Dentifrici per bambini

Più che dentifrici sembrano caramelle. Sono troppi infatti gli edulcoranti, i coloranti e i conservanti nella maggior parte dei 25 dentifrici per bambini che abbiamo analizzato. Ancora troppo poche le informazioni utili in etichetta a partire dall'età di utilizzo (che varia in funzione del contenuto di fluoro) e sulle modalità di una corretta igiene orale. Il nostro viaggio tra i dentifrici per i più piccoli ci ha portato in un mondo popolato dai personaggi dei cartoni animati o dei fumetti (da Garfield a Bugs Bunny), molto orientato a sedurre i bambini e poco alla salute dei loro denti. Infatti, dietro a un packaging attraente ci sono formulazioni poco adatte: per esempio c'è il pericolo che il gusto troppo dolce scelto dalla maggior parte dei produttori induca il bambino a mangiarsi il dentifricio sanno di caramella, fragola…).

Il rischio è un eccessivo apporto di fluoro e l'assunzione di dolcificanti che possono provocare problemi gastrointestinali. Il dentifricio ideale dovrebbe essere semplicemente piacevole (in tabella, i dentifrici con una stellina): la differenza tra lavarsi i denti e mangiare qualcosa di buono deve essere chiara.

Ma allora è proprio necessario un dentifricio specifico? Perché non utilizzare lo stesso prodotto per tutta la famiglia? La differenza la fa il contenuto di fluoro che, soprattutto fino a sei anni, è un elemento essenziale per la salute dei denti dei bambini, solo però se presente nella quantità giusta. Un contenuto eccessivo comporta invece il rischio di fluorosi (degenerazione dello smalto dei denti). Il fluoro è il minerale che aiuta a prevenire la formazione della carie e a rinforzare lo smalto. Attraverso l'analisi delle etichette dei più diffusi dentifrici per bambini sul mercato, vi aiutiamo a scegliere in maniera consapevole il prodotto giusto. Abbiamo valutato la quantità e la qualità delle informazioni disponibili in etichetta (il contenuto di fluoro e l'età per cui è indicato il dentifricio) e gli ingredienti (numero e tipo di conservanti e coloranti). Etichette da migliorare

Etichette da migliorare

Solo 13 dentifrici su 25 sono stati promossi per le informazioni presenti in etichetta. Anche se la legge sui cosmetici non obbliga i produttori a indicare il contenuto di fluoro e l'età per cui è indicato il dentifricio, riteniamo che queste informazioni siano indispensabili per consentire una scelta consapevole e quindi abbiamo dato un voto negativo a chi non le riporta o a chi, pur riportandole, ha un contenuto di fluoro non coerente con l'età indicata. Abbiamo utilizzato come riferimento la classificazione francese dei dentifrici per bambini: per i piccoli di età inferiore ai sei anni non devono contenere più di 500 ppm (parti per milione) di fluoro, mentre per i bambini più grandi il limite è lo stesso degli adulti (1500 ppm). La logica della classificazione adottata nell'analisi dei dentifrici è nel rischio di ingestione e di uso scorretto. Quindi voto negativo per i sei dentifrici che non danno indicazioni sul contenuto di fluoro. Per quanto riguarda l'età il panorama è disastroso: solo nove prodotti su 25 danno questa indicazione. Abbiamo poi penalizzato in particolare Colgate, Esselunga e Gum che hanno un contenuto di fluoro superiore a 500 ppm, ma non riportano la dicitura “non adatto ai bambini di età inferiore ai 6 anni”. Mentre Mentadent Kids che contiene 1000 ppm di fluoro, dà un'indicazione sbagliata sull'età consigliando l'uso a partire dai 3 anni. Abbiamo premiato chi dà informazioni utili per la corretta igiene orale del bambino e le avvertenze sull'utilizzo con la supervisione di un adulto per i bambini al di sotto dei 7 anni. Anche qui, però, sono pochi i produttori che fanno qualche sforzo. Abbiamo penalizzato chi utilizza claim ingannevoli.

