Commercializzazione delle acque minerali, fissate le regole

Il Consiglio dei Ministri del 6 ottobre 2011 ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/54/CE, per la revisione del sistema di riconoscimento e di autorizzazione dell'utilizzo delle acque minerali, nell'ottica di una tutela più rigorosa sia della concorrenza, che della salute dei consumatori. Il provvedimento era stato approvato in via preliminare nella seduta del 7 luglio 2011.

Il decreto distingue le acque minerali naturali dalle acque di sorgente.

Acque minerali naturali devono essere considerate le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute .
Si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la conservazione della purezza originaria, per il tenore in minerali, oligoelementi; tali caratteristiche devono essere valutate sul piano geologico , organolettico, fisico-chimico, microbiologico.

I criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali vengono determinati con decreto del Ministro della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità, secondo le prescrizioni tecniche indicate nella direttiva 2009/54/CE .

Sono denominate “acqua di sorgente” le acque destinate al consumo umano, allo stato naturale e imbottigliate alla sorgente, che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengano da una sorgente con una o più emergenze naturali o perforate, le cui caratteristiche sono valutate sulla base di criteri geologici, organolettici, fisici, chimici, microbiologici.

La domanda per ottenere il riconoscimento di un'acqua minerale naturale o di sorgente deve essere inviata al Ministero della salute e deve essere corredata da idonea documentazione, volta a fornire, tra l'altro, tutte le indicazioni sulle caratteristiche dell'acqua, nonché la denominazione della sorgente, la località ove essa sgorga, la denominazione attribuita all'acqua minerale.
Il riconoscimento è richiesto dal titolare di concessione o sub-concessione mineraria o di altro valido titolo rilasciato dalle autorità competenti in base alle disposizioni di legge vigenti in materia. Nel decreto di riconoscimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e comunicato alla Commissione europea, sono riportate tutte le proprietà dell'acqua, le indicazioni e le eventuali controindicazioni che possono essere riportate sulle etichette.

L'utilizzazione di una sorgente d'acqua minerale naturale o di sorgente è subordinata all'autorizzazione regionale, rilasciata dopo accertamento che gli impianti destinati all'utilizzazione siano realizzati in modo da escludere ogni pericolo di inquinamento e da conservare all'acqua le proprietà, corrispondenti alla sua qualificazione, esistenti alla sorgente.

L'autorizzazione è rilasciata a condizione che:

  • la sorgente sia protetta contro ogni pericolo di inquinamento ;
  • le canalizzazioni ed i serbatoi siano realizzati con materiali adatti all'acqua minerale naturale, in modo da impedire qualsiasi modifica chimica, fisicochimica e batteriologica di tale acqua ;
  • le condizioni di utilizzazione ed in particolare gli impianti di lavaggio e di imbottigliamento soddisfano le esigenze igieniche. In particolare, i recipienti debbono essere trattati o fabbricati in modo da evitare che le caratteristiche batteriologiche e chimiche delle acque minerali
    naturali vengano alterate; i recipienti, i dispositivi di chiusura debbono essere conformi alle norme vigenti relative ai materiali ed agli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
  • l'eventuale trattamento dell'acqua corrisponda a quello indicato nel provvedimento di riconoscimento.

Il decreto indica anche quali sono le operazioni consentite, in quanto non modificano le caratteristiche dell'acqua minerale naturale: ad esempio, è consentita l'aggiunta di anidride carbonica; sono vietati i trattamenti di potabilizzazione e l'aggiunta di sostanze battericide o batteriostatiche.

Fonte: Ministero della salute

governo.it – Maddalena Baldi

Link: www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/acqua_minerale/index.html

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