CONIUGI IN LITE E FIGLI CONTESI

Affidamento congiunto per ordine del giudice Rivoluzionaria sentenza del Tribunale dei minori «Educativo per i genitori» Condividere l'affidamento del figlio dopo la separazione non solo aiuta il minore, ma può anche essere «educativo» per i genitori.




 Lo stabilisce il Tribunale per i minorenni con una sentenza rivoluzionaria e, almeno per Torino, assolutamente inedita: secondo il collegio, presieduto dal giudice Daniela Bacchetta, «l'affidamento congiunto può costituire non solo uno strumento di riconoscimento del ruolo di entrambi i genitori nella vita del figlio anche dopo la separazione, ma pure uno strumento educativo, impegnando gli adulti a un confronto costante e a un impegno diretto». Il dibattito sulla sentenza torinese sarà il piatto forte del convegno «Bigenitorialità: la nuova avanguardia del diritto», in programma giovedì pomeriggio all'Educatorio della Provvidenza di corso Trento. «Quella del Tribunale dei minori è stata una decisione importante – sottolinea l'avvocato Monica Piacibello, uno degli organizzatori – perché rappresenta una svolta nell'interpretazione giuridica dei problemi dell'affidamento. Ed è anche una sentenza che apre uno spiraglio in favore della modifica della legge». L'affidamento congiunto, scrivono il presidente Bacchetta e gli altri tre giudici del collegio, «impegna gli adulti a un confronto costante e a un impegno diretto. In questo senso può essere la soluzione adeguata, corrispondente alla realtà di una presenza costante del padre nella vita del figlio e al suo proposito di non abdicare al suo ruolo». Nel caso concreto, il Tribunale ha dovuto esaminare la richiesta del padre di Alessandro (il nome è di fantasia), che aveva chiesto ai giudici l'affidamento congiunto del bambino di sei anni anche se l'ex moglie era contraria. Il papà separato proponeva una suddivisione «salomonica» del tempo che Alessandro avrebbe dovuto passare con i genitori: 15 giorni con la madre e altri 15 con il padre. Il Tribunale non ha accolto nei dettagli la richiesta dell'uomo («Quale persona, anche adulta, sopporterebbe di dividersi costantemente tra due case, due ambienti familiari, due ritmi di vita?»), ma gli ha dato ragione nella sostanza, affidando congiuntamente Alessandro ad entrambi i genitori. Il bimbo continuerà a risiedere con la madre, ma il padre potrà vederlo una dozzina di giorni al mese, ritagliati su settimane alterne, nelle vacanze di Natale e Pasqua (ad anni alterni) e per circa un mese durante le vacanze estive. «La sentenza conferma che il principio dell'affidamento condiviso si sta facendo strada anche tra gli addetti ai lavori – commenta Fabio Nestola, consigliere della Federazione nazionale bigenitorialità (Fenbi) – con quello dei giudici torinesi i pronunciamenti in questo senso sono ormai una decina a livello nazionale. Per ora è un piccolo sentiero, ma confidiamo che in futuro possa diventare un'autostrada, perché anche se si smette di essere marito e moglie, non si cessa mai di essere genitori». Nestola ricorda un progetto di legge per rendere l'affidamento congiunto la norma (e non l' eccezione) è giù stato licenziato dalla Commissione Giustizia, anche se appare difficile che venga approvato entro questa legislatura. Esprime soddisfazione anche l'Istituto di studi sulla paternità (Isp): «I giudici torinesi hanno mostrato sensibilità e competenza non esitando ad andare controcorrente per affermare un principio che noi sosteniamo da 20 anni, ossia che l'affidamento congiunto – se correttamente inteso – non accresce, ma riduce la conflittualità fra ex coniugi».

Si discuterà di Alessandro e di molti altri casi analoghi al convegno «Bigenitorialità: la nuova avanguardia del diritto», in programma giovedì pomeriggio alle 17 in via Trento 13, presso l'Educatorio della Provvidenza. Nel corso del dibattito si rifletterà delle nuove sensibilità genitoriali, degli ultimi sviluppi del diritto di famiglia e del progetto di legge 66, con il quale si vorrebbe riformare la legge sull'affidamento dei minori. Interverranno il presidente dell'Associazione Avvocati del Distretto, Roberto Marchetti, il giudice Maria Francesca Christillin, il penalista Francesco Bosco, Giovanni Galuppi (presidente dell'Istituto torinese di psicologia) e Fabio Nestola (Federazione nazionale bigenitorialità). Modererà l'incontro Monica Piacibello.

Fonte: La Stampa Web

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