Contro il caro-prezzi arrivano gli scioperi dei consumatori

Una stangata da circa 1000 euro: questo è quanto si abbatterà sulle famiglie italiane al rientro dalle ferie. Complici, infatti, il caro-scuola, i carburanti ai massimi storici, i servizi più onerosi con luce e gas pronti a nuovi aumenti già dal 1° ottobre, l'allarme caro-prezzi è in agguato.

Nel dettaglio, il conto più salato nella raffica di aumenti, arriverà dai costi legati all'energia: quasi il 90% dei ritocchi verso l'alto viene da questa voce. Con il petrolio alle stelle, e soprattutto il boom del prezzo di benzina e gasolio sui mercati internazionali, porteranno infatti da soli un totale di 861 euro in più all'anno di esborso per ogni famiglia. Così nel 2005 la bolletta petrolifera costerà oltre 23 miliardi di euro, il massimo degli ultimi venti anni.

Per luce e gas, invece, dal 1 ottobre si dovranno sborsare 66 euro, ai quali vanno aggiunti 155 euro per il riscaldamento, 300 euro in più di benzina, 140 euro per i costi di trasporto delle merci che verranno scaricati sul prezzo finale e altri 200 euro per la casa: dall'affitto ai prodotti che nel loro processo di lavorazione usano derivati del petrolio, come ad esempio, detersivi, vernici, oggetti in plastica.

Mentre gli altri rincari verranno dai servizi bancari (+46 euro all'anno), da alcuni ritocchi all'insù sulle polizze Rc auto che dopo tre anni di sostanziale tranquillità subiranno un aumento annuo di 42 euro e dalla scuola. A causa del caro-libri sui banchi ed in cartella si aggirano rincari impressionanti: 600 euro è la spesa media che l'Intesa dei consumatori ha stimato per alunno, mentre 40 euro è l'aumento rispetto allo scorso anno .

E proprio contro “questo ennesimo, pesante prelievo dalle tasche dei cittadini” protesterà dopodomani l'Intesa dei consumatori che invita gli utenti a partecipare ad una giornata di lotta per boicottare gli ingiustificati aumenti di luce, gas, carburanti, scuola e casa. Ogni italiano – spiegano – dovrà rinunciare ad effettuare almeno un acquisto. Basterà disertare negozi, banche, pompe di benzina, uffici comunali e statali, ma anche non effettuare telefonate e spegnere il motore se ci si trova immersi nel traffico. Fra le iniziative anche un black out elettrico volontario dalle 11:30 alle 11:35, come protesta contro l'aumento delle tariffe. E quindi niente, rasoi elettrici, lavastoviglie, lavatrici e frigoriferi. E non solo. Vanno spenti anche i forni elettrici e a microonde, gli asciugacapelli e soprattutto il cellulare. Per quanto riguarda l'illuminazione della casa, le associazioni dei consumatori ricordano di sostituire le lampadine tradizionali a incandescenza con quelle fluorescenti compatte, il cui costo elevato verrà comunque ammortizzato già nel primo anno, dal momento che possono durare fino a 10 volte di più e fanno risparmiare l'80% di energia.
Ed ancora. Niente ascensore e da evitare gli esercizi commerciali con grandi consumi, come ad parrucchieri e bar. Non effettuate operazioni bancarie, specie prelievi al bancomat. E stop anche per chi usa il computer.

Ma per mercoledì 14 settembre è stato fissato anche un altro sciopero: alle 21 in punto parte, infatti, la seconda protesta organizzata da Adiconsum, Confconsumatori, Movimento difesa del cittadino, Movimento Consumatori, Lega Consumatori, Assoutenti, Unione Nazionale Consumatori che invitano i cittadini a partecipare ad un black-out di 5 minuti per sostenere la richiesta indirizzata al governo di cinque provvedimenti urgenti da adottare contro gli aumenti. Tra le proposte avanzate dai consumatori, la sospensione dell'aumento delle tariffe elettriche, sostenere la diffusione dei distributori presso i supermercati, la riduzione delle accise di almeno 5 centesimi, l'apertura di un tavolo per definire i criteri applicativi dell'indennizzo diretto, la riduzione dei prezzi dei medicinali e l'intervento sulle commissioni bancarie, che negli ultimi cinque anni sono aumentate del 40%. “Per noi, quello di mercoledì non sarà uno sciopero della spesa, ma una giornata per la spesa intelligente”, spiegano i portavoce delle associazioni prendendo le distanze dall'analoga iniziativa messa in cantiere dall'Intesaconsumatori.

Fonte. Miaeconomia.it

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