E il bambino porta il cognome di mamma

La discussione è partita al Senato. Ma chi segue da tempo l'iter legislativo si aspetta una dura battaglia. E intanto ci spiega perchè vuole un simile provvedimento

è partita al Senato la discussione della legge sulla liberalizzazione del sistema dei cognomi, relatrice la diessina Vittoria Franco. La legge permetterà alle donne di trasmettere il proprio cognome ai figli, presenti tutte le possibilità: cognome paterno, materno, doppio cognome. La Ministra delle pari opportunità Stefania Prestigiacomo, all'inizio apparentemente non molto interessata alla materia, ha dato il proprio assenso all'iniziativa.
Donnalife vi presenta una petizione, inviata alcuni mesi prima dell'inizio della discussione in Parlamento, in cui uomini e donne spiegano le ragioni che le spingono a battersi per una legge che tarda ad arrivare. Avere la possibilità di dare alle proprie figlie e ai propri figli il cognome materno dovrebbe già essere un diritto delle donne italiane. La convenzione delle Nazioni Unite sull' eliminazione d'ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York il 18 dicembre 1979, è stata infatti ratificata dal nostro Paese, ai sensi della legge 14 marzo 1985, n. 132. Tale legge all'articolo 16 recita: “Gli Stati parte prendono tutte le misure adeguate per eliminare la discriminazione nei confronti della donna in tutte le questioni derivanti dal matrimonio e nei rapporti familiari e, in particolare, assicurano in condizioni di parità con gli uomini: (…) g) Gli stessi diritti personali al marito e alla moglie, compresa la scelta del cognome, di una professione o di una occupazione”. Ciò nonostante, l'attuale legislazione italiana non lascia ai genitori la libertà di scelta in tema di cognome da assegnare ai figli e non riconosce il diritto della donna ad assegnare il proprio cognome alla prole.
Noi chiediamo al Parlamento:
1. di modificare la norma che non consente alle coppie sposate e non sposate di scegliere liberamente che cognome trasmettere alla propria discendenza
2. di superare ogni forma di discriminazione tra i sessi in materia di cognome per porre le basi a partire dal diritto civile per realizzare le pari opportunità nelle relazioni di convivenza.
Le ragioni di questa richiesta possono essere così sintetizzate:
1. Rispetto al resto del mondo occidentale la legislazione italiana sconta un notevole ritardo in tema di trasmissione del cognome, non lasciando alle coppie sposate nessuna alternativa a quella dell'assegnazione del solo cognome paterno alla progenie, e costringendo quelle non sposate a ricorrere alla pratica della legittimazione successiva per evitarlo. In altri paesi europei la possibilità di scegliere il cognome per le figlie/i c'è già da tempo non solo per le coppie di fatto, ma anche per quelle sposate legalmente.
2. L'obbligo alla trasmissione del cognome ai figli non è una questione puramente formale ma riflette piuttosto la priorità del ruolo sociale paterno. Se qualcuno obietta che si tratta di un semplice retaggio del passato allora ben venga l'adeguazione della forma, né si spiegherebbero a tal riguardo le remore e le resistenze.
3. Il preponderante coinvolgimento della donna sul piano riproduttivo è giusto che trovi riconoscimento anche su un piano simbolico-espressivo così importante nella costruzione dell'immaginario collettivo.
4. La libertà delle coppie nella scelta del cognome da assegnare ai figli porterà ad un rilevante cambiamento di costume nei termini di una maggior libertà di scelta e d'importanza della figura femminile nella società. Le donne infatti non sentiranno più il bisogno di una figura maschile per essere rappresentate socialmente o lo sentiranno meno.
5. La libera scelta del cognome introduce una reale parità simbolica-formale all'interno delle relazioni di convivenza, sulla quale poter fondare una parità sostanziale, eliminando ogni forma di discriminazione a sfavore della donna.


Comitato promotore: Con il cognome delle madri ( Milano)
Francesco Longo
Francesca Manna
Perini Franco
Ricchina Laura

Associazione per una Libera Università delle Donne (Milano)
La Presidente
Anita Sonego

Per ulteriori informazioni
http://www.cognomematerno.freeweb.supereva.it/

Tratto da: www.donnalife.it

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