Con la crisi economica italiani alla ricerca delle migliori promozioni

Elevata mobilità fisica e 'online' alla ricerca delle migliori opportunità d'acquisto. Sobrietà dei consumi sacrificando la quantità e non la qualità. A tracciare l'impatto della crisi economica sui consumi delle famiglie italiane è Coop Italia che ha analizzato l'andamento delle vendite e le modalità di acquisto.

“Negli ultimi 2-3 anni si sono sedimentate alcune modifiche nelle abitudini di spesa e consumo” spiega all'Adnkronos, Francesco Cecere, direttore marketing ed information e controllo di Coop Italia. In relazione alla spesa, ogni italiano in media frequenta da uno ai tre punti vendita. Da cosa dipende? Dalle esigenze. A dettare le regole sono “la convenienza o il risparmio di tempo. C'è chi si affida alle strutture più di prossimità alla propria abitazione o al posto di lavoro e chi, invece, è alla ricerca delle promozioni”.

In quest'ultimo caso, la ricerca “è prima di tutto per le marche in promozione, poi per i prodotti a marchio e, infine, ben distanziato, l'acquisto dei prodotti di primo prezzo”. Per i canali, gli italiani sembrano privilegiare internet, segue il superstore, e discount e specializzati, a pari merito. Quanto ai consumi, spiega Cecere, “le nostre indagini suggeriscono che si mantiene la qualità mentre si riduce la quantità. Si evitano gli sprechi, si riducono quelle che una volta erano le scorte e si scelgono i prodotti che costano meno” ma non in relazione alla qualità bensì alla sostenibilità: “si scelgono frutta e verdura di stagione”.

 Le tasche sgonfie “hanno insegnato nuovamente agli italiani l'economia domestica, tenendo conto che l'alimentare è il settore che tiene di più”.Tra i prodotti che hanno registrato più flessioni, troviamo “la carne rossa, sia per il costo che per le abitudini alimentari, mentre le carni bianche tengono di più”. Tendenzialmente, sottolinea Cecere, “c'è stata una flessione sui piatti pronti, ad eccezione delle pizze surgelate che sono in crescita. C'è una riduzione dei pasti fuori casa mentre non si rinuncia ad andare a cena fuori”. Ma a soffrire della crisi anche alcuni prodotti tipici delle tavole italiane, ossia “il caffè, la pasta e l'olio d'oliva. Mentre aumentano wurstel e tonno.

 Aumenta l'acquisto dei prodotti per la prima colazione e si riduce il bar del mattino”. La dieta mediterranea, dunque, è in crisi? “Nell''insieme tiene” assicura Cecere, “dipende se si mangia a casa ma comunque il settore ortofrutticolo tiene”. Certo è che “non credo si possano modificare le abitudini alimentari in così poco tempo. Questi fenomeni sono più legati al risparmio. E anche per il 2012 non si prospetta un'inversione di tendenza. Si consolida una sobrietà dei consumi”.

(Adnkronos)

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