COME SALVARE IL FEGATO IN VACANZA

Più sicuri con le precauzioni anti-epatite (soprattutto nei Paesi poveri) C'è la signora dalla salute a prova di bomba, che ha contratto il virus facendosi fare la pedicure in un albergo a cinque stelle. E l'agente di viaggi prodiga di consigli sulla prevenzione, che poi però non si fa vaccinare e si espone a rapporti non protetti. Entrambe si sono ammalate per aver sottovalutato il rischio epatite che, nella stagione delle vacanze, aumenta anche per i frutti di mare mangiati crudi, i cubetti di ghiaccio confezionati con acque contaminate, la voglia di tatuaggi e a l'igiene personale che vacilla proprio laddove nel mondo si impone la massima prevenzione. Sarebbe bene non dimenticare che ogni giorno in Italia 55 persone muoiono per malattie del fegato.



Epatite A. Il virus è presente soprattutto in America Centrale, Sud America, Africa, Medio Oriente, Asia e Pacifico Occidentale. Nei Paesi in via di sviluppo l'infezione endemica interessa in particolare la prima decade di vita; in quelli industrializzati il contagio avviene invece in età adulta. I principali fattori di rischio per chi viaggia sono appunto l'ingestione di frutti di mare e verdure crude, i bagni vicino a fognature con acque contaminate, il ghiaccio nelle bevande e il contatto con pazienti itterici. Il vaccino, che in Italia non è obbligatorio, garantisce un'immunità di almeno dieci anni ed è raccomandato dal ministero della Sanità, fra gli altri, anche a chi si reca all'estero.

Epatite B.
La via principale di trasmissione dell'epatite B è invece sanguigna o percutanea: pericolose le punture con aghi contaminati per iniezioni, tatuaggi, piercing, agopuntura, pedicure, procedure estetiche di modesta entità come la foratura dei lobi e piccole operazioni chirurgiche anche odontoiatriche. Più in generale va evitato l'uso in comune di oggetti infettati come forbici, rasoi, spazzolini da denti.
Ma il contatto con il virus avviene anche per via sessuale. Nel nostro Paese la vaccinazione è obbligatoria per i neonati e i 12enni (l'immunità dura oltre i dieci anni). Il vaccino anti-epatite B è gratuito per alcuni soggetti a rischio, comprese le vittime di lesioni accidentali con aghi o strumenti taglienti potenzialmente infetti e per chi si reca all'estero in aree da allarme rosso. Come Sud-est asiatico, bacino dell'Amazzonia, Africa subsahariana, Cina.

Epatite C. Barbieri, tatuatori, estetisti e centri di bellezza possono diventare gli involontari nemici di chi voglia difendersi dall'epatite C vicino e lontano da casa. è raro invece il contagio per via sessuale nelle coppie monogame, che siano omosessuali o eterosessuali. Ma è buona norma usare sempre il preservativo, quanto più i rapporti sono promiscui. Ed evitare – specie in Paesi a elevato rischio d'infezione come Camerun ed Egitto – di utilizzare in comune oggetti taglienti dall'apparenza innocua. Al momento non sono disponibili vaccini sicuri ed efficaci.

Epatite D. Niente vaccino neppure per l'epatite D, che che impone le stesse precauzioni della B. Il virus è endemico nell'area mediterranea, in Russia, nei Balcani, in parte dell'Africa, nel Medio-oriente e nell'Amazzonia ma diffuso anche in Giappone e a Taiwan.
La trasmissione avviene soprattutto attraverso il sangue e i suoi derivati.

& lt;B>Epatite E. Niente vaccino, e la profilassi scommette sulle condizioni igieniche, il controllo degli alimenti e dell'acqua, l'educazione sanitaria dei viaggiatori. Come per l'epatite A bisogna diffidare di acque infette o cibi contaminati come gli ortaggi e i frutti di mare che non vengano sottoposti a cottura. Focolai endemici sono stati registrati in India, Birmania, Iran, Bangladesh, Etiopia, Nepal, Algeria, Libia, Somalia, Indonesia, Messico, Cina, Pakistan, repubbliche dell'Asia centrale ed ex Urss.


Fonte: Il Giorno.

Condividi questo articolo