Chicco Step Up, spot aggressivo e fuorviante?

Secondo le associazioni a tutela dell'allattamento al seno lo spot del biberon Chicco, non solo idealizza l'alimentazione artificiale vietata dal Codice Internazionale, ma trasmette la falsa informazione che non è possibile allattare due gemelli. La risposta di Chicco: nello spot solo una situazione in cui il prodotto integra e non sostituisce l'allattamento al seno.

Allattare al seno il proprio figlio è un diritto sacrosanto di tutte le mamme. Molte donne tuttavia tendono a pensare che si tratti di una pratica difficile e riservata a poche fortunate. Spesso, poi, le pratiche di assistenza al parto e nei giorni successivi avvengono ancora in modo da rendere l'avvio dell'allattamento effettivamente pi difficoltoso di quanto dovrebbe essere. Per alcune mamme quindi allattare può essere una sfida che però va affrontata con l'aiuto di persone e strutture competenti. Accade però che qualcuno remi contro. Secondo un comunicato congiunto di alcune associazioni a sostegno dell'allattamento al seno lo spot televisivo del biberon Chicco Step Up non solo idealizza l' alimentazione artificiale ma trasmette la falsa informazione che non sia possibile allattare due gemelli.

Lo spot
Lo spot – spiegano le associazioni – inizia con una frase che conosciamo tutti molto bene: ” L'allattamento al seno è sempre consigliato, ma quando non è possibile…” oggi le mamme sanno che quando allattare non è possibile possono contare su un biberon che riproduce al 100% il loro seno!
Lo spot prosegue magnificando le doti di questo biberon e idealizzandone l'uso con immagini di paternità e maternità felice, che mostrano due gemelli alimentati con il biberon Chicco. Si conclude poi con la frase: “per il loro benessere! e se stanno bene loro stanno bene tutti… Step Up, la felicità è un viaggio che inizia da piccoli”.

Il biberon non fa rima con benessere
Allattare un bambino artificialmente significa esporlo a maggiori rischi in termini di salute: dalle malattie croniche all'obesità al minore sviluppo intellettivo. “Altre possibili problematiche, pur se rare, derivano dalla contaminazione dell'acqua utilizzata nella ricostruzione del latte o dalla presenza di sostanze potenzialmente pericolose per la salute nella formula stessa, spiega Linda Grilli, direttore responsabile di GenitoriMagazine.it, la rivista online edita da BabyConsumers “Mi riferisco – prosegue – alle periodiche infezioni da Enterobacter sakazaki, come quelle che si verificarono in Belgio nel 2002 e nel 2004 oppure da Salmonella (in Francia nel 2005) per le formule in polvere. E ancora la contaminazione da ITX nel 2007, un fissante della vernice utilizzata sulle confezioni di latte liquido. Infine, non dimentichiamo i rischi più recenti, legati all' utilizzo dei biberon contenenti Bisfenolo A, una sostanza a rischio migrazione nel latte. Molti studi testimoniavano la sua tossicità, tanto che ne è stata vietata la vendita a partire dallo scorso 1° marzo“.

Allattare due o più gemelli è possibile
Per le associazioni a sostegno dell'allattamento materno lo spot della Chicco trasmette la falsa informazione che non sia possibile allattare due gemelli. Secondo Paola Negri, formatrice per l'allattamento e presidente di IBFAN Italia “non dobbiamo dimenticare che la natura ha previsto che il latte venga prodotto in base alla quantità che ne viene tolta. Questo significa che si possono allattare due o più gemelli. Personalmente ho seguito anche donne che hanno allattato tre gemelli con il metodo misto, ma senza mai lasciare il seno. Le ricerche scientifiche ci confermano quello che ci insegna l'esperienza di molte donne, ovvero che virtualmente ogni madre può allattare anche se ha due o tre gemelli, purchè sia informata, sostenuta, incoraggiata e protetta da scorrette pratiche di marketing delle ditte di latti e biberon. Molti studi collegano infatti l'esposizione a queste pubblicità con tassi più bassi di allattamento, sia come incidenza che esclusività e durata”.

Protezione dell'allattamento al seno, una normativa carente
Punto dolente della lotta dei consumatori contro le scorrette pratiche di marketing dei sostituti del latte materno e accessori è lo scontro con una normativa insufficiente a proteggere all'allattamento al seno.
In particolare, Linda Grilli punta il dito contro una normativa europea e italiana che ha recepito in maniere “troppo blanda” quanto previsto dal Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno OMS/UNICEF. “Mentre il Codice – afferma – vieta la pubblicità per tutti i sostituti del latte materno, i biberon e le tettarelle e ogni altro cibo e bevanda (omogeneizzati, tisane, ecc…) quando rappresentati come idonei per essere somministrati a bambini di età inferiore a sei, la legge nazionale riguarda solo gli alimenti per lattanti e latti di proseguimento”.
La notizia positiva è che un recente decreto legislativo (84 / 2011) ha inasprito le pene per la violazione delle disposizioni sugli alimenti per lattanti e di proseguimento contenuta nel DM 82/2009. Le pene maggiori, tra 25mila e 150mila euro, sono previste per chi fabbrica o commercializza alimenti per lattanti o di proseguimento che mettono a rischio la salute dei bambini. Inoltre, in merito al mancato rispetto degli obblighi in materia di pubblicità, si potrà pagare una ammenda da 12.000 a 72.000 euro. Precedentemente il limite massimo era di 60 milioni di lire, ovvero circa 31mila euro.

Chicco risponde
Non siamo riusciti a parlare con un referente Chicco, ma la società del gruppo Artsana, ci ha risposto con una mail: “Per quanto riguarda lo spot ci preme evidenziare che Chicco, da sempre una marca vicina alle mamme e ai bambini, raccomanda l'allattamento esclusivo al seno per almeno i primi sei mesi di vita del bambino. Tanto è vero che questa è addirittura la prima frase recitata nello spot: “L'allattamento al seno è sempre consigliato”. Inoltre Chicco conferma questa profonda convinzione anche con una gamma di accessori, disponibili in commercio, pensati proprio per aiutare la mamma a prolungare il più possibile l'allattamento al seno.
Fortunatamente non è detto che in caso di gemelli (così come in tanti altri casi) sia necessario utilizzare il biberon, talvolta però lo è ed anche in questi frangenti Chicco si pone, come sempre, vicino a tutte le mamme con un atteggiamento positivo e mai drammatizzante.
Desideriamo ribadire ancora una volta, a scanso di equivoci, che la scelta creativa alla base dello spot aveva semplicemente l'intenzione di mostrare una situazione in cui il prodotto integra e non sostituisce l'allattamento al seno. Questo è l'intendimento con il quale Chicco ha realizzato questo spot e ci spiace che possa essere stato frainteso. Se Chicco è vicina alle mamme da oltre 50 anni ciò è dovuto in primo luogo alla credibilità e fiducia che passo dopo passo si è saputa conquistare da parte delle mamme”.

*(ACP – Associazione Culturale Pediatri; AICPAM – Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno; Babyconsumers; IBFAN Italia; Il Melograno – Centri Informazione Maternità e Nascita; La Leche League Italia; MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano)

A cura di Silvia Biasotto
fonte www.helpconsumatori.it

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