Col kit antidroga i genitori controllano i figli

Iniziativa chocL'assessore allo Sport di Marina di Pietrasanta invita le famiglie a ritirarli in Comune Un kit antidroga da consegnare ai genitori per scoprire se i figli minorenni fanno uso di droga. Ermanno Sorbo, assessore allo sport del comune di Pietrasanta, in quota An, ha mutuato l'idea che fu di Letizia Moratti, sindaco a Milano, e la ripropone ai genitori del comune versiliese.

Le 400 lettere, partite ieri, contengono un coupon che consentirà ai genitori di ritirare il kit in Comune «nel totale rispetto della privacy». I kit, ordinati alle farmacie comunali della Versilia e stoccati in Comune, sono composti dal liquido di reazione e dalle cartine di rilevamento.
«Se questa iniziativa – ha detto Sorbo – ci permetterà di salvare anche un solo ragazzo e magari di indirizzarlo verso lo sport, sarà una piccola vittoria». Il consumo di droghe, ha aggiunto, avviene «generalmente in discoteca e qui in Versilia gira parecchia ecstasy e anche eroina».
La sperimentazione solleva, però, problemi di ordine giuridico. «è vero che l' interesse del genitore è legittimo – ha spiegato l'avvocato Alessandro Traversi, penalista del foro di Firenze – l'uso di strumenti di controllo è un dovere che fa parte della patria potestà, ma l'eccesso di punizione non può rientrare un potere invasivo della privacy». Quindi anche i minorenni hanno diritti di privacy? «Essere minorenni – sottolinea Traverso – non significa essere privo di diritti».
Contro l'iniziativa anche chi critica la deresponsabilizzazione dei genitori. Il dialogo non può essere sostituito da un esame da laboratorio, tanto più se casalingo, sostengono gli oppositori. Per Traversi «se è vero che il genitore può volere che il proprio figlio non si droghi esistono altri metodi di controllo, anche indiretto, altrettanto efficaci, di educazione prima e di controllo poi».

13/01/2008

Fonte: www.iltempo.it

Pubblicato da: fiore& lt;/FONT>

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