Autovelox: contestazione non necessaria

è valida la contravvenzione con l'autovelox anche senza contestazione immediata se l'apparecchio consente la verifica dell'infrazione solo dopo il transito del veicolo. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione che in questo modo riabilita i vecchi autovelox, visto che le nuove strumentazioni, grazie ad un puntamento laser a distanza, consentono di rilevare l'infrazione prima del passaggio dell'autoveicolo, permettendo, quindi, la contestazione immediata al presunto trasgressore.

Il pronunciamento della Suprema Corte arriva a seguito del ricorso presentato dal comando di polizia municipale dell'Unione dei Comuni della Marrucina, che aveva contestato l'annullamento di una multa, verbalizzata a Orsogna in provincia di Chieti, sostenendo l'effettiva impossibilità dell'immediata contestazione del verbale.
L'autovelox, infatti, era posto in modo tale da non permettere la rilevazione della velocità se non dopo che l'auto fosse passata.

Il pronunciamento della Cassazione, rifacendosi a quanto afferma l'articolo 348 del regolamento di esecuzione del codice della strada, ha dunque dato ragione ai poliziotti rigettando l'opposizione a suo tempo presentata al Giudice di pace. L'opponente, condannato alle spese di giudizio, a fronte dell'importo iniziale di 130 euro della contravvenzione dovrà così ora pagare circa 570 euro.

Ne deriva che “ove l'apparecchiatura non consenta la determinazione dell'illecito, se non dopo il transito del veicolo, è sempre consentita la contestazione successiva”, mentre se l'apparecchiatura permette l'accertamento dell'illecito prima del transito del veicolo la contestazione deve essere immediata, tenendo sempre presente che dal fermo del veicolo “non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla, nei limiti delle disponibilità di personale dell'Amministrazione e senza che sulle modalità di organizzazione sia possibile alcun sindacato giurisdizionale”.

Immediate le reazioni delle associazioni dei consumatori “Codacons'” e “Telefono Blu Sos Consumatori”. Secondo la prima, “la conferma della Cassazione della validità delle multe con l'autovelox non deve trasformarsi in una forma di “spremitura” degli automobilisti, mentre l'altra sostiene che “la sentenza non può essere considerata legge”. “I Vigili, nel verbale della contravvenzione ” ha commentato il Codacons- devono specificare i motivi per cui è stato impossibile fermare il conducente della vettura sanzionata, dove si trovavano al momento dell'infrazione, e tutti gli elementi utili per giustificare la non contestazione immediata”. “Telefono Blu Sos Consumatori'” si dice invece “non convinto che la sentenza riabiliti di fatto l'autovelox non dotato degli standard previsti dalle norme (puntatore laser tarato) e quindi di fatto non infici altre situazioni e tantomeno i vari ricorsi su autovelox non dotati dei riconoscimenti dovuti, per cui in questi mesi i Giudici di pace sono stati riempiti di ricorsi da noi avviati (sono decine di migliaia in tutta Italia)”. “La sentenza – si legge in una nota – costituisce certamente un' importante precedente, in contrasto fra l'altro con la giurisprudenza sempre più diffusa dei giudici di pace che sposa la nostra tesi, e con la clamorosa sentenza sempre della Cassazione che dichiara illegittime multe che non indichino espressamente il motivo per cui non è stato possibile fermare il veicolo (si tratta non solo di autovelox ma di molte altre contravvenzioni di cui la maggior parte in siti urbani)”.

Fonte: MiaEconomia

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