C'è la crisi? Può anche fare bene

I problemi economici che affliggono l'Italia, e, più in generale, gran parte dei paesi sviluppati, oltre a influire sullo stile di vita, hanno i loro effetti anche a livello psicologico, anche quando non siamo colpiti direttamente. “Il solo fatto di sapere o vedere che gli altri stanno male abbassa il livello di benessere mentale dell'individuo”, spiega Sergio Benvenuto, ricercatore dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr di Roma e studioso di psicoanalisi. “Da un certo punto di vista siamo abbastanza altruisti: se siamo ricchi in un paese povero, ci dichiariamo più infelici di quando siamo ricchi in un paese ricco”.


Non sempre, però, vivere un momento difficile peggiora le nostre condizioni di salute mentale. “Una situazione socialmente catastrofica ” crisi economica, guerra, terremoto, rivoluzione – produce di solito effetti opposti negli individui nevrotici o psicotici”, prosegue Benvenuto. “Alcuni, se colpiti personalmente, possono stare peggio: se hanno una tendenza depressiva, ad esempio, possono deprimersi ancora di più. Altri invece, proprio perché devono badare alla propria sopravvivenza ‘guariscono' o quasi: tutte le energie impiegate di solito nel conflitto psichico vengono riversate nella lotta quotidiana per sopravvivere. Il soggetto certo sta male, ma non più per sintomi nevrotici”.
Ma quali sono a livello psicologico i rischi maggiori che le crisi economiche possono scatenare? “C'è pericolo”, conclude Benvenuto, “che esse diano spazio a ideologie, leader e demagoghi che, in epoche normali, non avrebbero seguito. Fu la Grande Crisi dopo il 1929 e la disoccupazione che ne seguì a dare, nel 1933, la vittoria elettorale a Hitler. Una crisi può produrre grandi idee e novità, come accadde con F.D. Roosevelt (nella foto) negli Stati Uniti, oppure può portare a fenomeni come il nazismo e il fascismo. Nei periodi di crisi occorre mantenersi lucidi e non lasciarsi abbindolare da sirene politiche, religiose o da chiunque prometta soluzioni radicali ai nostri mali”.

Giampaolo Scardia

Fonte: Sergio Benvenuto, Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr, Roma, tel. 06/44595205, e-mail: sergio.benvenuto@ istc.cnr.it

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