Conto energia – Impianti fotovoltaici

Il pianeta soffoca, assediato dall'inquinamento, e il sistema economico mondiale macina sempre più energia per soddisfare i bisogni umani. Per cercare di invertire questa tendenza al collasso ecologico, l'Unione europea ha messo in atto una strategia a lungo termine: nelle intenzioni dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 e degli altri gas responsabili dell'effetto serra.

L'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili (sole, acqua, vento…), con la conseguente diminuzione di quella ottenuta dagli idrocarburi, si inserisce tra le priorità stabilite dalla Commissione di Bruxelles, che hanno il loro pilastro legislativo nella Direttiva 2001/77/EC. Quest'ultima prevede che nel 2010, quindi tra circa due anni, il 21% dell'elettricità prodotta dai 25 Paesi comunitari provenga da fonti energetiche rinnovabili. Ogni singolo Stato membro ha fissato per quella data un proprio obiettivo: per l'Italia è il 25%, una meta che ad oggi sembra in realtà irraggiungibile, visto che gli ultimi dati indicano che nel nostro Paese la produzione di elettricità da fonti alternative è ferma al 16% del totale.

Mentre stiamo scrivendo è attesa a breve una nuova proposta legislativa da parte della Commissione di Bruxelles, che dovrebbe fissare una tabella di marcia più rigida di quella attuale in merito allo sviluppo e alla diffusione in Europa dell'energia prodotta da fondi rinnovabili. Il Parlamento di Strasburgo ha già trasmesso alla Commissione le proprie indicazioni: viene suggerito di fissare che entro il 2020 l'energia prodotta da fonti rinnovabili raggiunga il 25% nel settore dell'energia primaria. Va ricordato che il peso dell'energia ottenuta da risorse rinnovabili può aumentare anche con la complessiva diminuzione del consumo energetico globale.

In realtà la tendenza è esattamente all'opposto: in questi ultimi anni il fabbisogno è infatti costantemente cresciuto.

Qual è la situazione del nostro Paese? Forti della ricchezza di fiumi e laghi, in particolare nell'arco alpino, il nostro pacchetto di fonti rinnovabili poggia in gran parte sullo sfruttamento dell'energia idrica. Sole, vento, biomasse e calore geotermico raccolgono per ora solo le briciole.

Seppure timidamente, qualcosa però si sta muovendo anche in Italia, soprattutto per approfittare in maniera maggiore della risorsa fornita dai raggi solari.

Produrre elettricità in casa propria

Si chiama Conto energia ed è l'iniziativa rilanciata dai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico per favorire la produzione di elettricità tramite impianti fotovoltaici. Rispetto a precedenti esperienze, per esempio il progetto “Tetti fotovoltaici”, il contributo pubblico previsto non viene più assegnato a fondo perduto in relazione ai costi di installazione dell'impianto, ma viene riconosciuto come incentivo in base all'energia prodotta. In pratica, i vostri pannelli solari vengono allacciati alla rete elettrica: l'energia che producete in più rispetto al vostro fabbisogno viene accumulata o trasferita in rete. Il Gestore dei servizi elettrici (Gse) fa il conteggio di quanta elettricità avete prodotto e ve la paga a una tariffa pari a circa tre volte quella che normalmente vi addebitano in bolletta. Si instaura quindi uno scambio: se consumate più elettricità di quanta ne produce il vostro impianto fotovoltaico, pagherete la differenza al fornitore. Se invece ne producete di più, quella che non vi serve entra in rete e può prendere due strade: con la modalità chiamata “scambio sul posto” i kWh in eccesso vi rimangono in credito fino a tre anni; con la modalità “vendita”, invece, il gestore ve li paga. Quale delle due conviene? In linea di massima, date le tariffe applicate, è opportuno ricorrere alla modalità “vendita” solo se l'impianto produce almeno il 30% di energia in più rispetto al vostro fabbisogno.

Con il Conto energia il vantaggio è duplice: da una parte potete avere il guadagno conseguente alla produzione dell'elettricità, dall'altro il risparmio dato dal fatto che non pagate le bollette, visto che l'energia ve la producete in proprio. & lt;/P>

I benefici di questa scelta non sono solo economici, ma anche ambientali. L& apos;energia prodotta con il fotovoltaico non presuppone l'utilizzo di combustibili: per ogni kWh prodotto si risparmiano circa 250 g di olio combustibile e conseguentemente si evita l'emissione di circa 700 g di CO2 e di altri gas dannosi perché aggravano l'effetto serra.

