Come convincere i ragazzi a mangiare meglio? Uno studio europeo ci svelerà la strada migliore da seguire

I risultati di uno studio europeo spiegheranno come eliminare i comportamenti alimentari sbagliati dei bambini, seguendo nuove strade.

Il progetto si chiama TEMPEST, da Temptations to Eat Moderated by Personal and Environmental Self-Regulatory Tools, ed è stato lanciato nel 2009, attraverso un finanziamento dell'Unione Europea nell'ambito del VII Programma quadro, conlo scopo di trovare un modo efficace per convincere i ragazzi a mangiare meglio.

TEMPEST sta ora giungendo a conclusione, e nei prossimi mesi dovrebbero essere resi noti i suggerimenti messi a punto dal team internazionale di ricercatori.

Nel frattempo ci sono alcune anticipazioni che spiegano quali sono gli elementi salienti. Come recita il nome stesso del progetto non si tratta di intervenire sulle vendite, sulla produzione o sulla pubblicità del cibo spazzatura, ma essenzialmente sulle motivazioni profonde che spingono i bambini a mangiare di tutto e  definire le possibili leve su cui agire per modificare i comportamenti inadeguati.

Per capire meglio cosa influenza i giovani, gli autori hanno realizzato oltre 11.800 interviste in nove paesi europei (Olanda, Belgio, Danimarca, Finlandia Germania, Polonia, Portogallo, Romania e Gran Bretagna) su bambini di dieci anni. Attraverso le domande sullo stile di vita e sulle abitudini alimentari, si è cercato di individuare i fattori o le situazioni che i ragazzi trovano irresistibili, e di estrapolare dalle loro opinioni ciò che potrebbe spingerli a cambiare.

L'approccio motivazionale porta a esiti molto complessi, come ha spiegato Liliya Nureeva, dell'Università di Aarhus, che sta partecipando allo studio, durante la presentazione dei risultati: «Una parte dei bambini trova che sia più facile resistere al junk food se si elimina qualunque alimento non sano dalla dieta. Altri trovano più efficace ricorrere a distrazioni di vario tipo quando sentono il desiderio di mangiare un dolce. Altri ancora stabiliscono da soli un elenco di regole come mangiare ogni giorno frutta e verdura, e cercano di rispettarle alla lettera. Alcuni, poi, pensano che una strategia vincente possa essere quella di limitare il consumo di cibi proibito al solo week end. Qualcuno propone anche soluzioni molto personalizzate e originali».

Come si vede non esiste probabilmente un solo modo per aiutare i ragazzi a mangiare meglio, ed è giusto tenerne conto quando si pensa a programmi di prevenzione specifici. «Ciò che più conta – ha spiegato ancora la Nureeva – è  intervenire sulla conoscenza: i bambini troppo spesso non hanno neppure idea di quali siano gli alimenti che possono loro far bene o nuocere e per questo si avvicinano ai peggiori senza preoccuparsi di conseguenze che ignorano».

Inoltre -  continua la ricercatrice – solo rinforzando la loro motivazione possiamo sperare di indurre comportamenti salutari duraturi, che aiutino i bambini a diventare adulti consapevoli e possibilmente normopeso. I ragazzi non sanno di avere dentro di sé tutte le risorse necessarie per resistere alle tentazioni: lo scopo di TEMPEST è far loro acquisire questa consapevolezza e stabilire insieme a loro quali sono i modi più efficaci per rinforzarla e utilizzarla al meglio».

La ricercatrice suggerisce a insegnanti e genitori, in attesa che siano disponibili nei prossimi mesi i materiali informativi , di farsi indicare, dagli stessi bambini la strada più adatta, cercando poi di inserire gli strumenti motivazionali nella vita di tutti i giorni.

TEMPEST purtroppo non ha coinvolto bambini italiani che, com'è noto, sono i più grassi d'Europa,  nonostante nel nostro paese ci sia ancora la dieta mediterranea.

Agnese Codignola

Fonte: www.ilfattoalimentare.it

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