Cara, carissima bolletta

Tutta colpa dell'impennata del prezzo del greggio che dopo essersi scaricato sui carburanti, ora farà schizzare alle stelle anche le tariffe elettriche e del metano. Così sulle tasche degli italiani, se non ci saranno interventi del governo, dal 1° ottobre prossimo rischia di abbattersi l'ennesima stangata d'autunno.

 Secondo le stime dell'Osservatorio Energia del Ref, le bollette di luce e gas subiranno un aggravio complessivo di 60/70 euro l'anno per le utenze energetiche. Ovvero per la luce, una famiglia tipo con 2700 kWh consumati in un anno, dovrebbe registrarsi un aumento bimestrale di 23 euro (+8%). Mentre per quanto riguarda il gas, la stessa famiglia – con 1400 metri cubi consumati in un anno – dovrebbe ritrovarsi a fare i conti con una maggiore spesa pari a 35 euro (+4%) nell'arco di 12 mesi.

L'impennata delle bollette – spiegano gli esperti dell'Istituto guidato – sono dovuti principalmente alla crescita dei costi dei combustibili. “Ipotizzando prezzi che continueranno a mantenersi su livelli superiori ai 60$ per i prossimi tre mesi, le previsioni di spesa dell'Acquirente Unico (il soggetto che acquista l'energia elettrica per famiglie e piccole imprese) andranno aumentate di 600 milioni di euro”.

Ma per il Ref, accantonata qualsiasi ipotesi di congelamento dei prezzi (così come accadde tre anni fa), si potrebbe riuscire ad intervenire sulle voci non strutturali che gravano sulle tariffe, ossia sui costi impropri del sistema che non sono direttamente legati alla produzione dell'energia elettrica ma ad altri elementi, quali, ad esempio, le incentivazioni ai produttori da fonti rinnovabili o lo smantellamento delle centrali nucleari.

Infatti – afferma ancora l'Istituto – già per il trimestre luglio-settembre, grazie ad un intervento del Ministero delle Attività Produttive, gli aumenti previsti intorno al 4,5% vennero completamente sterilizzati grazie alla riduzione in tariffa delle componenti a copertura dei cosiddetti ‘stranded costs' o costi incagliati (cioè i rimborsi riconosciuti agli operatori per gli investimenti sostenuti nel passato e non più recuperabili con l'apertura del mercato elettrico) il cui pagamento è stato dilazionato nel tempo”

Ora un altro contributo positivo potrebbe venire dall'annunciata operazione di cartolarizzazione degli oneri CIP6, ovvero gli incentivi dati alle imprese che producono energia elettrica con fonti rinnovabili o assimilate (legge 9/91).
E non solo. Secondo gli esperti, si potrebbero rivedere anche altre componenti, “con un contenimento degli aumenti che però difficilmente potranno essere del tutto sterilizzati come la volta scorsa”. In ogni caso, argomentano ancora al Ref, “si tratta di provvedimenti tampone, che dilazionano nel tempo pagamenti comunque dovuti e che ricadranno sui consumatori futuri”.
Per quanto riguarda invece il gas, il cui aumento del 4% è prevalentemente legato al rincaro del 12% dei prezzi all'ingrosso della materia prima, l'unica leva attuabile sarebbe quella fiscale che è, tuttavia, di difficile attuazione.
Intanto le proposte per possibili interventi di contenimento, elaborate dalla commissione ministeriale insediata lo scorso luglio, sono ancora al vaglio del Governo. Si ritiene tuttavia che eventuali manovre si possano attuare solo a partire dal primo trimestre del 2006.

Fonte: Mia Economia

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