Ovviamente, l'unione fa la forza: nel senso che i vantaggi ecologici realizzati da ogni singolo impianto diventano davvero consistenti considerando una buona diffusione di questo modo alternativo di produrre elettricità.

Gli incentivi per il fotovoltaico vengono frazionati sulle bollette di tutti gli italiani, che si troveranno a pagare qualche spicciolo in più ogni bimestre.

Un po' di energia

Un impianto fotovoltaico trasforma l'energia del sole in elettricità. Il suo cuore è composto dai pannelli, che catturano le radiazioni solari, e da un inverter, che trasforma l'energia dei pannelli in corrente alternata; ci sono poi, naturalmente, i quadri elettrici, i cavi di collegamento, le strutture di supporto e il materiale di fissaggio.

- Posizione. Oltre che dalle caratteristiche tecniche dell'impianto, la capacità di produzione di energia elettrica dipende sostanzialmente dal grado di irraggiamento del luogo dove è posizionato, dal suo orientamento e dalla presenza, o meno, di zone in ombra. La posizione ottimale del pannello corrisponde all'esposizione a Sud dell'edificio, con un'inclinazione di circa 20-30 gradi rispetto al piano orizzontale.

I risultati sono comunque buoni anche se il pannello viene localizzato in verticale sulla facciata Sud dell'edificio.

- Produzione. Considerando pari a circa 2.700 kWh il consumo elettrico medio annuo di una famiglia italiana, si può ipotizzare che un impianto fotovoltaico in condizioni standard produca al massimo, per ogni kW di pannelli installati (kWp), 1.000 ” 1.100 kWh annui in una regione settentrionale, 1.200 ” 1.300 kWh in una regione centrale e 1.400 ” 1.500 kWh in una regione meridionale.

- Costi. In linea di massima un impianto da 1,2 kWp può costare circa 9.000 euro, mentre uno da 2,8 kWp si aggira sui 20.000 euro. Ovviamente i prezzi mutano in relazione alla qualità e alla tecnologia del pannello. Per la nostra esperienza, non sempre è facile avere preventivi da parte dei produttori, che spesso rimangono sul vago trincerandosi dietro al fatto che il prezzo può cambiare in base al alcune variabili (struttura dell'edificio, localizzazione dell'impianto, difficoltà nei lavori di collegamento alla rete…). Fate attenzione al fatto che il costo totale applicato dal produttore implichi davvero tutte le spese, quindi per esempio anche quelle burocratiche relative alla documentazione necessaria per avviare il Conto energia e quelle attinenti alla progettazione.

- Durata. Un pannello fotovoltaico ha una durata di vita media di oltre venti anni. Con il passare del tempo il sistema perde efficienza, ma in maniera contenuta. Prima di scegliere l' apparecchiatura da installare, valutate i tempi di garanzia del produttore: solitamente per i pannelli la garanzia varia tra i 5 e i 25 anni. Può valere la pena spendere un po' di più inizialmente ma avere una copertura migliore per più tempo.

Una solida tutela di base dovrebbe assicurarvi una garanzia di almeno 10 anni, periodo di ammortamento della spesa iniziale. Oltre alla garanzia sui singoli componenti dell'impianto, con un costo aggiuntivo è possibile stipulare un'assicurazione per la copertura di rischi quali incendio, furto e danni legati all'interruzione del servizio.

- Manutenzione. Ogni anno è opportuno che un tecnico verifichi l'integrità dei pannelli e l'efficienza della parte elettrica. L'installatore può offrirvi contratti di manutenzione.

Vai con l'incentivo

Possono chiedere di accedere al Conto energia i proprietari di impianti fotovoltaici realizzati in base ai requisiti richiesti dal decreto ministeriale 19 febbraio 2007, purché non abbiano beneficiato dei vantaggi economici previsti dai precedenti decreti interministeriali del 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006. L'incentivo, che deve essere richiesto al gestore della locale rete elettrica (Enel, Aem, Acea…), viene concesso sia per i singoli impianti personali sia per quelli condominiali e per gli edifici pubblici.

- Tariffa. Per impianti da 1 a 20 kW, cioè utilizzabili in villette e condomini, il Gestore dei servizi elettrici per 20 anni paga ai produttori domestici una tariffa differente a seconda del grado di integrazione architettonica dell'impianto nell'edificio: la tariffa è di 40 centesimi al kWh per impianti non integrati (per esempio in giardino o su un terrazzo), 44,5 centesimi al kWh per impianti parzialmente integrati (per esempio appoggiati sulle tegole) e 49 centesimi al kWh per impianti integrati ( per esempio, parti integranti del tetto o pensiline). Informazioni dettagliate sono reperibili sul sito del Gestore (www.grtn.it).

