Dillo con i fiori. Ma spontanei

Tale sistema permette la costituzione di comunità vegetali auto-sostenibili ad alta biodiversità, contribuendo così alla conservazione della natura.”Il punto di forza di questa tecnica riguarda la riduzione degli interventi da parte dell'uomo”, continua Pezzarossa, “la manutenzione è infatti limitata a uno o due tagli l'anno e non vi è necessità di irrigare, fertilizzare o impiegare fitofarmaci.

Tuttavia, la semina in miscuglio deve rispettare alcuni criteri: l'epoca di fioritura, il colore e le forme differenti per creare contrasto estetico, lo sviluppo di biomassa e l'entomofilia (il trasporto di polline e l'impollinazione i per mezzo di insetti)”.
La presenza di prati fioriti, inoltre, può generare interessanti risvolti sociali: i fiori spontanei in città possono suscitare curiosità o nostalgia per i luoghi campestri e tranquilli, lontani dalle atmosfere industriali e caotiche delle metropoli.
Ma è soprattutto la natura a beneficiare della tecnica: “La presenza di fioriture favorisce la frequentazione da parte di insetti impollinatori e nettarifagi e crea un habitat anche per i volatili (insettivori e granivori), trasformandosi così in un ‘corridoio ecologico'. Anche il suolo trae beneficio da questa tecnica e la pedofauna (i microrganismi che vivono nel terreno) ha la possibilità di trovare un ambiente più adeguato”.
Il Comune di Livorno è impegnato nel progetto pilota per diffondere l'utilizzo delle specie spontanee nelle scuole e in aree urbane e creare un modello da diffondere sia a livello regionale che nazionale.

Flavia Innocenti

Fonte: Beatrice Pezzarossa e Francesca Bretzel, Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr, Pisa, tel. 050/3152488, e-mail: beatrice.pezzarossa@ise.cnr.it

Pubblicato da: fiore

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