Caro-energia, una stangata da 300 euro l'anno

Caro-energia vero incubo delle famiglie italiane. Negli ultimi cinque anni le bollette di luce e gas sono aumentate del 15%, la benzina del 16%, gasolio auto e da riscaldamento intorno al 30%. Un record che si è tradotto in una stangata da circa 300 euro in più solo per il 2005 ma anche in un'importate fonte di ricchezza per le casse dello Stato.

L'Osservatorio Energia del Ref, l'istituto di ricerche sull'economia e la finanza, ha calcolato che lo scorso anno gli italiani hanno speso circa 50 euro in più per l'elettricità (solo nella prima casa), 100 euro in più per la bolletta del metano e 140 euro per carburanti e riscaldamento.

Nelle casse dello Stato, però, solo nel 2005 sono entrati 900 milioni in più: 500 milioni grazie al gettito dalle tasse sul gas e 450 milioni da Iva e accise sui carburanti. E questo nonostante un calo di quasi il 2% dei consumi di gasolio e benzina denunciato dall'Unione Petrolifera.

Sui bilanci degli italiani ha pesato in particolare la fiammata record dei prezzi del gasolio: nel 2005 i prezzi del gasolio auto sono rincarati del 19%, contro il 10% circa della benzina. “Il prezzo industriale del gasolio da autotrazione è anche divenuto il più elevato dell'Unione Europea, nonostante l'Italia continui a esserne il principale raffinatore ed esportatore” sottolinea l'analista del Ref Donato Berardi. Anche il differenziale di prezzo alla pompa tra benzina e gasolio si è pressochè dimezzato, scendendo dai 18-19 centesimi/litro del triennio 2002-2004 a 11 centesimi/litro del 2005. Di conseguenza anche il beneficio economico dell'alimentazione a gasolio si è sensibilmente ridotto.

Tutta colpa del caro-petrolio cresciuto in media del 40% solo negli ultimi 12 mesi, con punte di 70 dollari al barile nella metà del 2005? Secondo uno studio, pubblicato sul sito 'Lavoce.Info' dallo stesso Berardi soprattutto per il gasolio da autotrazione “si osserva un sensibile aumento del margine di distribuzione che da una media di 12 centesimi/litro del quadriennio 2001-2004 sale a 16 centesimi/litro nel 2005, in crescita di circa il 30 per cento”.

“L'aumento dei margini è datato al dicembre del 2004, in corrispondenza del quale si osserva un salto. Per la benzina il fenomeno è meno netto, si passa dai 14 centesimi/litro del quadriennio 201-2004 ai 15 centesimi/litro del 2005, in aumento dell'8%. Questi dati -sottolinea l'esperto- suggeriscono che alle sollecitazioni provenienti dai mercati internazionali, del greggio e dei suoi derivati, sui prezzi dei carburanti nel mercato italiano, in particolare del gasolio da autotrazione, si sia scaricato anche l'effetto di un innalzamento dei margini di distribuzione”.

“L'ipotesi più plausibile -sostiene l'analista del Ref – è quella secondo cui le compagnie o i distributori finali abbiano compensato la discesa dei volumi di vendita seguita ai rincari del greggio con un aumento dei margini unitari”. “Il fatto poi che questo sia avvenuto con un sincronismo quasi perfetto, potrebbe sollecitare anche l'attenzione dell'Antitrust. Forse, per aprire un'indagine ci sarebbe materiale” aggiunge Berardi.

A questo insieme di fattori, però, si è sommato l'effetto-tasse anche per il mancato accordo all'interno del Governo su meccanismi per attutire i rincari dei carburanti come quelli adottati nella precedente legislatura. Negli ultimi tre anni il ministero delle Attività Produttive ha proposto interventi 'cuscinetto' per calmierare la corsa dei listini. Ma il dicastero dell'Economia ha giudicato gli interventi “incompatibili” con lo stato della finanza pubblica.

Nello scorso luglio il Governo era sembrato disponibile a riconsiderare la tassazione sul gas che oggi supera il 40% “ma poi non se se ne fece nulla” sottolinea Pia Saraceno, direttore del Ref e Presidente dell'Osservatorio Energia. Tramontata anche l'ipotesi il bonus sul riscaldamento per le famiglie meno abbienti alla quale aveva lavorato una speciale Commissione ministeriale. Congelata, per ora, ricordano gli esperti anche la riforma delle tariffe elettriche ideata per agevolare i redditi più bassi attraverso un riequilibrio delle bollette che aumenti il costo per i più ricchi. La revisione della cosiddetta 'Fascia sociale' messa a punto dall'Authority per l'energia è ferma in attesa che il governo stabilisca chi debba essere o meno agevolato.

Fonte: Mia Economia

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