Da stalla a casa con lo sconto del 36%

Trasformare il fienile in abitazione principale o anche seconda casa? Da oggi lo si può fare con lo 'sconto' fiscale del 36%. Lo ha chiarito l'agenzia delle Entrate.



I lavori di ristrutturazione per trasformare ruderi agricoli o fienili in abitazioni – si legge nella risoluzione n.14 dell'8 febbraio – possono usufruire degli sgravi Irpef a condizione che nel provvedimento amministrativo che autorizza i lavori “risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d'uso del fabbricato, già strumentale agricolo, in abitativo”.

La norma sulle agevolazioni Irpef per gli interventi di ristrutturazione (l'articolo 1 comma 1 della legge n.449/97) esclude infatti dai benefici fiscali gli interventi su edifici a destinazione produttiva o commerciale. Ma se la ristrutturazione viene avviata proprio per trasformare quegli immobili in case – scrive l'agenzia in risposta alle numerose richieste di chiarimento pervenute – il contribuente ha diritto alla detrazione del 36% dall'Irpef.

“L'aspetto problematico riguarda la circostanza che il fabbricato oggetto dell'intervento – un fienile – risulterà con destinazione d'uso abitativo solo a seguito dei lavori di ristrutturazione che il contribuente intende realizzare”. Ma la circolare 24 febbraio 1998, n. 57 (la stessa che definisce espressamente l'esclusione dal beneficio fiscale dei lavori realizzati su “edifici a destinazione produttiva, commerciale e direzionale”) è altresì precisato che gli interventi di ristrutturazione edilizia possono “portare ad un edificio parzialmente o completamente diverso dal preesistente. Pertanto, gli effetti di tale trasformazione sono tali da incidere sui parametri urbanistici al punto che l'intervento stesso è considerato di trasformazione urbanistica”.
“Alla luce dei chiarimenti sopra citati”, conclude l'agenzia delle Entrate, “si ritiene che sia possibile fruire del diritto alla detrazione di imposta del 36 per cento, a condizione che nel provvedimento amministrativo che assente i lavori risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d'uso del fabbricato, già strumentale agricolo, in abitativo”.

Andrea Grechi

Fonte:MiaEconomia

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