Crisi, un europeo su 6 non ha soldi per le bollette

Sono le conseguenze sociali della crisi, secondo un Eurobarometro condotto a maggio: un europeo su 6, lo scorso anno, almeno una volta non ha avuto i soldi per pagare le bollette o per fare la spesa; il 3% si trova in una situazione di morosità.

Un cittadino europeo su sei, durante lo scorso anno, almeno una volta non ha avuto i soldi per pagare le bollette o per fare la spesa e uno su cinque ha avuto difficoltà nel continuare a pagare le bollette e le rate del mutuo, a maggio 2010. Il 3% si trova in situazione di morosità per quanto riguarda alcune fatture e rate del mutuo ed il 2% ha seri problemi finanziari ed è in mora per molti di tali pagamenti. Più in generale, tre quarti degli europei ritengono che la povertà sia aumentata nel proprio paese durante l'ultimo anno.

E' il quadro che emergedall'indagine Eurobarometro sulle conseguenze sociali della crisi, effettuata nel mese di maggio e presentata oggi dalla Commissione europea. Ovviamente è la crisi, con i conseguenti inviti ad adottare misure di austerità, a riflettersi nella percezione della povertà da parte dei cittadini. L'85% dei greci intervistati ritiene che la povertà sia aumentata nel proprio paese, ma i francesi non sono da meno con l'83% dei cittadini; è di questa idea il 75% degli italiani. In alcuni paesi, addirittura, la gente pensa che le difficoltà aumenteranno: in Grecia e Romania 7 cittadini su 10 pensa che la propria situazione finanziaria peggiorerà.

Per 3 europei su 10 le difficoltà maggiori sono state nel sostenere i costi dell'assistenza sanitaria, ai bambini o di lunga durata per loro o per i loro familiari negli ultimi sei mesi: per l'11% la situazione è diventata “molto più difficile& quot; e per il 18% “un po' più difficile”. Un europeo su 6 non è molto sicuro o non lo è per nulla, di non perdere il lavoro e quasi la metà dei cittadini pensa che sia abbastanza improbabile o assolutamente improbabile ritrovare un nuovo posto entro sei mesi in caso di licenziamento.

Infine, per quanto riguarda le entrate future, il 73% dei cittadini dell'Unione o si aspetta chiaramente prestazioni pensionistiche ridotte o ritiene di dover posticipare la propria pensione o risparmiare di più per la vecchiaia. Il 20% teme seriamente che il proprio reddito durante la vecchiaia sia insufficiente a garantire una vita dignitosa ed il 34% se ne preoccupa. In 17 Stati membri la maggior parte degli intervistati teme seriamente o si preoccupa che il proprio reddito durante la vecchiaia non consenta di condurre una vita dignitosa.

László Andor, il Commissario UE per l'Occupazione, gli Affari sociali e l'Inclusione, ha sottolineato l'importanza della tematica della povertà nell'UE ed il continuo aggravarsi della situazione a causa dell'attuale crisi economica e finanziaria. “Le sfavorevoli conseguenze della crisi si stanno sentendo ed oggi molti europei devono lottare per arrivare a fine mese”. Il Commissario ha aggiunto che la nuova strategia dell'UE per il prossimo decennio, Europa 2020, ed il suo obiettivo di sottrarre alla povertà almeno 20 milioni di europei entro il 2020, inviano una decisa testimonianza dell'impegno di tutti i paesi a fornire risultati visibili per un'Europa più giusta e favorevole all'inclusione.

2010 – redattore: GA

Fonte: helpconsumatori.it

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