CARA, VECCHIA STUFA

Non solo caminetti! Anche le stufe ricordano atmosfere d’altri tempi nonche’ il piacere di un calore piu’ naturale. Se per i camini abbiamo sottolineato come quelli a focolare aperto siano piu’ affascinanti ma meno efficienti, cosi’ dobbiamo prendere atto che le vecchie stufe della nonna soddisfano molto dal punto di vista estetico, ma magari non da quello della resa. Oggi la tecnologia viene in aiuto e le moderne strutture riescono a scaldare un’intera abitazione, mantenendo comunque linee “tradizionali” e, spesso, consentendo di riscoprire il piacere di cucinare sfruttando il calore del fuoco.
La prima mossa per chi intende acquistare una stufa e’ quella di valutare le dimensioni dello spazio da riscaldare, oltre a caratteristiche e resa dei tanti modelli disponibili. Le vecchie stufe generalmente riscaldano in maniera proporzionale alle loro dimensioni. Quelle moderne, nonostante producano piu’ condensa – e per questo occorre sistemarle vicino alla canna fumaria – grazie alle loro innovative camere di combustione, riescono a riscaldare ambienti ampi – fino a 150/200 mq – irradiando il calore per irraggiamento o per convezione, ovvero sfruttando il movimento di un fluido, aria o acqua. Nel caso di convezione tramite aria, quest’ultima viene aspirata attraverso le aperture della stufa, riscaldata durante il passaggio nella camera di combustione, quindi ridistribuita all’esterno tramite apposite bocchette. Nel caso si utilizzi l’acqua questa va ad integrarsi con i circuiti idraulici dell’impianto di riscaldamento dell’abitazione. Le stufe, molto piu’ facilmente dei caminetti, si possono installare in qualsiasi ambiente; viene pero’ consigliato di non sistemarle in punti in cui sotto la pavimentazione siano poste tubature o impianti, perche’ il peso potrebbe schiacciarli.
Anche i materiali con cui viene realizzata la stufa sono importanti. Quelle ad irraggiamento o ad accumulo, per esempio, sono realizzate in pietra ollare o in maiolica, materiali che una volta scaldati rilasciano il calore nell’ambiente circostante – in questo caso si tratta di strutture massicce. La ghisa e’ un materiale che si scalda lentamente ma che, altrettanto lentamente, rilascia il calore. Ma torniamo velocemente all’irraggiamento. Il principio di questo “modo di riscaldare” e’ lo stesso del sole: sono radiazioni elettromagnetiche di varie lunghezze d’onda (infrarosso) irraggiate, appunto, da una sorgente. Il calore, accumulato nella superficie di maiolica o pietra ollare, viene rilasciato lentamente, garantendo un riscaldamento sano, naturale, igienico, che non secca l’aria, mantenendone la giusta umidita’. Un ultimo accenno ai combustibili; le stufe bruciano legna, biomasse e pellet. Soffermiamoci su quest’ultimo. Per pellet si intendono piccoli tronchetti legnosi costituiti da segatura e scarti della lavorazione del legno. Rispetto alla legna, questo materiale ha una piu’ bassa percentuale di umidita’ e, di conseguenza, una maggior resa calorica e un basso residuo di ceneri. Le stufe a pellet consentono un maggior controllo della temperatura – tramite termostati o cronotermostati – e delle quantita’ di combustibile. Spesso accensione, regolazione dell’alimentazione, quantita’ di aria o acqua sono automatiche.

IL PIACERE DEL FOCOLARE

Il freddo e’ arrivato, ci si infila il maglione pesante e si ricerca il calore della casa. Se la caldaia e’ probabilmente il piu’ diffuso sistema di riscaldamento, non mancano abitazioni in cui ritrovare il fascino antico del fuoco nel caminetto. Un sistema di riscaldamento ecologico, economico e, oggi, anche ad alto rendimento. Infatti se il classico caminetto aperto, meraviglioso punto d’attrazione della casa ma poco efficiente dal punto di vista della resa – infatti scalda per irraggiamento utilizzando il 20% circa delle calorie disponibili – i “moderni” – moderni soprattutto per tecnologia – caminetti chiusi riescono a sfruttare fino al 70/80% delle calorie disponibili potendosi cosi’ “sostituire a” o “alternare con” un altro sistema di riscaldamento. Ma procediamo con ordine. Partiamo dagli aspetti da considerare al momento della scelta. Innanzitutto occorre conoscere, e quindi farsi spiegare da un esperto, caratteristiche e consumi dei diversi modelli presenti sul mercato. Va poi considerato che il sistema caminetto e’ cosi’ costituito:
focolare, ovvero lo spazio protetto in cui avviene la combustione
rivestimento (in pietra, metallo o legno)
cappa, che molto spesso viene rivestita di metallo; in questo modo si favorisce l’irradiamento di calore e il tiraggio dei fumi
canna fumaria
comignolo, ovvero il sistema di protezione superiore della canna fumaria Questa e’ la struttura e, per garantire un buon rendimento in termini di calore, ma anche di risparmio, deve rispettare alcuni requisiti. Affinche’ il caminetto svolga bene la sua funzione, occorre innanzitutto che la canna fumaria sia stata realizzata a regola d’arte – e ovviamente, che sia a norma. Essa deve infatti garantire un buon tiraggio dei fumi. Viene realizzata in acciaio o in muratura, utilizzando materiali capaci di resistere alle alte temperature e ai gas. E’ consigliabile che abbia sezione circolare e, se esterna, deve essere ben isolata affinche’ non si raffreddi. Per concludere con la canna fumaria, aggiungiamo che il suo tiraggio e’ proporzionale alla radice quadrata della sua lunghezza, ragion per cui, piu’ sara’ lunga, migliore sara’ il tiraggio – attenzione pero’: non troppo lunga rispetto alla sua sezione. Infine, ancora due considerazioni: il comignolo deve essere collocato almeno ad un metro di altezza rispetto al colmo del tetto; la bocca del camino deve essere piu’ larga che alta – questo per far si’ che il fumo non fuoriesca nell’ambiente.

Parlavamo di caminetti a focolare chiuso, ovvero di strutture in cui lo spazio dove avviene la combustione e’ chiuso da un vetro ceramico, resistente fino a temperature di 800ºC. Sono costruiti in ghisa, metallo e in materiale refrattario, e spesso hanno una doppia combustione per bruciare in parte anche i fumi residui della combustione normale. I caminetti a focolare chiuso sono di tre tipi:
ecopallets ed ecomonoblocchi, in cui il riscaldamento avviene per convenzione
termocaminetti ad aria o ad acqua
Il cuore del termocaminetto e’ un prefabbricato, composto da uno scambiatore che recupera parte del calore prodotto, lo cede ad un fluido, aria od acqua, che, a sua volta si diffonde nell’ambiente. I termocaminetti ad aria hanno un rendimento di circa il 75% e possono riscaldare una casa di piccole o medie dimensioni. Quelli ad acqua hanno un rendimento dell’85%, riescono a scaldare superfici fino a 250 mq, e possono anche distribuire l’acqua per uso domestico.
Un’altra alternativa e’ il cosiddetto camino-stufa, un caminetto ad incasso che si puo’ collocare anche all’interno del focolare di un camino gia’ esistente. La struttura e’ composta da un telaio contenitore in acciaio, rivestito internamente con ghisa o materiale ceramico refrattario che accumula calore. L’aria, aspirata da appositi ventilatori, passando a contatto con le piastre in ghisa, si surriscalda, quindi viene soffiata nell’ambiente tramite delle bocchette, oppure viene convogliata anche in stanze adiacenti per mezzo di canalizzazioni.

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