Ciampi: "Le donne ancora penalizzate nella famiglia"

Il presidente della Repubblica in coccasione dell'8 marzo denuncia i ritardi del nostro Paese in fatto di parità sessuale. Appalude la Prestigiacomo Un uomo nato nel 1920 bacchetta gli italiani in età da famiglia nel 2006: siete troppo maschilisti. In occasione della Festa della donna, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi sente il dovere di ricordare che la parità è lontana, e che i vecchi ritardi della società italiana sono ancora tutti sul tappeto, alla luce del sole in maniera imbarazzante.


“Il rapporto uomo-donna è troppo sbilanciato in famiglia e la parità è ancora lontana”. Eppure alla base della speranza di progresso “c'è il contributo di uomini e donne che sappiano operare insieme”. Ciampi ha pronunciato queste parole al Quirinale, dove ha incontrato le donne insignite di onorificenze O.M.R.I.., distintesi nella cultura, nella scienza e nel sociale, accompagnate dal ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo.
“Il diritto alle pari opportunità tra uomini e donne è conclamato ma ancora ben lontano dall'essere tradotto in azioni concrete”, è il monito del capo dello Stato, che ha aggiunto: “Dobbiamo rifuggire la retorica delle pari opportunità e guardare la realtà”.
Quanto all'affermazione della donna nella società civile e nella vita lavorativa, il presidente lamenta una scarsa presenza femminle nelle posizioni decisionali: una situazione che non è cambiata neppure con la revisione dell'articolo 51 della Costituzione, che ha sancito pari opportunità nell'accesso agli uffici pubblici e cariche elettive. “Non dipende da divari di capacità”, afferma Ciampi, “E' in larga parte il risultato di condizioni più difficili nell'ingresso al lavoro e soprattutto nello sviluppo della carriera professionale. Tuttavia le donne continuano ad affermarsi, soprattutto quando le condizioni di partenza sono paritarie”. Esempio eclatante, quello del mondo imprenditoriale, dove il numero delle imprese femminili è in crescita.
E' fondamentale, quindi, rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono l'affermazione delle donne: cominciando a riconoscere pienamente il ruolo, a migliorare i servizi sociali e per l'infanzia per alleviarle dal peso delle incombenze familiari che sopportano più dei loro compagni. Poi il capo dello Stato ha esortato gli uomini a “condividere più pienamente la responsabilità e la gioia di essere genitori, trovando nuovi equilibri nella vita di coppia, con una migliore ripartizione dei compiti di ciascuno, massimizzando la complementarietà della qualità personali”.
In particolare, “dobbiamo guardare a quel modello sociale che in tanti Paesi d'Europa si è rivelato efficace per promuovere uguali opportunità, garanzie di servizi di sostegno, alti livelli di occupazione femminile. In questo modo si possono conciliare gli obiettivi di crescita economica con quelli di coesione sociale e realizzare una società più giusta e aperta capace di includere e di tutelare sempre e dovunque la dignità della persona”.
Parole apprezzate e applaudite dalle donne presenti al Quirinale e dal ministro per le Pari Opporunità, Stefania Prestigiacomo, che ha definito Ciampi “un alleato forte e prezioso delle donne italiane”. Il ministro ha poi approfittato della ricorrenza per ricordare che “il prossimo Parlamento sarà leggermente più rosa”, anche se non è ancora abbastanza. “Ci voleva più coraggio o meglio una legge che accelerasse un processo che in Italia è ancora troppo lento. Le donne rappresentano il 52% dell'elettorato: una presenza femminile così esigua nelle istituzioni è una patologia del sistema. Spero che in tempi brevi il nuovo parlamento approvi una legge specifica”.

Fonte: Tuo quotidiano

Condividi questo articolo