Con l'euro non si scherza

Un referendum per tornare alla lira, o a una Lira con la maiuscola, magari agganciata al dollaro. L'affondo contro la moneta unica lanciato dalla Lega dopo la severa bocciatura del trattato costituzionale europeo in Francia e Olanda ha sollevato una valanga di reazioni, tutte di segno negativo. Non solo dall'opposizione ma anche all'interno della maggioranza di governo.

è dovuto intervenire in prima persona il premier Berlusconi per esprimere piena solidarietà al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e dissociarsi dalla Lega che lo aveva additato a responsabile della “disastrosa scelta italiana di aderire all'euro”.

Ma la Lega non molla. Il ministro del Welfare Roberto Maroni si è detto “sicuro” che il ritorno alla doppia circolazione sia realizzabile e ha respinto le accuse di aver fatto della questione Euro-Lira una boutade demagogica. “A Pontida (nel corso della manifestazione annuale della Lega il 19 giugno, ndr) preciseremo la nostra proposta a cui sta lavorando tra gli altri Giancarlo Paglierini”. Per Maroni, è tempo “di uscire dai salotti romani e andare nelle fabbriche della Padania a parlare con i nostri imprenditori. La crisi è crescente: a parità di costi l'Euro ha comportato un sorta di dazi del 30% o più per i nostri produttori”. “Non anticipo niente, dico solo che ci saranno significativi sviluppi nei prossimi mesi”, spiega ancora Maroni, perchè “il rischio Argentina c'è e chi non lo vede è un irresponsabile”.

Oltre a Ciampi, l'altro destinatario degli strali della Lega, Romano Prodi, si è difeso rivendicando l'orgoglio di aver portato il Paese nella moneta unica. “Sono orgoglioso di avere, insieme all'allora ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, portato l'Italia nell'euro”. “è stata -spiega- un'opera che ha messo in ordine i conti dello Stato, che ha ridato energia al paese, che ha permesso di farsi un mutuo per la casa, che ha abbassato i tassi di interesse e il costo del denaro. Ha rimesso l'Italia in linea”. Non è, dunque, “responsabilità dell'euro -precisa il professore- se poi successivamente tutto questo patrimonio è stato disperso”. Prodi porta l'esempio di paesi dell'euro che crescono: “Spagna e Francia hanno sviluppato un rinnovamento sostanziale delle proprie strutture produttive. La Germania, pur avendo una crisi della domanda interna, ha raggiunto il record assoluto nella sua storia delle esportazioni. Il problema – chiosa Prodi – non è l'euro ma è l'Italia”.

L'idea che qualcuno voglia resuscitare la lira e ancorarla al dollaro appartiene veramente a ipotesi che non hanno alcuna base nè razionale nè logica e che sono semplicemente un rifiuto della nostra responsabilità in campo internazionale”, sottolinea Prodi. Tali ipotesi, precisa il professore, “sono la rassegnazione a un'Italia che va avanti di svalutazione in svalutazione e questo io non lo accettero' mai”. “Gli italiani -avverte- sono saggi e capiscono dove è il loro destino: nel mondo d oggi sono chi la le spalle robuste puo' vincere la concorrenza. Questo è il nostro destino e noi dobbiamo andare avanti in questa direzione”.

Anche per il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, abbandonare l'euro “sarebbe una follia totale, un atto di autolesionismo, un film dell'orrore”, mentre il segretario dell'Udc Marco Follini giudica l'idea “strampalata”. E anche il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, parla di “pazzia”. Deciso l'alt che arriva anche da Alleanza nazionale. Il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, bolla la proposta leghista come una “sciocchezza”, mentre il viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso, chiede di smetterla di “parlare come se si fosse al bar dello sport”.

La sortita della Lega non provoca reazioni solo in Italia. Bacchettate al Carroccio arrivano anche da Bruxelles dove il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco incontra oggi i colleghi europei. “La moneta dell'Italia è l'euro”, ha affermato seccamente Siniscalco. Per il presidente di turno dei ministri delle finanze europei, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, “se dovessimo discutere di tutte le stupidaggini con tutti i paesi europei ne avremmo per settimane”. “Se dicessi una cosa del genere -prosegue Juncker- verrei cacciato”.
Per il responsabile austriaco delle Finanze, Karl-Heinz Grasser, Maroni “è irresponsabile e se vuole danneggiare il proprio paese è sulla buona strada”. “L'idea di uscire dall'euro -avverte- è la cosa piu' folle del secolo”. Grasser ricorda poi che “la moneta unica ha garantito un'inflazione bassa, tassi di interesse bassi”, sottolineando che per “migliorare la crescita economica bisogna avviare le riforme strutturali, delle pensioni e del mercato del lavoro”.
Per il ministro delle Finanze olandese, Gerrit Zalm, “è un bene che il ministro Roberto Maroni sia responsabile del Welfare e non delle Finanze”. “Non è comunque una opzione seria per l'Italia quella di lasciare l'euro”, spiega sottolineando che la proposta lanciata dal ministro italiano “non trova nessuna condivisione negli altri paesi del'Eurozona”.
La possibilità che l'Italia esca dall'euro è “fuori discussione”, sottolinea invece il ministro dell'Economia spagnolo, Pedro Solbes. “Quando abbiamo deciso di diventare membri dell'euro abbiamo rinunciato per sempre alle nostre monete nazionali”.

Fonte: MiaEconomia

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