Diritti dei passeggeri: sui biglietti aerei in pochi chiedono rimborso per i disagi subiti

Ammonta a circa 3 miliardi di euro la somma dei rimborsi aerei non reclamati dai passeggi pur avendone diritto. Una cifra consistente che spetterebbe a milioni di persone ma nella realtà dei fatti solo il 7% dei viaggiatori indennizzabili rivendica i propri diritti. Esaminando il caso italiano, ben il 97% non ha sporto reclamo per disservizi causati dalle compagnie aeree: 270 milioni di euro non riscossi e più di un milione di cittadini a cui è rimasto solo il danno subito. I dati sono stati rilevati dalla società belga “Claim it” che si occupa di dare assistenza legale ai consumatori che hanno avuto delle disavventure di viaggio legate a ritardi, cancellazioni o overbooking dell’areo. Claim it è approdata da pochissimo sul mercato italiano allo scopo di colmare un vuoto di assistenza ai passeggeri/consumatori di cui sono in pochi ad occuparsi.

L’ormai dissolto Fondo di garanzia per il turismo infatti, copriva solo i viaggiatori che riscontravano problemi sui pacchetti e i viaggi organizzati da tour operator e agenzie di viaggio ma non interveniva sugli spostamenti “fai dai te”. Accade spesso perciò che se si subisce un inconveniente durante il viaggio in aereo, il cittadino spesso non sappia neppure quali sono i suoi diritti o si arrenda davanti alle risposte evasive date dalle compagnie.

Secondo la legge europea, i passeggeri i cui voli hanno subito più di tre ore di ritardo, sono stati cancellati o sono andati in overbooking, hanno diritto ad un risarcimento pari a € 250, € 400 o € 600 a passeggero a seconda della tratta aerea. L’ammontare di tali risarcimenti è fisso, indipendentemente dal costo del biglietto. Se la tratta è fino a .1500 km (per esempio, Londra – Malaga) si ha diritto a €250,00. Se la tratta è fra i 1.500 e i 3.500 chilometri (per esempio, Manchester – Roma) si ha diritto a €400,00. Se la tratta è maggiore di 3.500 km (per esempio, Londra – New York) si ha diritto a €600. Le norme hanno anche effetto retroattivo, per cui possono richiedere il risarcimento tutti i passeggeri che hanno avuto un volo cancellato o in ritardo negli ultimi 3 anni.

Il rimborso si applica ai voli provenienti da qualsiasi aeroporto europeo o se il volo atterra in un aeroporto europeo”, sottolinea il fondatore e amministratore delegato di Claim it, Ralph Pais “purché, in quest’ultimo caso, si tratti di una compagnia aerea europea”. “Molto spesso accade che se il reclamo viene presentato da un privato, la compagnia non paghi. Claim it, invece, ha al suo attivo il 92% di successi nelle trattative di rimborso con le compagnie aeree”. Il costo di questo servizio di tutela legale? “Viene addebitato al cliente solo in caso di esito positivo, ossia se si riesce ad ottenere il rimborso. Ad ogni modo si tratta di una percentuale pari al 25%, quindi in sostanza mai superiore ai 150,00 euro”.

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