Con Aal l'abitazione è più sicura

La casa, come è noto, è spesso scenario di incidenti di vario genere. A farne le spese sono soprattutto le persone che tra le mura domestiche trascorrono gran parte del tempo, quindi anziani e disabili. Per migliorare la qualità di vita di questa fascia di popolazione la Commissione Europea ha promosso il programma AAL-Ambient Assisted Living, un progetto di ricerca che studierà e impiegherà tecnologie d'avanguardia per creare ambienti più sicuri per le persone svantaggiate. Nato qualche anno fa per iniziativa di un gruppo di stati membri, tra cui l'Italia, oggi AAL è un consorzio e coinvolge 20 Paesi dell'Unione Europea, più Norvegia, Israele e Svizzera. Il Cnr partecipa al progetto presentando proposte di diversi istituti, tra cui l'Istituto per le tecnologie della costruzione (Itc) di Roma, l'Istituto per la microelettronica e microsistemi (Imm) di Lecce, l'Istituto di fisica applicata (Ifac) “Nello Carrara” di Napoli, l'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione “Alessandro Faedo” (Isti) di Pisa e l'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) di Roma. “Il nostro obiettivo”, spiega l'ingegner Annalisa Morini dell'Itc-Cnr, “è di mettere a punto e sperimentare su un consistente numero di alloggi, soluzioni tecnologiche innovative, da mettere poi al servizio di partner pubblici e privati che si occupano di assistenza agli anziani e ai disabili. Insieme cercheremo di affinare le soluzioni proposte in modo che siano realmente rispondenti alle esigenze di questi soggetti più deboli”. Un lavoro di squadra, dunque, che spazierà dalle telecomunicazioni all'informatica, dalle nanotecnologie ai microsistemi, fino ad arrivare alla robotica, per proporre soluzioni integrate che spezzino l'isolamento fisico e psicologico in cui spesso disabili e anziani vivono. Il progetto prevede, infatti, una rete di collegamenti socio-sanitari che opererà sia in maniera programmata che sulle emergenze. “Svilupperemo un sistema”, conclude Morini, “che permetterà, ad esempio, nel caso di patologie croniche, il collegamento con le strutture ospedaliere e il monitoraggio a distanza dei controlli medici già scadenzati. Lo stesso meccanismo entrerà in azione in caso di caduta, malore o allarme domestico, come allagamento, incendio, fuoriuscita gas, intrusione in casa di soggetti estranei”. L'intento del progetto però non è solo quello di arginare i pericoli, ma anche di prevenirli, facilitando le attività quotidiane di queste persone con appositi strumenti di automazione. Saranno realizzati, ad esempio, sistemi per l'apertura a distanza di porte, finestre o tende, per l'accensione e lo spegnimento delle luci, per la chiusura dei rubinetti dell'acqua se si supera il livello di ‘troppo pieno', per la chiusura dei piani di cottura se si spegne la fiamma o se si oltrepassa una determinata temperatura. Insomma, AAL sembra essere un progetto globale che, se applicato in maniera diffusa, potrebbe evitare in molti casi il ricovero in ospedale o in case di riposo, permettendo una migliore qualità della vita e un risparmio per la collettività. Cecilia Migali Fonte: Annalisa Morini, Istituto per le tecnologie della costruzione del Cnr, Roma, tel. 06/409007341, e-mail: a.morini@itc.cnr.it Pubblicato da: fiore

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