Troppi ingredienti

Se consideriamo che si tratta di un prodotto che può essere ingerito dai bambini, un buon dentifricio deve avere una formulazione semplice: pochi ingredienti, solo quelli necessari (al massimo una decina), un solo conservante (meglio se approvato per uso alimentare), nessun colorante (sono inutili ai fini dell'igiene e servono solo ad attrarre i bambini) e al massimo un edulcorante perché abbia un sapore gradevole. Purtroppo il mercato offre per lo più prodotti molto ricchi di coloranti ed edulcoranti (la legge vieta lo zucchero che favorisce l'insorgere della carie, ma consente i dolcificanti) in una corsa al prodotto più attraente per i più piccoli che sono spinti a confondere il dentifricio con una caramella. Per questo, la maggior parte dei dentifrici analizzati è bocciata sul fronte degli ingredienti. Sono solo cinque le mosche bianche che non ricorrono a nessun colorante. In media, ci sono almeno due coloranti in ogni dentifricio (in etichetta sono indicati con CI e un numero). Abbiamo valutato anche se sono coloranti ammessi per uso alimentare penalizzando i prodotti che impiegano quelli che non lo sono, visto il rischio elevato di ingestione.

Considerando che nella maggior parte dei cosmetici c'è una buona percentuale di acqua che rappresenta il terreno ideale per il proliferare dei batteri, i conservanti servono a garantire che il prodotto resti efficace e sicuro. Quindi, abbiamo ammesso la presenza di un conservante al massimo, meglio se di uso alimentare. I prodotti che non ricorrono ad alcun conservante (7 su 25) sono quelli che hanno meno acqua. Quasi tutti utilizzano i parabeni efficaci, ma imputati di essere potenziali allergeni, mentre solo Coop e Odontovax hanno conservanti di uso alimentare. Nessuno rinuncia a mettere almeno un dolcificante: saccarina e sorbitolo, alcuni anche maltilolo e xylitolo. Solo quest'ultimo non favorisce l& apos;insorgere della carie.

pubblicità ingannevole

La legge vieta di inserire lo zucchero nei dentifrici perché potrebbero favorire l'insorgere della carie. Quindi i produttori utilizzano i dolcificanti (saccarina, sorbitolo, maltilolo) che pur essendo meno cariogeni dello zucchero, non proteggono certo i denti. Attenzione, alcuni dentifrici vantano in etichetta l'assenza di zucchero (Chicco, Four Fruit, Oral B e Odontovax), traendo in inganno il consumatore che è indotto a pensare che questa sia una prerogativa specifica del prodotto. Li abbiamo segnalati al Garante per pubblicità ingannevole.

L'igiene orale dei più piccoli

Lavarsi i denti è un gesto che deve entrare a far parte delle abitudini quotidiane fin da piccoli. Con le tappe giuste.

- Fino a un anno. Niente spazzolino, né dentifricio. Basta strofinare delicatamente con garza umida o con gli appositi ditalini di gomma sulle gengive e sui denti.

- Da uno a tre anni. Sì allo spazzolino, no al dentifricio. Il bambino deve iniziare a prendere confidenza con lo spazzolino, ma saranno sempre mamma e papà a pulire i denti. Niente dentifricio, quindi, fino a tre anni perché il bambino non è ancora in grado di controllare la deglutizione e ne ingerisce una quantità troppo alta (il 65% secondo alcuni studi).

- Dopo i 3/4 anni. Sotto l'occhio vigile dei genitori, il bambino può iniziare a lavarsi i denti da solo con spazzolino e dentifricio. Quest'ultimo deve avere un contenuto di fluoro non superiore a 500 ppm (controllate in etichetta). Una quantità che garantisce il giusto apporto di fluoro per proteggere i denti, ma è abbastanza bassa per evitare la fluorosi (degenerazione dello smalto dei denti, demineralizzazione e macchie).

