Casalingo, e me ne vanto

Intervista a Fiorenzo Bresciani presidente dell'Associazione Uomini Casalinghi

E' emersa dal litorale della Versilia l'associazione che promuove e tutela l'uomo casalingo: colui che si dedica con piacere e responsabilità alle attività domestiche, disposto a scoprire quanto occuparsi della cura di persone, ambienti e relazioni sviluppi maggiormente gli attributi umani, compresi quelli maschili. Le finalità dell'associazione vanno anche oltre, auspicando il ritorno a un modello sociale matrilineare poiché “il potere dato in mano agli uomini ha prodotto guerre, inquinamenti, devastazioni.”
Ma lasciamo la parola al presidente dell'Associazione, Fiorenzo Bresciani, che con amabile cadenza toscana ci racconta come ha dato vita al movimento che propone un'autentica emancipazione del “sesso forte”.

Cosa ti ha spinto a creare l'associazione degli uomini casalinghi?

Mia moglie è un medico in carriera. Quando mi ritirai dal mio lavoro e cominciai a fare il casalingo a tempo pieno ebbi modo di incontrare diversi uomini che condividevano la mia stessa esperienza. Riunendo le nostre forze non ci siamo sentiti più delle “mosche bianche” e abbiamo capito che insieme avremmo potuto avere un peso sociale, mentre rimanendo da soli, ognuno a casa sua, non si combinava nulla. Speriamo così di poter cambiare la mentalità maschilista che c'è ancora nel nostro Paese, rivalutando i valori della vita domestica.

Quanti iscritti avete e chi sono gli uomini che si rivolgono a voi?

Dopo due anni di attività contiamo 4100 iscritti. La maggior parte e i più convinti sono uomini sposati o recentemente separati, che svolgono anche altre attività lavorative. I single non sono numerosi e se ne interessano con minor serietà. Un dato curioso, che disattende i luoghi comuni nazionali: riceviamo molte più adesioni dal Sud che dal Nord. L'uomo settentrionale ci comunica la sua solidarietà e vicinanza intellettuale ma alla fine imbraccia la sua ventiquattrore… da Roma in giù veniamo contattati con più timidezza ma otteniamo maggiore riscontro pratico.

Come superano, i maschi casalinghi, la frustrazione della routine domestica? Forse potrebbero insegnarci qualcosa…

Buona parte della frustrazione femminile nasce dal fatto che molte donne non hanno “scelto” di fare le casalinghe e che tale attività è considerata al gradino più basso delle scala delle professioni. La nostra è una scelta autonoma, consapevole dei valori & lt;/B>- sottostimati – dell'attività domestica.

Nelle “finalità” dell'Associazione si auspica l'avvento di una società matrilineare. Perché?

Per noi è importante che vi sia un'uguaglianza di diritti tra uomo e donna e se le donne potessero dare anche il proprio nome ai figli sarebbe tutto più equo. Dare un peso sociale maggiore alle donne significa per noi avere una società più giusta.

Cercate un riconoscimento istituzionale dei vostri diritti di casalinghi?

Esistono molti ostacoli buroctratici da affrontare, perché non si è mai parlato di “casalinghi“: quando mi recai all'anagrafe per rifare la carta di identità, l'impiegato non voleva mettere “professione: casalingo” perché l'opzione non era contemplata. Per quanto riguarda il riconoscimento pensionistico e gli infortuni in ambito domestico stiamo lavorando a fianco del Movimento italiano casalinghe, il cui presidente ci ha fatto da 'madrina' e, superata l'incredulità iniziale, ci ha aiutato moltissimo.

Quali progetti avete per il futuro?

Estenderemo i nostri incontri, che per il momento si svolgono solo in Toscana, su tutto il territorio nazionale. A livello internazionale invece stiamo creando una rete con numerosi Paesi, dal momento che siamo stati contattati da Francia, Svizzera, Spagna, Germania, persino Panama. A breve debutterà anche un nostro spettacolo teatrale con musiche originali, molto divertente. Continueremo a essere presenti al Sana di Bologna perché riteniamo importante promuovere prodotti naturali e non inquinanti e alla fiera dell'Economia Sociale e Civile (Civitas, Padova) dal momento che siamo un'associazione rigorosamente non profit.

Laura Ferrari

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