Casalinghe dalla doppia vita

Trasgressive in tv, maliziose nei libri, chiacchierone su internet. E, nella realtà, sempre più consapevoli. Viaggio a sorpresa tra le 10 milioni di italiane che la mattina non vanno a lavorare.




di Antonella Piperno

3/12/2004


Se siete donne oppure uomini ipersicuri dell'integrità morale della vostra mogliettina tutta figli e fornelli, fatevi coraggio e provate a digitare la parola «casalinghe» su un motore di ricerca. Il risultato sarà desolante, offensivo o quantomeno molto riduttivo: il termine è declinato quasi esclusivamente in versione hard con siti a luci rosse, protagoniste casalinghe «arrapate», «vogliose» e via pornografando.

Fin qui lo stereotipo virtuale. La realtà fotografata da fiction televisive e sondaggi divide l'universo casalinghe in due blocchi antitetici, scatenate contro angelicate ma un po' frustrate. Da una parte si fa strada il modello delle mogli ricche pronte a concedersi strip-tease e consolatori tradimenti della nuova serie americana Desperate housewives. Dall'altra avanza quello delle protagoniste del sondaggio di Riza psicosomatica, che le individua come categoria a forte rischio di depressione, supportato da una sconfortante indagine di Good housekeeping magazine, bibbia delle massaie inglesi secondo la quale una casalinga su quattro preferirebbe addirittura i lavori di casa al sesso con il marito.

Trasgressive sfrenate o nevrotiche maniache della pulizia? A ben guardare, l'universo delle oltre 9 milioni di casalinghe catalogate dall'Istat (percentuale ancora superiore alle donne lavoratrici) è più composito: c'è la disoccupata, quella che fatti i conti in famiglia ha preferito rinunciare al lavoro impiegatizio per occuparsi dei bambini tagliando così le spese per la baby sitter, la casalinga frustrata interpretata dalla Sconsolata di Anna Maria Barbera con il marito disattento eternamente sprofondato sul divano.

E poi c'è la categoria privilegiata, quella delle ben nate e ben sposate che hanno deciso di occuparsi esclusivamente della casa. Come Rossana Ridolfi, tre figli ventenni da un matrimonio precedente e oggi compagna di Giampaolo Letta, numero uno della Medusa film, che con Panorama sottolinea la fortuna di aver potuto scegliere di non lavorare, dedicandosi al tennis, alla beneficenza ma soprattutto alla famiglia: «Mi piace cucinare. Vado al mercato, taglio e lavo le verdure, i miei dolci fanno furore anche nelle case degli amici, Giovanni Malagò in testa». Nessuna paura di risultare scontata agli occhi del compagno: «A Giampaolo piace trovarmi la sera quando rientra, se non ci sono si stranisce».

Stesso copione per Lisa Pappalardo, moglie del cantante Adriano: «Se stiamo insieme felicemente da 33 anni è anche perché lui ha sempre apprezzato il mio ruolo di moglie e madre. Quando guardiamo la tv ci teniamo ancora per mano». Non è che tanta sdolcinata routine influisca sul desiderio? «Macché, con Adriano è sempre un' avventura».

Fieramente o mestamente rassegnate all'aspirapolvere, non c'è dubbio che le donne di casa siano una categoria sotto i riflettori: in letteratura, con parecchi titoli dedicati come Storia in briciole di una casalinga di Maddalena Fellini (Guaraldi) e Perché gli uomini possono fare una sola cosa per volta e le donne ne fanno troppe tutte insieme? di Allan e Barbara Pease (Sonzogno); nell'associazionismo, con la Federcasalinghe, il Moica, Movimento italiano casalinghe, e le irriverenti Massaie improvvide veronesi; su internet, dove ai siti porno fa da contraltare su clarence.com la blogger Graziella con il suo Merdaday, romanzo d'appendice per la casalinga infelice. In tv dove a Passaparola ha vinto finora 100 mila euro Paola Dassori, 45 anni, donna di casa e perdipiù di Voghera, quindi incarnatrice dello stereotipo perfetto: «Mi indispone essere definita casalinga di Voghera, è un'etichetta stupida, mi fa sentire una specie di subnormale. Conosco impiegate stupide e casalinghe intelligentissime».

