Casa, dal 1° gennaio doppio regime per le compravendite

Con il 1 gennaio 2006 entra in vigore la tassazione a doppio binario nella compravendita di case. La Finanziaria ha infatti introdotto un nuovo regime fiscale che consente di pagare le imposte sulla base del valore catastale dell'immobile, in alternativa al valore commerciale vale a dire il prezzo pattuito tra le parti.


Ma questo doppio binario, precisa la Confedilizia è “del tutto opzionale, anche a rettifica di informazioni che hanno creato nell'opinione pubblica la sensazione che tutte le compravendite di case siano ora tassate sul valore catastale”.
Tra l'altro – precisa ancora l'organizzazione della proprietà edilizia – il nuovo regime “è, oltre che opzionale (e, quindi, fondato su scelte di parte), anche limitato ai soli trasferimenti di immobili abitativi (e loro pertinenze) posti in essere fra persone fisiche che non agiscano nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali”.

Per chi non vorrà avvalersi del nuovo sistema, la tassazione continuerà dunque ad essere applicata nello stesso modo in uso prima della riforma e cioè con applicazione delle imposte (di registro, ipotecaria, catastale) sul valore commerciale del bene, normalmente rappresentato dal prezzo convenuto (e senza possibilità per l'ufficio tributario di procedere a rettifica del valore se esso è non inferiore a quello catastale).

In dettaglio, spiega Confedilizia, il nuovo sistema varato dalla Finanziaria 2006 prevede che su richiesta dell'acquirente al notaio, la base imponibile potrà essere costituita sempre e comunque dal valore catastale dell'immobile, indipendentemente dal prezzo indicato nell'atto, sul quale saranno comunque corrisposti gli onorari notarili (peraltro ridotti per legge – in questo caso – del 20%). Sul prezzo risultante in atto – e in presenza di atti di cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni ovvero di terreni edificabili – il venditore potrà all'atto della cessione, con dichiarazione resa al notaio, richiedere l'applicazione, sulle plusvalenze realizzate, di un'imposta, sostitutiva di quella sul reddito, del 12,50% (e quindi, più favorevole). In applicazione di questo sistema di tassazione prescelto dal venditore, il notaio provvederà anche all'applicazione ed al versamento dell'imposta sostitutiva della plusvalenza anzidetta, dovendo – per legge – ricevere immediatamente dal venditore il relativo pagamento. Lo stesso notaio dovrà poi – sempre a termini di legge – comunicare in questo caso i dati relativi alla compravendita all'Agenzia delle entrate.

Dal sito Internet della Confedilizia (www.confedilizia.it) è scaricabile una “Guida alla scelta fra i vari regimi possibili” in caso di compravendita di immobili abitativi, con tutta una serie di considerazioni allo scopo di indirizzare gli interessati ad operare una scelta oculata nel loro singolo caso.

“La portata dell'innovazione – conclude Confedilizia – non appare così rivoluzionaria come da qualche parte si è sostenuto. L'applicazione che l'innovazione in questione potrà avere è difficile da stimare, posto che le parti dovranno fare un'attenta valutazione del proprio caso, prima di assumere ogni decisione sul sistema da adottare”. Inoltre, “gli interessati dovranno di continuo monitorare i moltiplicatori delle rendite volta a volta vigenti ai fini della tassazione, oltre che eventuali aumenti generalizzati degli estimi, come già avvenuto, nella misura del 5%, per legge dello Stato nel 1996″.

Infine, la compravendita di prime case (con mutuo o no) “è da considerarsi in modo a sé stante, tenendo presente che non è vietato all& apos;acquirente richiedere la tassazione su base catastale, che non esiste per il venditore tassazione di plusvalenza e che l'Agenzia delle entrate richiede che l'ammontare del mutuo non possa essere superiore – ai fini della detrazione degli interessi passivi - al valore dell'immobile dichiarato nel rogito”.

Fonte: Miaeconomia

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