Ci voleva la crisi perché gli uomini iniziassero a fare i CASALINGHI

Sarà la crisi economica a rendere giustizia al lavoro delle donne e a portare gli uomini a condividere glorie e fatiche della casalinghitudine? Come spesso accade, il fenomeno dei “casalinghi disperati” è già stato identificato in un sobborgo benestante degli Stati Uniti e commentato dal New York Times. Mentre è la Spagna che può vantarsi d'aver inventato un diploma in casalinghità “d'origine controllata”. Cominciamo dall'America. A Pelham Manor, un villaggio nella contea di Westchester, non distante da Manhattan, ci sono eleganti ville.

 

Molte famiglie vivevano con un doppio stipendio, molti aiuti e la tata per i bambini. Fino a poco tempo fa, la gestione della casa e dei bambini cadeva, come dappertutto, sulle spalle delle mogli. Ma il trambusto finanziario che ha scosso il sistema bancario e i mercati mondiali (provocando molti licenziamenti), ha colpito più i maschi che le femmine. Così, dall'autunno scorso, tra le mamme che attendono i bambini all'uscita della scuola di Pelham Manor, sono sempre più numerosi i papà in libertà obbligata.

Sono ex “padroni dell'universo” di Wall Street che portavano a casa lauti compensi, lavoravano fino a tardi e, nei weekend, vedevano i figli di sfuggita. Poi si sono trovati disoccupati e ora non solo accompagnano i bambini a scuola, ma fanno la spesa, preparano la merenda, scovano i saldi, controllano i compiti e mettono la cena in tavola quando la moglie rientra dall'ufficio. I casalinghi novelli ancora non lo sanno, ma stanno facendo, di fatto, una sorta di “Erasmus fai-da-te”, come fanno da tutta la vita mogli e mamme.

In Spagna, il governo Zapatero ha varato una legge fantastica (e femministissima) per riconoscere formalmente il lavoro di cura per bambini e anziani, il cui nome roboante è “Reale decreto di valutazione e accreditamento delle competenze professionali acquisite con l'esperienza lavorativa o apprendistato non scolastico”. Ricordate quando le donne erano prese in giro con lauree fittizie in “Ingegneria domestica” e facezie simili? Ride bene chi ride ultimo: in tarda primavera partiranno i primi esami per la maturità di “casalinga doc”, che includeranno dimostrazioni pratiche (magari cambiare un pannolino, come suggeriva, sfottente, un articolo della Stampa).

Chi conseguirà il titolo potrà usarlo per lavorare nel settore che si occupa delle persone non autosufficienti: bambini, anziani o disabili che siano. La disoccupazione spagnola ha toccato cifre preoccupanti, ma, secondo il quotidiano El País, le imprese specializzate in servizi socio-sanitari cercano 300 mila persone professionalizzate, ossia badanti con titolo di studio ad hoc.

La vicepremier Maria Teresa Fernández de la Vega annuncia che i beneficiari del riconoscimento statale, rilasciato dal ministero dell'Istruzione, saranno 500 mila, il 90% dei quali donne. Se è un espediente “attira voti” del governo, come ringhia l'opposizione, va bene lo stesso. Chi avrebbe mai detto che, mentre le attiviste reclamavano più nidi e la pensione per le casalinghe, la parità potesse essere avvicinata con mezzi più spicci (che nessuna di noi aveva nemmeno immaginato)? Se c'è un Dio, ci sono buone ragioni per pensare che sia femmina e che le sue vie siano davvero infinite. E assai imprevedibili.

di: Anselma Dell' Olio

Fonte. http://blog.graziamagazine.it

Condividi questo articolo