Dassori, ex impiegata in un'azienda commerciale, fa parte delle casalinghe di ritorno, che hanno incuriosito anche Time facendogli mettere in copertina un'inchiesta sulla scelta di tirarsi fuori dalla mischia lavorativa per dedicarsi alla famiglia. Per parecchie oggi il binomio casa-bambini è una consapevole scelta di vita. Alla faccia della carriera e del femminismo. Per una Loredana Lecciso che soffoca nella fattoria di Cellino San Marco con Albano e pupi e a ogni intervista sciorina il tormentone «voglio seguire il mio percorso», sono tante quelle in controtendenza. Quattro anni fa, alla vigilia del suo matrimonio con Alain Elkann ha detto basta alla vita lavorativa Rosi Greco, ex manager del marchio di abbigliamento Balloon: «In Italia oggi è troppo difficile fare l'imprenditore, e poi mi piace occuparmi della casa e di Alain, viviamo in simbiosi». Greco, che delega al personale di servizio pulizie e pasti («Sono una pessima cuoca»), ammette una debolezza per la cura del guardaroba: «Odio mandare le cose in tintoria, mi piace lavare in casa, sono una maniaca del baby bianco».

A 29 anni e con un figlio di tre ha scelto senza tentennamenti la famiglia anche Stefania Lippi, figlia dell'allenatore della Nazionale Marcello e moglie di Francesco Palazzi, organizzatore di eventi cinematografici: «Sono convinta che per un bambino sia importante avere sempre accanto la mamma. E anche Francesco è felice, anzi i suoi amici sposati con donne lavoratrici sognano una moglie che curi la casa, organizzi le cene». Non ha mai voluto tate per le sue bambine di 7 e 9 anni neanche Lisa Vanzina, moglie del regista Carlo: «Passo la giornata ad accompagnarle e seguirle nei compiti, è una grande fatica, ma sono sicura che non ci sia lavoro più nobile. E poi giova anche al matrimonio: un marito preferisce senz'altro una moglie che lo accoglie e lo ascolta a una nevrotizzata dai problemi al lavoro».

Ma non è sempre tutto così sfavillante: «La felicità di un matrimonio con moglie casalinga» sottolinea Vanzina «dipende anche dall'intelligenza dell'uomo nel saper riconoscere impegno e valore della moglie. Conosco parecchie donne, sempre curatissime, che i mariti danno però per scontate e che vengono regolarmente tradite». Un aspetto sul quale si sofferma anche il direttore di Riza psicosomaticaRaffaele Morelli: «è essenziale che le casalinghe trovino degli spazi esterni tutti per loro, un corso di lingue, delle buone letture. Altrimenti è inevitabile che i mariti le trattino come degli elettrodomestici. Da qui la frustrazione della loro femminilità e il conseguente calo del desiderio». O la ricerca di altri, alternativi lidi: Morelli informa che a Tutte le mattine, il programma di Maurizio Costanzo su Canale 5 di cui è ospite fisso, sono tante le casalinghe che telefonano o scrivono raccontando i loro tradimenti via chat line, virtuali e reali. Un rimedio alla crisi familiare del sesso ce l'ha l'Associazione uomini casalinghi fondata un anno fa da Fiorenzo Bresciani, 52 anni, ex commerciante e oggi uomo di casa con moglie medico. Nei suoi master (l'ultimo il 27 novembre a Torino, il prossimo l'11 dicembre a Napoli) insegna stirologia, epistemologia del bucato, ma anche eros e pulizie: «Perché condividere le faccende di casa alleggerisce le mogli e accende la passione di coppia».

Un problema, quello della femminilità frustrata, che non tocca le protagoniste del calendario delle casalinghe targato spumante Pittaro Brut: per il 2005 si sono proposte in 3.500, votate online da una giuria maschile, sono state fotografate glutei al vento tra i grappoli, da Gianfranco Angelico Benvenuto nei vigneti del Friuli. «Dovendo sfruttare le luci dell'alba dormivamo in una fattoria» spiega Benvenuto. «Si era sparsa la voce e arrivavano le comitive». Tanto che la fattoria è stata immediatamente ribattezzata «l'isola delle casalinghe».

