Con il bucato in danza, panni e umori splendenti

Come riscoprire il piacere del lavaggio a mano, anzi… a piedi. Eravamo andati a passare un fine settimana in Umbria da un'amica. Chiacchierando tra noi ci accorgemmo che mentre tutti gli uomini facevano i mestieri domestici con grande passione, le signore non ritenevano che quelle incombenze fossero il massimo della vita. Anzi, la padrona di casa ci confessò a malincuore che «avere tanti ospiti è piacevole, ma dopo restano tutti quei panni da lavare…»

foto: Alfonso Catalano/Farabola Foto


«Ho un'idea», dissi allora con entusiasmo «domani organizziamo un bel bucato-danza e poi andiamo a sciacquare tutto all'antico lavatoio in paese. Siete d'accordo?» Il giorno dopo di buon mattino, quando ancora i vecchi muri di tufo non erano stati baciati dal sole, erano già pronti quattro grandi catini: due con acqua calda e scaglie di sapone di Marsiglia, arricchiti di cenere e gusci d'uovo secondo un'antica ricetta e due colmi di acqua fredda. Dopo aver separato accuratamente gli indumenti bianchi dai colorati tre persone entrarono in un catino, altre tre nell'altro e iniziammo a muovere il bucato con i piedi danzando al ritmo della musica che un altro amico produceva, cantando e suonando. Dopo aver battuto ben bene i panni nell'acqua calda, li abbiamo messi subito in acqua fredda continuando a pestarli per togliere il sapone. Alla fine, strizzato il tutto, ci avviammo al lavatoio per il risciacquo finale.
Qui, ricordando le antiche atmosfere delle nonne ci sembrò di far rivivere il tempo passato.
Che giornata! Ci sentivamo leggeri, tranquilli e avevamo lavato a mano, anzi a piedi, lenzuola, asciugamani e capi che ormai nessuno si sogna più di non mettere in lavatrice. Tutto ciò, invece di stancarci ci aveva offerto l'occasione di passare una giornata conviviale in piena serenità.

Fiorenzo Bresciani


 

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