Credito al consumo, sovraindebitamento in Italia: 34% ha crediti attivi

Quando si parla di credito al consumo spesso ci si riferisce a un insieme piuttosto ampio e astratto di: leggi, norme, contratti, parole e sigle che in molti non conoscono. Ma, nel concreto, come appare la situazione nel nostro Paese? Mister Credit ha condotto un’analisi piuttosto puntuale sull’argomento. Tanto per cominciare qualche numero può aiutare a capire meglio la dimensione del fenomeno. Secondo quanto rilevato dalla società di CRIF(), il 34% degli italiani ha crediti attivi, cioè sta pagando le rate di un mutuo o di un prestito. Si tratta quindi di oltre un terzo della popolazione, che rimborsa una rata mensile media di 362 euro. La media delle cifre richieste e concesse è pari a 34.253 euro. La maggior parte degli italiani ha richiesto prestiti finalizzati all’acquisto di un bene o di un servizio (43% del credito al consumo nazionale), seguono i prestiti personali per varie esigenze di liquidità (35%) e infine i mutui (22%).

Sulla mappa interattiva, messa a punto dalla società, è possibile poi rintracciare le differenze esistenti tra una regione e l’altra, o tra una provincia e l’altra, nei primi cinque mesi del 2016. Questa mappa permette di sottolineare ancora l’importanza di un approccio consapevole al credito al consumo.

Essere vigili, valutare la propria situazione economica, analizzare le offerte presenti sul mercato e leggere tutte le informazioni presenti nei contratti sono passi fondamentali per poter ottenere un prestito o un mutuo e restituirlo in tranquillità. Altrimenti il rischio di sovraindebitamento può essere molto alto”, si legge sul blog di Mr Credit.

Un’indagine Eurispes ha stimato che tre milioni di famiglie in Italia sono vittime dell’usura (con interessi superiori al 120% all’anno). “Sappiamo quanto sia importante tenere sotto controllo il proprio indebitamento: questo non solo ci farà dormire sonni tranquilli ma ci permetterà anche di avere una buona affidabilità creditizia, utile per l’accesso al credito nel futuro in caso di bisogno”.

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