Bioedilizia, come risparmiare su luce e gas

In tempi di crisi energetica risparmiare sui consumi di energia sta diventando una necessità e questo fenomeno sta cominciando a prendere piede anche nel campo delle costruzioni. Di eco-abitazione si sente parlare ormai da diversi anni, ma fino a poco tempo fa i costi di realizzazione erano talmente elevati da rendere non attraenti tutti i vantaggi conseguibili in termini di risparmio energetico.

Oggi invece ottenere acqua calda con i pannelli fotovoltaici o usare le acque piovane per il funzionamento della lavatrice, o ancora costruire la casa con materiali rispettosi dell'ambiente non è più così difficile, grazie anche alle agevolazioni e agli incentivi che sempre più spesso offrono regioni, province e comuni.

Certo, siamo ancora lontani da altri paesi europei come la Germania che conta 4,8 milioni di metri quadri di pannelli solari installati contro i 500mila del nostro paese. Forse i costi per la realizzazione scoraggiano ancora ma secondo un'indagine dell'istituto di ricerca Ambiente Italia con una casa ecologica si può risparmiare anche il 70% sulla bolletta.

Ma quali sono le regole da seguire per avere una casa a prova di protocollo di Kyoto? Innanzitutto è fondamentale la scelta del luogo di edificazione e dell& apos;orientamento rispetto al sole e al vento; poi l'utilizzo di materiali particolari per l'isolamento termico, come la perlite o la fibra di cellulosa, pannelli fotovoltaici e sistemi di raccolta delle acque piovane. Tutto ciò porta ovviamente a innalzare i costi di costruzione che secondo una stima di Legambiente Lazio salgono del 10-15% rispetto alla costruzione di una casa comune, ma vengono ammortizzati nel giro di 5 anni. Per fare un esempio, una casa 'normale' per il riscaldamento consuma circa 20 litri di gasolio contro i 7 litri di una casa ecologica.

“Per ora – dice – nel nostro paese e' Bolzano la citta' con la percentuale piu' alta di strutture di questo tipo. Anche il Lazio e in particolare Roma si stanno adeguando e nella zona di Cerquetti sono stati recuperati degli stabili prima occupati abusivamente, risistemati secondo criteri eco- compatibili. In quella zona poi – conclude – l'illuminazione pubblica si ottiene grazie all'utilizzo di pannelli fotovoltaici”.

Oltre alla buona volontà dei singoli, è però fondamentale l'iniziativa dei costruttori e degli enti locali. Federabitazione, la federazione nazionale delle cooperative edilizie di abitazione, partecipa al programma europeo “Sustainable housing in Europe” mirato a incentivare un'edilizia più sostenibile. L'Anab, Associazione nazionale architettura bioecologica, e l'Icea, Istituto per la certificazione etica ed ambientale, hanno istituito una vera e propria certificazione nel campo dell'edilizia ecologica. Anche i materiali possono ottenere la certificazione purché rispettino alcuni parametri, come l'utilizzo di materie prime rinnovabili e ottenute con sistemi agricoli sostenibili o la non emissione di sostanze inquinanti nella costruzione della casa. Certificata è ad esempio la perlite espansa, materiale caratterizzato dall'assenza di emissioni di polveri, fibre, radon, gas tossici o particelle pericolose. In tutto sono 10 le aziende finora certificate e 26 le classi di prodotti che rispettano uomo e ambiente secondo i criteri stabiliti.

Sempre più numerose poi le amministrazioni locali che incentivano la casa ecologica. Secondo un'indagine condotta da Federabitazione, Anci, Istituto di bioarchitettura e Legambiente, la casa ecologica sta prendendo sempre più piede. Lo dimostrano i dati ottenuti da una ricerca su un campione di 250 Comuni italiani, da cui risulta che il 55% delle amministrazioni locali ha creato le condizioni per la realizzazione di eco-abitazioni, un altro 10% è sul punto di farlo e solo il 36% non ha ancora inserito la bioarchitettura nel proprio programma di governo.

Fonte: Mia Economia

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