Canone Rai, UNC: autocertificazione, è caos

Si fa presto a dire canone Rai in bolletta. La compilazione dell’autocertificazione di non possesso non è affatto chiara, c’è una marea di casi singoli sui quali regna il caos, e al momento nessuno sembra sapere del tutto come la dichiarazione vada compilata per tutta una serie di situazioni diffuse, diverse e molto comuni. Per esempio: cosa devono fare i proprietari di case affittate in caso di affitti temporanei o di breve durata? Impossibile pensare di fare una voltura al mese.

Oppure: cosa devono fare gli intestatari di più bollette elettriche? E marito e moglie che hanno residenze separate in una prima e seconda casa, e in cui la bolletta è intestata al marito? Sono solo alcuni delle casistiche e delle domande più frequenti fatte dai cittadini che si stanno rivolgendo agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione denuncia che sulla compilazione dell’autodichiarazione regna il caos perché non ci sono le istruzioni dettagliate per i singoli casi, dal numero verde della Rai arrivano solo indicazioni di base, i Caf non hanno ancora ricevuto istruzioni e tutto il peso dell’interpretazione rischia di cadere sul singolo cittadino-contribuente. Spiega l’Unione Nazionale Consumatori: “Su come compilare l’autocertificazione, ossia la “Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato”, regna ancora il caos e nessuno, meno che meno al numero verde della Rai  800 93 83 62, sa ancora esattamente come va compilata in ogni tipo di situazione. I Caf non hanno ricevuto ancora alcuna istruzione. Nel sito dell’Agenzia delle entrate o nei siti della Rai dedicati (www.canone.rai.it) mancano esempi che spieghino nel dettaglio le possibili casistiche per la loro compilazione. Come fanno i  cittadini a compilare la dichiarazione entro il 30 aprile?”.

Rincara la dose il segretario generale dell’associazione Massimiliano Dona: “Chiediamo non solo che il Governo intervenga, rinviando immediatamente la scadenza del 30 aprile per l’invio della dichiarazione oltre a quella di luglio per il pagamento, ma soprattutto chiediamo che sia immediatamente emanata una circolare esplicativa per tutti i possibili casi dubbi. Non basta, infatti, che al centralino della Rai abbozzino una risposta, che peraltro varia a seconda dell’operatore che ti risponde, visto che se poi è sbagliata a rimetterci è il consumatore, che, lo ricordiamo, se fa una dichiarazione mendace, rischia, ai sensi dell’art. 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 effetti penali. Come fare una dichiarazione non mendace se non è chiaro che si deve fare?”. A parte alcuni concetti di base, infatti, c’è tutta una serie di casi dubbi che finora non hanno una casistica dettagliata. Senza contare l’incertezza per il dopo. Ad esempio: se a luglio arriva una richiesta indebita di pagamento, ci sarà anche allegato un modello per contestarla? Ci sarà una procedura semplificata per contestare i pagamenti non dovuti? E quanto tempo ci vorrà per verificare se la richiesta di rimborso è valida?  

L’associazione riporta poi la top ten delle domande più frequenti fatte da chi letteralmente non sa cosa fare: ci sono i proprietari di case affittate che sono titolari di bolletta elettrica ma che fanno affitti di breve periodo, gli studenti fuori sede in appartamento affittato, i casi in cui marito e moglie non hanno la stessa residenza anagrafica. Ecco la classifica dettagliata riportata dall’Unione Nazionale Consumatori.

1)      Proprietari di case affittate. In testa alle segnalazioni ci sono i proprietari di case affittate che sono anche titolari dell’utenza elettrica residenziale della casa affittata. In teoria il canone dovrebbe pagarlo chi sta in affitto. Si potrebbe fare la voltura, ma in caso di affitti temporanei e cambi frequenti di persone è impossibile fare una voltura al mese. Gli incroci possibili si sprecano, a seconda che il proprietario abbia una tv nella casa dove abita o non ce l’abbia affatto, che sia titolare di due utenze elettriche residenziali, o che l’utenza elettrica della casa dove abita sia intestata all’altro coniuge. Spesso i proprietari non sanno nemmeno se l’inquilino ha una sua tv oppure no.

2)      Defunti intestatari di utenza elettrica residenziale. Gli eredi possono compilare la dichiarazione, ma il modellino non è chiaro da compilare per loro, visto che spesso non fanno parte della famiglia anagrafica del defunto (ad es. figlio ha ereditato seconda casa della mamma morta, ma bolletta luce è ancora intestata alla mamma).  Ma i casi si sprecano. Se il marito, intestatario dell’utenza elettrica, è defunto, e la moglie, erede, essendo molto anziana non compila la dichiarazione, che succede? Se arriva il pagamento nella bolletta intestata al marito e la moglie paga senza fare alcuna dichiarazione è tutto in regola? E se la moglie era vecchia abbonata Rai, è possibile, che venga poi chiesto il pagamento alla moglie, non risultando pagante né come abbonata né come utente della luce? Come si dovrà tutelare a quel punto, avendo già versato?

3)      Persone anziane ricoverate in ospizio, ma che non sono in grado di compilare dichiarazioni di alcun tipo. Se non hanno la tv, ma sono titolari dell’utenza elettrica, come fanno a non pagare? Chi dichiara, dato che, essendo vive, non hanno eredi?

4)      Intestatario di utenza residenziale che non fa parte dello stato di famiglia. Ad esempio marito e moglie vivono in una casa dove è il suocero, ad essere intestatario dell’utenza elettrica residenziale, oppure è il figlio che non è più residente. Oppure coppia che abita nella seconda casa dei genitori di lui, intestatari di entrambe le utenze.

5)      Studenti fuori sede in appartamento affittato. I casi possibili sono tanti. Studente rimasto nello stato di famiglia con i genitori ma ha utenza elettrica intestata nella casa in affitto, oppure utenza intestata a proprietario, ha tv o non ha tv, oppure la tv ce l’ha un secondo studente che convive….

6)      Conviventi che hanno la stessa residenza, ma non sono nello stesso stato di famiglia.

7)      Marito e moglie hanno due case ed in entrambe le case la luce, utenza residenziale, è intestata al marito. Se marito e moglie hanno residenze separate (moglie nella “seconda” casa) e non sono nello stesso stato di famiglia, come fanno a pagare due canoni? Se moglie paga il 31 ottobre, non essendo intestataria di utenza elettrica, il marito deve dichiarare qualcosa?

8)      Vecchi abbonati Rai che vivono e hanno residenze in appartamenti dove la bolletta della luce è intestata ad una società o hanno l’ufficio presso la residenza.

9)      Intestatari di più bollette. I titolari di più utenze elettriche residenziali, o per la stessa casa o per più case, con imprese di fornitura differenti, sono terrorizzati e temono di ricevere più richieste di pagamento. Si domandano se possono fare ugualmente la dichiarazione, ma soprattutto, che possono fare se poi arrivano da pagare due canoni Rai.

10)  Residenti all’estero, che pagano affitto o hanno casa in Italia.

Denuncia ancora l’Unione Nazionale Consumatori: “Alcuni dei casi sopra segnalati hanno possibili soluzioni, leggendo accuratamente le istruzioni ed interpretandole, ma è evidente che il consumatore non può essere gravato di un compito che richiede una competenza tecnica specifica. Specie se poi rischia di commettere un reato. Per questo non basta che un operatore telefonico dia una sua interpretazione, ma occorre che le casistiche siano messe nere su bianco, in una circolare”.

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