QUANTE SONO

Le casalinghe in cifre (dati in migliaia)

Casalinghe in Italia: 9 milioni 200 mila
Donne occupate: 7 milioni 800 mila
Regioni con il maggior numero di casalinghe: Lombardia (1.144), Sicilia (1.019), Campania (937)
Con il minor numero di casalinghe: Valle d& apos;Aosta (13), Molise (42), Basilicata (71)
Iscritte alla Federcasalinghe: 800 mila (il 54 per cento lavora solo in casa, il 46 anche fuori casa)
Iscritti all'associazione uomini casalinghi: 4 mila (il 5 per cento casalinghi puri, il 95 per cento con lavoro fuori casa).

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MOGLI DISPERATE IN FUGA

Striptease e biberon: in una fiction i vizietti delle massaie Usa

Bree (Marcia Cross) è Miss Perfezione. Organizzata, elegante, efficiente: indossa completini coordinati anche davanti al soufflé. Susan (Teri Hatcher) è una scrittrice di libri per bambini, divorziata, con una figlia adolescente e un disperato bisogno di un compagno. Gabrielle, la più giovane (Eva Longoria), è una gatta sexy, ex modella accasata a un ricco marito che lei tradisce con un giardiniere adolescente. Se al colorito gruppetto di donne si aggiunge la Edie (Nicollette Sheridan), una mangiauomini sempre pronta a mettersi in gioco, il quadro è quasi completo.

Ecco le protagoniste di Desperate housewives, soap opera che ogni domenica, alle 9 di sera, 25 milioni di americani seguono come drogati sulla rete Abc.
Le vicende tragicomiche di questa brigata di quarantenni dalla vita in apparenza invidiabile hanno conquistato il pubblico yankee più vasto ed eterogeneo. La serie tv gioca con le frustrazioni e le ripicche di un gruppo di mogli-madri-amanti, nell'evento televisivo e socioculturale di cui tutti parlano e a cui persino Newsweek, la settimana scorsa, ha dedicato la copertina.

«è la rivincita delle casalinghe di provincia» spiega Michael Edelstein, energico e giovane produttore esecutivo dello show, «che finalmente trovano dei personaggi in cui identificarsi: donne che, come loro, sono madri, mogli e qualche volta amanti».

è infatti il tono malizioso con striptease fuori programma e scappatelle erotiche da fumettone a scatenare le fantasie del pubblico. Quello femminile, che sogna avventure, come il personaggio di Bree, e quello maschile, titillato dalle provocazioni sessuali di Gabrielle che seduce il suo giardiniere adolescente. Per non parlare della spudorata Edie, predatrice senza scrupoli, interpretata da Nicollette Sheridan, l'esplosiva sex symbol che proprio recentemente ha scatenato le ire di mezza America. Desperate housewives è arrivato sui piccoli schermi americani al momento giusto. «Le donne di casa sono stufe di essere considerate persone di serie B» ricorda Felicity Huffman, nella serie Lynette, la madre sempre esausta. E sono alla ricerca di un'immagine che, anche in tv, le rappresenti più realisticamente».
Alessandra Venezia

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DAI FORNELLI AL PARLAMENTO

I successi e le battaglie del sindacato Federcasalinghe
Federica Rossi Gasparrini guida la Federcasalinghe da quando è stata fondata, 22 anni fa. Convegni, battaglie politiche, gite, tornei di carte e corsi di ballo per le iscritte. è fiera, successi legislativi a parte, di avere dato «dignità alla categoria».

Prima le casalinghe non si esprimevano?
Poco. Tanto per cominciare erano marchiate come improduttive. Adesso hanno imparato a farsi sentire.

Risultati concreti?
Nel 1999 abbiamo ottenuto il diritto all'assegno di maternità, 1.400 euro circa, per le casalinghe. E poi andiamo fiere della legge sugli infortuni domestici e del fondo pensioni: abbiamo stipulato convenzioni con negozi e supermercati, lo sconto applicato sulla merce finisce nella pensione.

& lt;B>Progetti futuri?
Corsi di formazione politica per le casalinghe. Abbiamo più tempo delle donne che lavorano, è giusto impiegarlo nella partecipazione politica.

Siete di destra o di sinistra?
All'inizio abbiamo appoggiato il Polo, poi il centrosinistra.

Adesso siamo trasversali, ci fidiamo dei politici che lavorano per i nostri progetti.

Fonte: www.panorama.it

URL: http://www.panorama.it/societa/style/articolo/ix1-A020001028181

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