Dragoncello, quel tocco squisito alla francese

Il dragoncello, noto anche con il suo nome francese estragone, è una bella erba vigorosa con piccoli fiori fragranti, riuniti in pannocchie. La specie, Artemisia dracunculus, è originaria delle lontane terre di Russia e Siberia; da essa deriva la varietà francese sterile, che non nasce da seme e può quindi essere riprodotta solo per divisione dei cespi.

Coltivazione

II risultato migliore si ottiene riservando alla pianta una posizione soleggiata e riparata dal vento. Dove gli inverni sono molto rigidi le radici e i cespi, dopo una leggera potatura autunnale, vanno protetti con uno spesso strato di paglia o foglie. Tra cespo e cespo è necessario lasciare circa una quarantina di centimetri. Non va innaffiato molto ed è bene accertarsi che non sussista rischio di ristagno idrico.

Raccolta e conservazione

Quando si raccolgono le foglie, non si devono asportare più di due terzi dei rami, altrimenti si blocca la crescita. Per avere sempre a disposizione un prodotto molto aromatico è consigliabile rinnovare la coltura ogni 3 anni. Le sommità fiorite e le foglie dei rametti giovani si raccolgono secondo necessità.

I rametti e le foglie si consumano freschi oppure si lasciano seccare appesi in ambienti asciutti, caldi e ventilati, perché se l'essiccazione avviene troppo lentamente, l'erba perde aroma e colore e annerisce o assume un sapore di fieno. Il dragoncello essiccato si conserva in vasi ben chiusi. Purtroppo sia il dragoncello secco che quello surgelato perdono in parte la fragranza tipica delle foglie fresche, dalle note pungenti e pepate.

Proprietà e usi

Oltre ad alcune virtù aromatiche, il dragoncello è amato in cucina per la sua capacità di insaporire gradevolmente carni bianche, pesci, crostacei, uova e aceto. Le foglie fresche sono ottime anche per dare un tocco speciale alla più semplice delle insalatine.

Da sapere

• II nome che ricorda la mitologica figura del drago è probabilmente dovuto alla forma di serpente che hanno le radici: in latino la parola droco significava, appunto, “serpe”.

• Nei secoli scorsi gli arabi lo consideravano un ottimo aiuto per prevenire la peste, mentre gli spagnoli ritenevano che potesse curare il morso di vipere e serpenti velenosi.

• Per i tedeschi, il dragoncello è Kaiser Salat, insalata imperiale, mentre in inglese si chiama tarragon, la cui lontana radice turca significa proprio 'drago'.

• In Francia il dragoncello è amatissimo.  L'uso classico in Provenza è per aromatizzare i capperi e le olive in salamoia, e per dare uno speciale sapore alle uova al tegame e omelettes.

Il dragoncello per digerire meglio

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• II dragoncello è un noto rimedio per le difficoltà digestive. Aiuta anche a combattere i gonfiori del ventre e il meteorismo. Poiché quest'erba ha la capacità di favorire l'attività epatica e renale, è consigliata per la depurazione dell'organismo, soprattutto in caso di ritenzione idrica.

• Per la preparazione di un aceto al dragoncello dalle virtù erboristiche, si lasciano macerare 50 g di foglie fresche in 1 I di aceto di vino; si filtra dopo due settimane. Per conservarlo bene occorrono piccole bottiglie di vetro scuro, da tenere in ambiente fresco e buio.

Il dragoncello per la salute

Per stare a dieta senza fatica e calmare il singhiozzo

• Poiché il particolare sapore del dragoncello è intenso e gradevole, è consigliabile usarlo quando si è a dieta e si deve consumare poco sale, perché rende i piatti molto appetitosi anche senza usare altri condimenti.& lt;/P>

• Gli oli essenziali del dragoncello hanno effetti calmanti contro gli spasmi e contrazioni dello stomaco e dell'intestino, tanto da poter placare anche il singhiozzo insistente.

• Uh tempo la tisana al dragoncello veniva consigliata come rimedio contro i dolori reumatici. Questa capacità non è stata accertata dalla scienza, mentre è noto il suo potere di stimolare il flusso mestruale, lo intensifica in caso di scarsità e lo aiuta in caso di blocco, senza provocare disturbi collaterali.

In cucina

Un pizzico di dragoncello per nobilitare i piatti

• Con la salsa al dragoncello si possono preparare delle tartine o insaporire delle fettine di mozzarella.

• Insaporite i gamberetti con olio e foglie di dragoncello, Ottimo anche sul pesce bianco, sia fresco che come aceto aromatizzato.

• Provate la torta salata alle zucchine e dragoncello: preparatela con la pasta sfoglia pronta, riempita di zucchine tagliate a cubetti e passate in padella, insaporite con un'abbondante cucchiaiata di dragoncello tritato e un po' di pepe grattugiato al momento.

• Servite gli asparagi bolliti al vapore accompagnandoli con burro al dragoncello, ottenuto facendo ammorbidire 50 g di burro e miscelandovi un cucchiaio di erba fresca tritata finemente. Il burro va servito in modo che ogni commensale ne abbia una noce nel piatto per accompagnare la verdura a suo piacimento.

•Amalgamate a 100 g di burro ammorbidilo 1 pugno di dragoncello lessato per qualche minuto in acqua salata e tritato finemente. Unite del pepe nero macinato fresco. Stendete la salsa ottenuta sulle fette di pancarrè: ottima merenda per un pomeriggio in giardino!

Tratto da: giardinaggio N° 3 Aprile 2010

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