Caschi non sicuri, Altroconsumo: "Desolante il silenzio del Ministero"

La settimana scorsa Altroconsumo ha pubblicato i risultati dei test di sicurezza effettuati dall'Associazione su 15 modelli di caschi da moto. Il dato emerso era allarmante: oltre la metà dei modelli (8 su 15) non ha passato le prove fatte in laboratorio. Oggi Altroconsumo ribadisce la correttezza con cui sono state eseguite le prove dal laboratorio certificato per l'omologazione.

“Come prevedono le regole di condotta adottate da tutte le associazioni di consumatori indipendenti che effettuano test comparativi in Europa – scrive Altroconsumo in una nota – il nome dei laboratori utilizzati è sempre tenuto riservato per garantire l'indipendenza, l'autonomia e l'affidabilità del loro operato. Tutti i caschi sono stati acquistati anonimamente in punti vendita aperti al pubblico, in una situazione identica in cui un comune consumatore effettuerebbe l'acquisto”.

Altroconsumo, poi, sottolinea la mancata risposta del Ministero dei Trasporti, cui l'Associazione ha inviato una lettera con i risultati del test. “E' desolante il silenzio con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha accolto la denuncia di Altroconsumo ed è ancora più desolante – continua l'Associazione – sentire l'industria far appello al momento delicato di crisi di vendite che stiamo attraversando. Qualsiasi congiuntura economica non può giustificare la minima deroga al diritto dei consumatori di trovare in vendita solo prodotti sicuri; e al dovere delle aziende produttrici di porre rimedio a eventuali maglie larghe nei controlli di sicurezza”.

Assorbire gli urti, gli impatti, rimanere ben saldo in caso di caduta sono elementi fondamentali perché un casco moto sia definito tale. Sette caschi su quindici fanno il loro dovere. Altri otto no. “Qualcuno si assuma la responsabilità di ciò che i ragazzi oggi calzano sulle proprie teste” conclude ltroconsumo. Qui il video delle prove in laboratorio & lt;FONT color=#000000>www.altroconsumo.it  e gli approfondimenti.

Intanto oggi l'Antitrust ha sanzionato cinque società- RVM, Vismara, Made in Italy, Cascobene e XMoto – attive nella produzione, distribuzione e promozione di caschi per ciclomotori e motocicli della linea “Stone” e “Stoneline”. Alcuni di questi modelli di caschi, destinati anche a bambini e adolescenti, non erano omologati, altri non rispettavano le norme di sicurezza previste dall'omologazione.

2010 – redattore: GA

Fonte: helpconsumatori.it

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