- Dai 6 anni in poi. Il bambino si lava i denti da solo e senza limiti di fluoro. Infatti, può usare un dentifricio per adulti, anche perché la quantità ingerita involontariamente scende al 30% grazie ai riflessi di deglutizione che sono già sviluppati.

- Quanto dentifricio e quale spazzolino? Basta poco dentifricio, la quantità necessaria a “sporcare” lo spazzolino. Infatti, la pulizia è data dal movimento meccanico dello spazzolino, che deve essere piccolo e con setole morbide. Sostituitelo appena le setole si rovinano. Attenzione agli spazzolini con pupazzetti e simili che hanno impugnature non adeguate e sono spesso troppo grandi, rendendo difficile la pulizia dei denti. Lavate i denti sempre partendo dalla gengiva fino al dente.

- Attenzione agli zuccheri. Caramelle, merendine, bibite gassate… sono da evitare il più possibile soprattutto nell'intervallo tra un pasto e l'altro: la carie infatti va a nozze. Non è la quantità ma la frequenza che fa il danno peggiore. Se si bevono spesso bibite dolci, lavarsi bene i denti non basta. Meglio non spazzolarli dopo aver bevuto bevande come cole e aranciate, che sono particolarmente acide, perché si peggiora la situazione: lo smalto è più fragile e verrebbe traumatizzato dallo spazzolino. Meglio sciacquare la bocca con un bicchiere d'acqua per aiutare l'effetto detergente della saliva e diluire i residui. Non date al bambino il biberon con la camomilla o una tisana zuccherata prima di andare a letto: durante il sonno la salivazione è ridotta al minimo e gli zuccheri si depositano sui denti a tutto vantaggio della carie.

Occhio a…Età. Il dentifricio per bambini è da usare tra i 3 e i 6 anni: controllate il contenuto di fluoro che non deve essere superiore a 500 ppm. Per i bambini con meno di tre anni il dentifricio non è indicato perché non sono in grado di non ingerirlo volontariamente, dai 6 anni in poi potete usare lo stesso degli adulti.

Fluoro.Il ministero della Salute raccomanda l'uso di integratori di fluoro, in gocce o pastiglie, nei bambini fino a 12 anni circa. Questo apporto risulta particolarmente utile quando il bambino ha meno di tre anni e non usa il dentifricio anche perché l'acqua dei nostri rubinetti, ma anche la maggior parte delle acque minerali in bottiglia, contiene fluoro in quantità troppo scarsa. Bisogna quindi valutare insieme al pediatra qual è l'apporto complessivo di fluoro del piccolo per stabilire se e quale integrazione è necessaria e scegliere il dentifricio con il contenuto di fluoro adeguato a seconda dell'età. Il nostro consiglio è di somministrare l'integratore alla sera, prima di andare a dormire e senza mangiare nulla dopo, in modo che il fluoro resti più tempo a contatto con i denti.

Conservanti e coloranti. Guardate in etichetta gli ingredienti: un buon dentifricio deve avere al massimo un conservante meglio se di uso alimentare (sodium benzoate e potassium sorbate, mentre la famiglia dei parabeni -methylparaben, propylparaben – non sono di uso alimentare) e nessun colorante (sono indicati con CI seguito da un numero).

Gusto. Il dentifricio giusto non deve essere confuso con una caramella o qualcosa di buono da mangiare, ma allo stesso tempo deve essere gradevole.

Scadenza. Il dentifricio si conserva normalmente per 12 mesi dopo l'apertura: non usatelo dopo la scadenza.

Prezzo. Se il dentifricio è venduto solo in farmacia o in erboristeria costa molto di più: siamo attorno ai 4 euro in media contro 1,10 euro circa dei dentifrici a marchio commerciale e i 2 euro circa di quelli venduti in supermercati e ipermercati. Potete risparmiare fino al 20% per lo stesso dentifricio girando qualche punto vendita. Meglio il supermercato della farmacia, se lo stesso prodotto è venduto in entrambe: costa in media il 20% in meno.

Fonte: www.altroconsumo.it

Pubblicato da. fiore

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