- Ammortamento. In linea generale il capitale investito inizialmente per installare un impianto fotovoltaico con un buon livello di efficienza viene recuperato nel giro di 8 ” 10 anni nelle regioni meridionali, mentre in quelle settentrionali bisogna attendere circa un paio di anni di più.

Per un futuro verde

Non si esauriscono e non inquinano. Queste in sostanza sono le caratteristiche principali delle fonti energetiche rinnovabili.

Vediamo in breve le risorse naturali a cui si può attingere per produrre energia verde.

- Acqua. Nel nostro Paese le fonti idriche (fiumi e laghi) rappresentano di gran lunga la risorsa rinnovabile più sfruttata ai fini energetici. Attualmente rappresenta circa il 70% dell'energia prodotta da fonti alternative e i margini di crescita sono ridotti all'osso. Anche a livello comunitario l'acqua rappresenta la fonte rinnovabile maggiormente utilizzata: nel 2005 sfiorava quasi il 70% della produzione di elettricità ottenuta da risorse alternative agli idrocarburi.

- Vento. Grandi pale, gli aerogeneratori, sfruttano l'energia cinetica del vento, trasformandola in elettricità.

Nel nostro Paese questa fonte energetica è poco diffusa. Anche se negli ultimi anni si è registrato qualche progresso, i limiti naturali del nostro territorio ne impediscono uno sviluppo rilevante. L'Italia rimane ben al di sotto di altri Stati europei, come Germania e Spagna. Lo sfruttamento del vento assicura poco meno del 3% del consumo totale di elettricità dell'Unione europea. Entro il 2010 le previsioni indicano che l'energia eolica dovrebbe lentamente salire, fino a coprire il 4-6% del consumo elettrico comunitario.

- Sole. Sono sostanzialmente due i sistemi per sfruttare l'energia del sole: gli impianti termici producono acqua calda domestica attraverso pannelli solari, mentre quelli fotovoltaici trasformano il potenziale energetico in elettricità. La diffusione degli impianti solari termici nel nostro Paese ha avuto un'impennata solo negli ultimi anni, portandosi a livelli simili ad altri Stati europei come Grecia e Austria. Nel complesso la diffusione di questi sistemi è cresciuta in tutta l'Unione europea, grazie anche alla politica comunitaria che spinge sempre più all'utilizzo di questi impianti per la produzione di acqua calda domestica.

Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, la normativa italiana cerca di favorire il loro sviluppo tramite incentivi e benefici economici.

- Biomasse. L'energia si ottiene attraverso la combustione di materiali naturali molto spesso destinati allo scarto: legname, residui agricoli e forestali, rifiuti urbani vegetali, scarti dell'industria agroalimentare… Oltre all'elettricità, con questi materiali si possono produrre carburanti alternativi (biodiesel, bioetanolo) molto meno inquinanti della tradizionale benzina. L'Unione europea ha imposto ai Paesi membri che nel 2010 almeno il 5% del totale dei carburanti sia prodotto con biomasse.

- Geotermico. Sfruttando il calore del sottosuolo si produce energia. L'Italia è tra i Paesi europei che più utilizza questo sistema: il 2% dell'elettricità nazionale deriva da energia geotermica. Quest'ultima è concentrata soprattutto in alcune aree della penisola, in particolare Toscana (famoso è Larderello) e Umbria.

Diffondere il fotovoltaico

La diffusione di energia rinnovabile e pulita è diventata una priorità a livello planetario, per invertire quella tendenza che vede aumentare in modo esponenziale produzioni e consumi insostenibili per l'ambiente.

L'Unione europea ha già fissato alcuni paletti per diffondere la cultura dell'energia “verde” nel nostro continente e a breve si attende un ulteriore normativa che stabilisca gli obiettivi per il futuro.

Nel nostro Paese l'energia alternativa stenta a decollare: difficilmente per il 2010 in Italia potranno essere centrati gli obiettivi prefissati in sede comunitaria rispetto alla produzione energetica ottenuta da fonti rinnovabili. L'iniziativa del nuovo Conto energia vuole promuovere la diffusione degli impianti fotovoltaici. In pratica, attraverso incentivi economici si vuole premiare chi produce da sé elettricità pulita, ottenuta sfruttando i raggi solari.

Per la prima volta i benefici non vengono dati per l'acquisto dei pannelli, ma consistono nel pagamento di una tariffa conveniente in base all'energia prodotta.

Fonte: www.altroconsumo.it

pubblicato da: fiore

Condividi questo articolo