Carburanti, calo generale: no-logo a ” 6 cent

La settimana è iniziata con il calo dei prezzi dei carburanti: ieri il diesel, oggi la benzina. Tamoil e IP tagliano di 1 cent un litro di verde e Tamoil taglia di 1 cent anche il diesel. TotalErg, Q8 ed Esso riducono di 0,5 cent la benzina; Esso taglia di 0,5 il diesel. L'unica compagnia ferma, oggi, è Eni. Giù le medie nazionali: la verde si posiziona a 1,884 euro/litro, il diesel a 1,781 e il gpl a 0,845. La discesa generalizzata dei prezzi è trainata soprattutto dalle no-logo che già da giorni avevano anticipato il calo del mercato.

Un mercato che vede le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati in calo ormai da sette sessioni (ieri si sono attestate a 595 per mille litri di benzina e 621 per mille litri di diesel). Secondo Staffetta Quotidiana i margini lordi delle compagnie sui prezzi in modalità servito (e che comprendono tutti i costi di distribuzione) sono vicinissimi ai 20 centesimi al litro, ai massimi dallo scorso ottobre: per questo i prezzi alla pompa sono in deciso ribasso.

Resistono, comunque, alcune “punte”, anche se meno alte del solito: la “verde” tocca in alcune zone d'Italia 1,936 euro/litro e il diesel arriva a 1,808. Dal monitoraggio di Quotidiano Energia emerge un'accentuata competizione tra le compagnie, soprattutto nelle aree dove è più forte la presenza di GDO e no-logo che praticano prezzi mediamente inferiori di 6 cent su benzina e diesel rispetto alla media self dei marchi tradizionali.

Secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio, il prezzo medio praticato della benzina (in modalità “servito”) va oggi dall'1,864 euro/litro di Eni all'1,884 di Tamoil e Shell (no-logo ancora in discesa a 1,756). Per il diesel si passa dall'1,758 euro/litro sempre di Eni all'1,781 di Tamoil (no-logo a 1,635). Il gpl infine è tra 0,827 euro/litro di Eni e 0,845 di Q8 e IP (no-logo a 0,798).

Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori “la media nazionale della benzina rimane comunque alta, pari a più del doppio di un litro di latte a lunga conservazione venduto in un qualsiasi supermercato”. “L'aggravio sulla spesa alimentare derivante dagli aumenti dei carburanti è già costato quasi 200 euro a famiglia, considerato anche che trasporto e logistica incidono sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40%. E anche per le imprese agricole la situazione è drammatica, con il gasolio e in generale i prodotti energetici che gravano sempre di più sui costi di produzione (+7,9% nella media del 2012 e +1,8% solo a gennaio). Insomma, per contenere i listini e riequilibrare una volta per tutte la tassazione sui prodotti petroliferi, servono misure strutturali. Che finora non sono mai arrivate. Ecco perché ” conclude la Cia ” la questione del “caro-carburante” deve diventare uno dei temi centrali dell'agenda del nuovo governo, ipotizzando finalmente l'introduzione del meccanismo dell'accisa mobile e l'azzeramento della tassazione sul gasolio agricolo.

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