Carissima automobile, ma il Fisco fa festa

Le quattroruote italiane fruttano al Fisco quasi 44 miliardi l'anno tra imposte, tasse e contributi, vale a dire il 30% della spesa complessiva e garantiscono allo Stato introiti pari al 3% del Prodotto interno lordo. Un dato che è quasi quadruplicato negli ultimi 20 anni con la voce trasporti nella spesa delle famiglie, pari al 14,2%, rappresenta la terza voce di spesa dopo quelle per l'abitazione (25,5%) e per gli alimenti (19%).

è quanto dallo studio della Fondazione Caracciolo presentato alla 62/a Conferenza del traffico e della circolazione, organizzata dall'Aci a Riva del Garda.

Nel dettaglio gli automobilisti italiani contribuiscono al gettito fiscale con 8,220 miliardi per imposte relative all' acquisto di mezzi, di 7,208 miliardi per imposte relative al possesso, di 27,570 miliardi per imposte relative all' utilizzo, di 35,1 milioni per imposte di bollo su rilascio patenti, di 185,4 milioni per tasse e concessioni governative su revisioni, di 233,7 milioni per il bollino blu e di 479,4 milioni per imposte di bollo sulle pratiche, per un totale di 43,935 miliardi di euro all' anno. Nel 1985 il valore del gettito fiscale era di 11,869 miliardi e 10 anni dopo, a metà degli anni ‘90, di 29,171 miliardi di euro.
Cifre elevatissima che nella quasi totalità vengono incamerate dallo Stato, mentre province e regioni sono destinatarie, ameno in via diretta, solo di una minima parte della fiscalità.

Inoltre da una simulazione sui costi dell'automobile effettuata nel periodo 1985-2005risulta che oggi costa meno acquistare un'auto rispetto a vent'anni fa, ma le spese di utilizzo sono aumentate negli ultimi dieci anni, mentre alcune voci, come i premi assicurativi, appaiono fuori controllo.
Il costo medio annuo per l'utilizzo di un'auto è passato dai 2.229,12 euro del 1985 ai 3.109,09 del 2005. I costi di acquisto sono rimasti sostanzialmente costanti. D'altra parte attualmente l'Italia è il Paese con il più elevato tasso di motorizzazione in Europa, con 1,5 auto a famiglia, 59,2 ogni 100 abitanti, cioè una ogni 1,7 abitanti (una ogni 1,4 se si considerano solo gli over 18).

Numeri alla mano per la voce “assicurazione” è notevole l'aumento dei premi assicurativi nel corso degli anni, soprattutto dopo il 1995, a partire dalla liberalizzazione del settore. Lo studio evidenzia che fra il 1995 e il 2005 gli aumenti medi dei premi sono pari al 46,6 per cento.

Carissimo il costo per il pieno con l'andamento dei prezzi di benzina e gasolio che è stato diverso: il prezzo medio alla pompa da gennaio 1996 a giugno 2006 ha segnato un aumento del 45% per la benzina e del 64% per il gasolio. In particolare dal 2004 gli aumenti del prezzo del gasolio sono stati superiori a quelli della benzina.

In diminuzione, invece, i costi di manutenzione, sia per le auto a gasolio, sia per quelle a benzina.

Per quanto riguarda le altre spese, per i pedaggi autostradali si spendono 560,65 euro all'anno, mentre per la sosta a pagamento la tariffa applicata varia di città in città. Si passa dai 25 centesimi l'ora a Piacenza fino ai 2 euro l'ora a Bolzano, Napoli e Torino. I costi annui variano in base ai diversi livelli tariffari applicati e alla frequenza di utilizzo. In un'area metropolitana si possono, dunque, spendere l'anno dai 30 ai 750 euro, mentre nei capoluoghi di provincia può scendere la spesa minima a quota 20 euro l'anno (resta invariata la spesa massima). Per tenere la macchina in garage si può arrivare a spendere fino ai 2.760 euro l'anno. Le tariffe italiane sono, comunque, risultate più basse rispetto a quelle europee.

Fonte: Mia economia

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