Casalinghe/i, l'assicurazione è valida anche per la seconda casa

Conto alla rovescia per l'esodo pasquale e viste le ghiotte occasioni che offre il calendario con i suoi ponti di primavera, già dalla metà di questa settimana inizieranno le prime partenze verso le seconde case in montagna e al mare. Ma anche durante queste vacanze bisogna essere sempre prudenti, perchè gli incidenti sono sempre in agguato, soprattutto quelli domestici.

Ma anche se malauguratamente la casalinga o il casalingo si infortunassero nelle seconde case o in abitazioni in affitto nello svolgimento della propria attività e da ciò conseguisse un'inabilità permanente al lavoro non inferiore al 33%, il soggetto è comunque coperto dall'assicurazione obbligatoria Inail. Sempre che sia iscritto e/o abbia pagato il relativo premio annuo..

La legge istitutiva dell'assicurazione – spiega in proposito la Confcasalinghe – prevede infatti la tutela in caso di infortunio avvenuto in ambito domestico, ovvero “l'immobile di civile abitazione nel quale dimora la famiglia dell'assicurato e quindi anche le seconde case o le case prese in locazione per le vacanze, purché si trovino nel territorio nazionale”.

In particolare, sono tutelati gli infortuni accaduti anche “in strutture assimilabili agli immobili di civile abitazione e cioè nelle strutture mobili (roulotte, prefabbricati) assegnate ai fini abitativi ed in via provvisoria, a seguito di calamità naturali (terremoti, alluvioni ecc.)”.

Ecco il decalogo di Confcasalinghe per ottenere il risarcimento quando la casalinga subisce un incidente. Ma la Confederazione ricorda anche cosa è opportuno che si faccia quando l'Inail nega l'indennizzo.

1- A seguito di un infortunio avvenuto nello svolgimento dell'attività domestica o qualora si sia contratta una malattia virulenta, quale l'AIDS o l'epatite, sempre a causa dello svolgimento di dette mansioni, la casalinga – o il casalingo – dovrà inviare presso qualsiasi sede dell'INAIL (utilizzando l'apposito modulo fornito dall'Istituto stesso) richiesta di liquidazione della rendita, dichiarando: l'iscrizione all'assicurazione per l'anno di accadimento dell'infortunio, il pagamento del premio assicurativo, la permanenza al momento dell'infortunio stesso dei requisiti indicati dall'art. 1 del Decreto Ministeriale 15/9/00 e, se il soggetto è stato esonerato dal pagamento del premio annuale, la dichiarazione della permanenza anche dei due seguenti requisiti reddituali inferiori a 4.648,11 euro (reddito dell'assicurato/a) e a 9.296,22 euro (reddito complessivo nucleo familiare).
2- La domanda di cui sopra dovrà indicare la data, il luogo, le cause e le circostanze dell'infortunio stesso.
3- Si dovrà segnalare, anche, la data di cessazione del periodo di inabilità temporanea assoluta.
4- L'interessato dovrà dichiarare, infine, gli esiti della lesione, la presenza di eventuali preesistenze (grado di invalidità già accertata), la previsione di una inabilità permanente pari o superiore al 33% ed il presidio sanitario che ha effettuato il primo soccorso, inviando copia di tutta la documentazione medica in suo possesso.
5- Si consiglia di inviare, insieme al certificato rilasciato dall'ospedale che ha effettuato il primo soccorso, anche copia della cartella clinica (in caso di ricovero) e tutti i successivi certificati del medico (generico e/o specialista).
6- Per una maggior garanzia di essere risarciti, conviene allegare al posto del semplice certificato medico attestante l'invalidità riportata, una dettagliata relazione medico-legale a comprova degli effettivi postumi invalidanti (da richiedere ad un medico di fiducia specializzato in medicina legale, il quale potrà già valutare la percentuale di invalidità permanente riportata, onde evitare inutili richieste di risarcimento).
7- L'Inail, nel termine di 120 giorni dalla data di ricevimento della suddetta domanda, deve comunicare all'interessato il provvedimento di liquidazione della rendita definitiva (da cui devono risultare gli elementi sui quali si è basata la liquidazione stessa) o di quella provvisoria (nel caso in cui non sia ancora accertabile il grado di invalidità permanente riportato) o l'accertamento che il risarcimento non è dovuto.
8- Qualora l'interessato non riconosca fondato il provvedimento dell'Inail avente ad oggetto l'obbligo assicurativo, la contribuzione, il diritto alla prestazione, nonché la misura della prestazione stessa, entro 90 giorni dalla data del provvedimento impugnato, può proporre ricorso al Comitato amministratore del Fondo autonomo speciale per l'assicurazione contro gli infortuni domestici, inviandolo con raccomandata con ricevuta A/R o presentandolo personalmente (nel qual caso ha diritto alla ricevuta, che attesti la data di consegna) presso la sede Inail in Piazzale G. Pastore n. 6 – 00144 Roma. Il ricorso deve contenere i motivi dell'impugnazione e vi devono essere allegati gli elementi giustificativi.
9- Se entro 120 giorni dalla data di presentazione del ricorso l'interessato non ottiene risposta, o qualora questa non gli sembri soddisfacente, ha la facoltà di rivolgersi all'autorità giudiziaria.
10- L'azione giudiziaria per conseguire la rendita si prescrive nel termine di tre anni dal giorno dell'infortunio, ma per adire con successo il competente Magistrato si devono prima esaurire tutte le pratiche per la liquidazione amministrativa della rendita (durante tale periodo, che non può essere superiore a 330 giorni, la prescrizione è sospesa) come sopra illustrate.

Fonte: Mia Economia

Condividi questo articolo