principali interventi previsti dall’Autorità per l’energia.

L’Autorità ha approvato una serie di misure sulle fatturazioni di chiusura che saranno valide da giugno di quest’anno e riguarderanno i clienti domestici e i piccoli consumatori del settore elettrico e gas, sia nel mercato libero, sia nei regimi di tutela. Spiega l’Autorità per l’energia: “In particolare, l’emissione delle fatture di chiusura dovrà avvenire al più tardi 8 giorni prima dallo scadere dei tempi previsti per la ricezione (6 settimane dalla cessazione della fornitura) o entro 2 giorni prima in caso di recapito della bolletta via mail o web. Per effettuare la fatturazione il venditore è obbligato a rispettare una specifica priorità nell’uso dei dati forniti dal distributore: primariamente i dati di misura effettivi, in subordine le autoletture validate e da ultimo i dati stimati dal distributore. Se non sono disponibili i consumi reali, il venditore dovrà comunque emettere una fattura basata sull’autolettura inviata dal cliente ma non ancora validata dal distributore, se comunicata, oppure basata sui consumi stimati dal venditore stesso, indicando però al cliente che la fattura potrà essere oggetto di ulteriore conguaglio quando il distributore metterà a disposizione i dati”.

Viene poi disciplinato l’uso dell’autolettura da parte del cliente: nei casi di cambio venditore o di voltura di utenti non dotati di smart meter nel settore gas o con contatori non telegestiti in quello elettrico, il cliente potrà effettuare l’autolettura comunicandola al venditore. A tal proposito vengono introdotti, a carico dei venditori, ulteriori obblighi informativi verso i clienti sulla possibilità di uso dell’autolettura, le modalità e i tempi per effettuarla. Il venditore, a sua volta, mantiene gli obblighi di comunicazione del dato al distributore ai fini della validazione.

Arrivano poi nuovi indennizzi. Nel dettaglio, se la fattura di chiusura viene emessa oltre i termini previsti, il venditore dovrà riconoscere al cliente nella medesima fattura un indennizzo dai 4 euro (da 1 a 10 giorni solari di ritardo) fino a 22 euro per ritardi pari o superiori a 90 giorni solari. Anche il distributore è obbligato a indennizzare, in specifiche situazioni, il cliente e il venditore per compensarli del disservizio. Il cliente ha diritto ad un ulteriore indennizzo di 35 euro nei casi in cui il distributore non metta a disposizione la lettura (dato effettivo, autolettura validata o dato stimato) funzionale alla cessazione della fornitura in tempo utile perché il venditore possa emettere la fattura di chiusura, cioè entro 30 giorni dalla fine della fornitura. A questi nuovi indennizzi si sommano quelli già previsti per i clienti con misuratori accessibili in caso di mancato rispetto delle frequenza di raccolta delle letture gas da parte del distributore (35 euro) e quelli già previsti per i venditori dal Codice di rete elettrico sulla qualità e la messa a disposizione dei dati di misura periodici nell’elettrico.

A stretto giro, le novità annunciate dall’Autorità per l’energia vengono accolte dall’Unione Nazionale Consumatori che parla però di “passi avanti insufficienti” e che avrebbe preferito uno stop ai consumi stimati e indennizzi superiori. “Si tratta di passi avanti insufficienti. Gli indennizzi dovevano avere un potere dissuasivo per prevenire possibili abusi. Purtroppo non è così. Non sono state accolte le nostre proposte. Noi avevamo chiesto 50 euro + 20 euro per ogni giorno di ritardo – ha dichiarato Pieraldo Isolani, Responsabile settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – Prevedere indennizzi massimi di 57 euro, anche per i casi più critici di grave inadempimento, è decisamente troppo poco. Quanto alla fatturazione, bisognava più semplicemente eliminare i dati stimati. Basta, insomma, con le fatture miste. E’ un diritto sacrosanto del consumatore, infatti, pagare per quello che consuma realmente”.

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