Biotestamento, arriva il parere del Consiglio di Stato sulle DAT

 Dal Consiglio di Stato arriva il parere sull’attuazione del biotestamento. Il Consiglio di Stato, in Commissione speciale, ha infatti espresso il parere sui quesiti richiesti dal Ministero della Salute sulle Disposizioni anticipate di trattamento (le DAT), con particolare riferimento all’istituzione della banca dati nazionale. Commenta il ministro della Salute Giulia Grillo: “I chiarimenti ci consentono di ultimare la predisposizione di un provvedimento molto atteso dai cittadini. Presto il biotestamento potrà diventare pienamente realtà”.

“Con le Disposizioni anticipate di trattamento – informa una nota del Consiglio di Stato – ciascun individuo, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, può decidere “ora per allora” su eventuali trattamenti sanitari che potrebbero riguardarlo e sui quali in futuro non sarà in condizione di prestare il consenso; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificamente previsto”. Per dare piena attuazione alla legge n. 219 del 2017 che ha introdotto le DAT, il Consiglio di Stato ritiene dunque che “la banca dati nazionale – proprio perché le relative informazioni possono essere conosciute sull’intero territorio del Paese – su richiesta dell’interessato deve contenere copia delle DAT, compresa l’indicazione del fiduciario, salvo che il dichiarante non intenda indicare soltanto dove esse sono reperibili”. Il registro nazionale è aperto anche a tutti coloro che non sono iscritti al Servizio Sanitario nazionale.

Il Consiglio di Stato scrive poi che “le DAT non hanno alcun vincolo di contenuto: l’interessato deve poter scegliere di limitarle solo ad una particolare malattia, di estenderle a tutte le future malattie, di nominare il fiduciario o di non nominarlo, ecc. Spetterà al Ministero della salute mettere a disposizione un modulo-tipo per facilitare il cittadino a rendere le DAT”. Poiché le Disposizioni anticipate di trattamento servono a orientare l’attività del medico, si legge ancora, “è necessario che ci sia certezza sulla corretta formazione della volontà del dichiarante. Conseguentemente occorre che tale circostanza venga attestata, magari suggerendola nel modulo-tipo facoltativo che verrà predisposto dal Ministero della salute”.

Alle DAT può accedere il medico e il fiduciario sino a quando è in carica. Il Consiglio di Stato ha inoltre sottolineato, data l’importanza della norma, che riguarda diritti fondamentali della persona, la necessità di “prevedere efficaci e costanti strumenti di monitoraggio del funzionamento della norma, volti a verificarne l’idoneità a perseguire, in concreto, gli obiettivi fissati dal Legislatore e a garantirne la più estesa attuazione”.

Parole di apprezzamento vengono dal Ministro della Salute Giulia Grillo. “Ringrazio il Consiglio di Stato per avermi reso in tempi rapidissimi il parere sui quesiti richiesti dal ministero della Salute per accelerare la costituzione della Banca dati nazionale delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). I chiarimenti del massimo organo della Giustizia amministrativa – prosegue Grillo –  ci consentono di ultimare la predisposizione di un provvedimento molto atteso dai cittadini, ma purtroppo per lungo tempo dimenticato nei cassetti del ministero. Subito, al momento del mio insediamento come ministro, ho messo all’ordine del giorno un tema di civiltà, per dare finalmente applicazione a una legge nazionale che non poteva restare disattesa. Presto il biotestamento potrà diventare pienamente realtà”.

 

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