Bonus bebè con tetto al reddito

La Finanziaria è alle battute finali. Con l'intervento della relatrice Daniela Santanchè (An), dopo 72 giorni di dibattito, è iniziata questa mattina nell'aula di Montecitorio la discussione generale sulla manovra per il 2006 che, già approvata dal Senato, dovrebbe ricevere la fiducia in settimana. Poi sarà la volta di Palazzo Madama che dovrà dare il via libera definitivo al maxiemendamento, previsto per il 22 dicembre.

Intanto maggioranza e governo sono alle prese con molte delle misure contenute nel Ddl e che il ministero del Tesoro sta mettendo a punto.
Resta aperta la discussione sui fondi del trattamento di fine rapporto (Tfr) rimasti inutilizzati per lo slittamento dell'avvio della riforma. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni chiede di usare la cifra per il sociale, ma il ministero dell'Economia parla invece di utilizzarla a copertura del deficit. Ci sarà, invece, la riduzione del debito pubblico, l'eliminazione del concordato fiscale per i tributi locali, non è escluso il ripristino dei finanziamenti alle Ferrovie dello Stato per 1,2 miliardi di euro ed è possibile l'arrivo del condono previdenziale agricolo che proroga di sei mesi il pagamento dei tributi.

Ma ci sono anche alcuni nodi da sciogliere: potrebbero sparire alcune modifiche al testo che non hanno ricevuto parere positivo da palazzo Chigi e che sono state comunque inserite in commissione Bilancio (che ha varato il testo all'alba di giovedì scorso). Prima fra tutte, la cosiddetta pornotax e l'introduzione di un limite di reddito, intorno ai 40mila euro, per poter usufruire del bonus di 1.000 euro anche per il secondo figlio nato nel 2006.
In particolare, l'emendamento proposto dalla relatrice di An, Daniela Santanché, e approvato dalla maggioranza contro il parere del governo, prevede il bonus bebè per ogni secondo figlio nato o adottato, conferma l'assegno per i nati nel 2005 e il mini-bonus di 160 euro per i bimbi nati nel 2003 e 2004. Perno della discussione resta il tetto per poter usufruire del bonus. Nelle scorse settimane Fi e Udc hanno ipotizzato un limite di 40mila euro che, probabilmente, rispunterà nella versione finale.
Ma il pacchetto famiglia prevede anche altre agevolazioni. Lo sconto fiscale fino a 2.150 euro all'anno per chi iscrive i figli agli asili nido e una deduzione dell'imponibile, sempre della stessa entità, per chi si avvale della collaborazione di baby sitter fino al 6° anno d'età dei figli.

Per quanto riguarda invece la pornotax appare incerta la sua approvazione. La misura, che prevede un'imposta del 20% per cento sulla vendita e il noleggio di materiale pornografico, dovrebbe portare nella casse dello Stato 220 milioni di euro. Un fondo che servirebbe a finanziaria la detrazione per gli asili nido e quelle per le baby sitter. Ma nonostante la strenua difesa del relatore Santanché, molta probabilmente lo strumento non sarà inserito nel maxiemendamento alla Finanziaria. Il viceministro dell'Economia, Giuseppe Vegas, ha chiarito la contrarietà del governo al provvedimento avvertendo che “la tassa rischia di essere dichiarata incostituzionale dall'Ue”.

Fonte: Miaeconomia

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