Decreto di contrasto alla violenza sessuale

Un decreto-legge per l'adozione immediata di incisive misure di contrasto a reati (in particolare quelli legati a violenza sessuale) la cui recrudescenza sta creando allarme sociale per frequenza ed efferatezza. Così il comunicato stampa diffuso a seguito del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio scorso, nel corso del quale è stato approvato il decreto legge che prevede misure urgenti in materia di pubblica sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale.

Le norme – sottolinea il ancora il comunicato- già presentate al Parlamento e riversate in questo provvedimento per garantirne un'immediata efficacia, prevedono, tra l'altro:

l'obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per reati particolarmente odiosi (violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile e pedopornografia, turismo sessuale)

l'esclusione dei benefici dell'affidamento in prova e della semilibertà per i condannati,

particolari misure di prevenzione quali la possibilità che i sindaci, previa intesa coi Prefetti, si avvalgano di forme di collaborazione da parte di associazioni di cittadini (non armati) utili a segnalare casi di disagio sociale o che possano recare pregiudizio alla sicurezza;

''I volontari che parteciperanno alle ronde non saranno muniti di armi, ma avranno solo cellulari e ricetrasmittenti per fare segnalazioni alle forze dell'ordine'', ha detto
il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, illustrando il provvedinmento nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al termine del Consiglio. Sulll'utilizzo delle ronde – ha aggiunto Maroni- ''saranno i sindaci a decidere il come, il dove e il quando utilizzare questi volontari”.

Questo decreto legge stanzia ''risorse per 100 milioni di euro al Viminale per allestire un sistema più efficace di presidio del territorio e procedere entro il 31 marzo all'assunzione di 2.500 unità di forze dell'ordine da mettere per questo piano straordinario di controllo del territorio'' ha ribadito il Ministro dell'Interno.

In coerenza con la direttiva europea, inoltre,

il trattenimento di stranieri irregolari può essere protratto fino ad un massimo di sei mesi.

L'articolo 5 del decreto prevede, infatti, che i tempi di trattenimento nei Centri di identificazione ed espulsione per gli stranieri irregolari si allunghino sino a sei mesi, anticipando il contenuto della direttiva europea in materia di rimpatri, che prevede il trattenimento nei Cie quando manca la collaborazione del cittadino straniero a fornire elementi certi di identificazione, ovvero quando il paese terzo ritarda la trasmissione dei documenti.

Viene introdotto nell'ordinamento il reato di “atti persecutori” (cosiddetto stalking) per sanzionare minacce e molestie reiterate che potrebbero evolversi in violenza sessuale o omicidio. A tal proposito si istituisce, tra l'altro, un numero verde per le vittime.

Per lo stalking sono previste sanzioni ancora maggiori se il reato è commesso dall'ex partner o nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili. Infine,

a tutte le vittime di violenza sessuale viene garantito il gratuito patrocinio a spese dello Stato.

Il Consiglio ha successivamente avviato l'esame di un pacchetto di norme, su proposta del Ministro dell'interno, che valorizzano particolarmente il ruolo degli enti locali in un complesso disegno di attuazione del Titolo V della Costituzione, sulla base di un criterio di piena equiordinazione istituzionale degli enti territoriali sancito dall'articolo 114. Le norme, che verranno esaminate dalla Conferenza unificata per pervenire ad una stesura pienamente concordata, saranno oggetto di ulteriore esame in una delle prossime sedute del Consiglio.

Fonte: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2009

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