Bollette giù, Consumatori: bene, ma ecco i nodi del mercato energia

Mercato libero e mercato tutelato. Andamento delle tariffe e richieste di bonus sociale. Timore per le conseguenze dell’abolizione del mercato tutelato, prevista dal 2018. Sono tante le preoccupazione espresse dalle associazioni dei consumatori, che tornano a parlare di tutti i problemi del mercato dell’energia a partire da quella che viene naturalmente apprezzata come buona notizia: dal primo aprile le bollette di luce e gas avranno un calo, rispettivamente, del 5% e di quasi il 10%, per un risparmio annuale stimato in 67 euro. I dati sono dell’Autorità per l’energia che ieri ha aggiornato le condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il secondo trimestre 2016.

Il calo si tradurrà in un risparmio di 8 euro annuali per la bolletta della luce e di 59 euro per quella del gas. Dice l’Adoc: “Il calo è dovuto principalmente al forte calo registrato dalla materia prima, ma il peso sul prezzo finale di fisco, pari a circa il 40%, e costi di trasporto e gestione precludono la possibilità di ribassi più cospicui. E con l’avvento del mercato libero questa impostazione impedirà lo sviluppo di una vera concorrenza, in quanto l’unico elemento su cui impostare le offerte ai consumatori è proprio quello della materia prima, limitato rispetto alle altri componenti. Il Governo ha già predisposto un decreto che dal 1° gennaio 2018 eliminerà il mercato tutelato, costringendo 21 milioni di famiglie a scegliere un fornitore nel mercato libero”. Si tratta di un provvedimento che crea preoccupazione. “Continuiamo – dice l’Adoc – ad essere contrari al provvedimento, in quanto il mercato libero esiste già ed è conveniente solo per le medie e grandi imprese, mentre si è rivelato molto più caro per le famiglie e le piccole imprese. Come Adoc siamo contrari all’abolizione del mercato tutelato anche perché, comparando la migliore offerta sul mercato libero, per i consumatori domestici, con le tariffe degli ultimi tre anni del mercato tutelato, il vantaggio per la bolletta della luce si riduce a circa 10 euro annui, mentre per il gas il vantaggio massimo è di 100 euro l’anno. Inoltre senza il mercato tutelato verrà a mancare un punto di riferimento fondamentale per la comparazione delle offerte, con il rischio di seri risvolti negativi per le famiglie”.

Federconsumatori considera le diminuzioni tariffarie di luce e gas “una prima lieve compensazione dell’incremento determinato dalla modifica tariffaria introdotta nel settore dell’energia elettrica”. E punta i riflettori soprattutto sul bonus sociale, ancora troppo poco utilizzato e richiesto. “In tutta questa vicenda c’è da fare un grave appunto al Governo: nonostante queste variazioni non si è ancora preoccupato di riformare il bonus sociale, disponendo una migliore organizzazione e semplificando l’iter di accesso – dice Federconsumatori –Un’operazione che avrebbe dovuto essere attuata prima della riforma tariffaria: dal momento che ciò non è stato fatto, ci aspettiamo almeno che tale modifica arrivi entro il più breve tempo possibile. La percentuale di fruizione del bonus da parte delle famiglie aventi diritto è, infatti, ancora del tutto marginale: solo 900 mila su 3,5 milioni di famiglie aventi diritto. Una scarsa fruizione causata dalla mancata informazione, nonché del complesso iter burocratico per la richiesta”.

La riduzione delle bollette è accolta con favore dall’Unione Nazionale Consumatori, che torna a sottolineare i rischi dell’abolizione del mercato tutelato. “L’Autorità ha tenuto conto dell’andamento del mercato energetico. E’ la dimostrazione che i prezzi di riferimento del mercato tutelato funzionano e che la sua abolizione, prevista nel ddl concorrenza per il 1° gennaio 2018, è solo un regalo alle compagnie ed un sopruso nei confronti delle famiglie – ha dichiarato Pieraldo Isolani, Responsabile settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – Nel mercato libero, infatti, chi ha optato per i prezzi bloccati non ha usufruito delle riduzioni di prezzo che ci sono state a partire dal 2015. Non per niente, in media, chi ha rinunciato al mercato di maggior tutela ha finito per pagare, secondo gli ultimi dati disponibili, il 16,7% in più per la luce (+42,5 euro annui la famiglia tipo) ed il 7,9% per il gas (+68,2 euro annui), per una maggior spesa complessiva di 121 euro annui. Ecco perché – conclude Isolani – chiediamo che nel ddl concorrenza sia rivista la data del 1° gennaio 2018 e, comunque, sia prevista un’asta competitiva internazionale per assegnare i lotti di clienti che rimarranno nel mercato tutelato invece di essere assegnati al previsto servizio di salvaguardia, che salvaguarda solo i guadagni e gli interessi delle imprese”.

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