I biocarburanti possono rappresentare una valida alternativa agli attuali prodotti, in termini di riduzione dei consumi, miglioramento delle prestazioni e contenimento delle emissioni di CO2. A patto, però, che la ricerca e lo sviluppo venga indirizzata sui biocarburanti di seconda generazione, prodotti con materie prime come legno e cellulosa, la coltivazione delle alghe o quella del miscanto, più sostenibili a livello ambientale e meno inquinanti degli attuali biocarburanti di prima generazione, su cui sono sorte alcune controversie sul reale impatto ambientale prodotto.

Tra le società di produzione di carburanti che hanno virato, almeno parzialmente, verso il bio troviamo Eni. L’Adoc, associazione di consumatori, valuta positivamente l’impegno dell’Eni nella ricerca e sviluppo di carburanti alternativi, quali il green diesel, in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2, e invita l’azienda a concentrare i suoi sforzi nello sviluppo di biocarburanti di seconda generazione, più sostenibili per l’ambiente. “Apprezziamo il fatto che l’Eni sia all’avanguardia nello sviluppo di biocarburanti, come testimoniato dalla realizzazione del primo esempio al mondo di bioconversione di una raffineria petrolifera, presso Venezia”, dichiara Roberto Tascini, presidente dell’Adoc.”Ci auguriamo che prosegua su questo suo cammino di investimenti, diventando leader mondiale nello sviluppo di biocarburanti “buoni”, realmente efficaci e sostenibili”.

Nella raffineria di Porto Marghera, infatti, Eni ha realizzato il primo esempio al mondo di conversione di una raffineria petrolifera in una bioraffineria, impiegando l’innovativa tecnologia Ecofining, sviluppata dal 2006 con l’obbiettivo di trasformare oli vegetali in un prodotto completamente idrocarburico che, secondo Eni «supera i problemi qualitativi del biodiesel tradizionale». I numerosi test condotti nei laboratori di ricerca sembrano aver evidenziato che, rispetto a un gasolio standard con il 5% di componente biodiesel, si tratta del nuovo Eni Diesel + che allunga la vita del motore e ne assicura nel tempo la massima potenza erogabile grazie alla pulizia degli iniettori, migliora le prestazioni del motore riducendo i consumi fino al 4%, facilita le partenze a freddo e garantisce una minore rumorosità del motore grazie all’elevato numero di etano prodotto. Sul fronte dell’impatto ambientale per produrre Eni Diesel +, si utilizzerà nella bioraffineria di Porto Marghera un «ciclo produttivo più sostenibile che contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 (biossido di carbonio) in media del 5%.